"LA LETTURA È CONSIDERATA UN'ATTIVITÀ DA SFIGATI, MA QUI ALLORA LO SIAMO TUTTI" - IN ITALIA SPOPOLANO I "SILENT READING PARTY", DOVE I PARTECIPANTI SI INCONTRANO IN UN LUOGO PUBBLICO, PASSANO UN'ORA A LEGGERE LIBRI IN SILENZIO (E SENZA SMARTPHONE) E POI DISCUTONO SULL'ESPERIENZA APPENA TRASCORSA - L'INIZIATIVA È PARTITA DAGLI STATI UNITI, MA HA PRESO PIEDE NEL NOSTRO PAESE...

Estratto dell'articolo di Giulia D'Aleo per "la Repubblica"

 

silent reading party 8

In silenzio, seduti a gambe incrociate o distesi supini su coperte e cuscini. […] Stanno chini, ma non sui cellulari, come spesso gli si rimprovera, perché a un palmo dal naso ognuno tiene un libro, che legge per sé, ma accanto agli altri. Sono i partecipanti dei Silent reading party, nome eloquente di un evento che non è autoctono, ma una fortunata riproduzione di incontri da tempo popolari nei bar di New York.

silent reading party 7

 

Approdati in questi mesi in tutta Italia, gli «happy hour degli introversi», così sono già stati ribattezzati, non sono un'esclusiva delle città metropolitane, ma continuano a moltiplicarsi a vista d'occhio anche nei piccoli comuni, da Albinea a Corciano. […]

 

Le regole sono chiare e facilmente replicabili: ci si incontra in un luogo, si chiacchiera, poi ognuno tira fuori il libro portato da casa — o ne prende uno in prestito — e lo legge per un'oretta. Alla fine c'è un momento di condivisione: sulla propria lettura, sull'esperienza appena trascorsa, un po' su quello che si vuole. […]

 

silent reading party 6

Così, dai club di Brooklyn, l'idea viene ripresa lo scorso marzo in un atelier-libreria di Bari da Ilenia Caito, attivista letteraria, e dal suo collettivo Bandelle. Per l'incontro prevedono 30 posti, ma in 50 rimangono in lista d'attesa. La volta dopo, sulle terrazze di Palazzo Verrone, nel cuore della città vecchia, si sale a 60, ma l'evento è sold out in meno di due ore e restano fuori in 400.

«Arrivano persone dai sei ai settant'anni e leggono di tutto: fumetti, test per i concorsi, ma anche tanti classici», racconta Caito. I detrattori definiscono questi raduni «puro esibizionismo».

 

silent reading party 4

«Si fa fatica a comprendere la dimensione comunitaria se non la si pratica — replica Caito –. Trasformare un'esperienza individuale in collettiva è un messaggio politico». Apprezzato dai partecipanti è anche il bando ai cellulari, che obbliga a rinunciare per qualche ora a schermi e notifiche. «La generazione dei boomer fa molta fatica a separarsene — sorride l'attivista – . Chi ci riesce, però, parla di un senso di liberazione».

silent reading party 5

 

[…] Com'è successo giorni fa anche a Ravenna, nel chiostro della biblioteca Classense, o a Reggio Calabria, sulla Scalinata monumentale di Via Giudecca, che collega la parte della città sul mare e quella a monte. «Tutti sono riusciti a dedicare al libro che volevano leggere del tempo che di solito non trovano. In città c'era assoluto silenzio: si sentivano solo campane e uccelli. Era l'ora della partita tra Italia e Svizzera, ma non c'erano goal per cui esultare», racconta Eleonora Uccellini del Gineceo di Morgana, il gruppo di donne che l'ha organizzato.

 

silent reading party 2

Le donne sono spesso ideatrici e partecipanti, «perché leggono di più, soprattutto nella fascia tra i 13 e i 26 anni», spiegano Giulia Buzzoni e Gaia Lapasini, book influencer di 26 anni fondatrici di "Viaggiare coi libri", progetto di incontri e ritiri di lettura. «Il punto di forza è la possibilità di confrontarti con persone che diversamente incontreresti», sostiene Carolina Albano, anche lei book blogger e ideatrice dei reading party a Salerno. «Per tutta la vita mi hanno detto: "Ma perché non vai a divertirti invece di leggere?". La lettura è considerata un'attività da sfigati, ma qui allora lo siamo tutti — rivendica Buzzoni — .Non importa che libro porti, ti senti subito parte di qualcosa».

 

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