no vax

LA "LIBERTÀ" DI ESSERE UN NO VAX SI PAGA - È UN CASO LA SENTENZA DI UN GIUDICE DI BELLUNO CHE HA DEFINITO LEGITTIMA L'IMPOSIZIONE DELLE FERIE PER DIECI OPERATORI DI DUE CASE DI RIPOSO CHE HANNO RIFIUTATO IL VACCINO - LORO RIVENDICANO L'ARTICOLO 32 DELLA COSTITUZIONE SECONDO CUI "NESSUNO PUÒ ESSERE OBBLIGATO A UN TRATTAMENTO SANITARIO", MA I DATORI DI LAVORO DEVONO "TUTELARE L'INTEGRITÀ DEI DIPENDENTI". E IL RISCHIO LICENZIAMENTO NON È ESCLUSO...

Andrea Pasqualetto per il "Corriere della Sera"

 

no vax 3

Avevano detto no al vaccino ed erano stati messi in ferie forzate per due settimane. Hanno fatto ricorso, paventando l'ipotesi della sospensione senza stipendio, ma il giudice del lavoro ha dato loro torto: l'imposizione delle ferie è corretta.

 

Succede tutto nel Bellunese, dove dieci operatori sociosanitari di due case di riposo, che avevano rifiutato Pfizer, sono stati obbligati a rimanere a casa per quattordici giorni con la possibilità di essere sospesi e non pagati nel caso in cui continuino a sottrarsi al vaccino.

 

no vax e negazionisti

«La loro permanenza nelle Case di riposo comporterebbe la violazione dell'obbligo che impone al datore di lavoro di adottare tutte le misure necessarie a tutelare l'integrità fisica dei suoi dipendenti», scrive il giudice Anna Travia.

 

Quanto al timore di rimanere senza stipendio, il magistrato ha liquidato la cosa come «insussistente» perché non c'è «alcun elemento da cui poter desumere l'intenzione del datore di lavoro di procedere in tal senso o al licenziamento».

 

In realtà, il rischio c'è, come dice lo stesso amministratore della Servizi sociali assistenziali (Sersa), Paolo Santesso, una delle due strutture in questione: «Vediamo cosa succede il 25 marzo, prossimo appuntamento del calendario vaccinale. Se i nostri operatori (sono 8 su 80) dovessero persistere nel rifiuto, considerato che il medico del lavoro li ha giudicati inidonei al servizio di assistenza ai nostri ospiti, verificheremo se c'è la possibilità di impiegarli in altre mansioni e, nel caso non ci fosse, dovremo procedere alla sospensione».

 

case di riposo

La vicenda che ha portato in Tribunale la Sersa e la Sedico Servizi solleva dunque un problema complesso. Da una parte il diritto dei lavoratori di rifiutare il vaccino, dall'altra il dovere del titolare dell'impresa di garantire la sicurezza del luogo di lavoro, dei dipendenti e, nel caso delle Rsa, anche degli ospiti, considerate persone fragili.

 

Da una parte cioè l'articolo 32 della Costituzione, invocato dagli operatori No Vax, secondo cui «nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario», dall'altra l'articolo 2.087 del Codice civile, preteso dall'azienda, che attribuisce all'imprenditore l'obbligo «di adottare le misure necessarie a tutelare l'integrità dei lavoratori».

 

valerio onida

Il professor Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale, pone un punto fermo: «Per essere obbligatoria, la vaccinazione richiede una legge, non può essere imposta dal datore di lavoro. È dunque escluso innanzitutto il licenziamento».

 

E la sospensione dal lavoro non retribuita? «Non si può sanzionare il lavoratore che non ha commesso alcun illecito. Si può solo organizzare il lavoro in modo da evitare il maggiore rischio di contagiare altri che, a pandemia ancora in corso, può verificarsi, per i non vaccinati».

 

Dal punto di vista del sindacato «il rischio è quello di mettere in crisi le strutture sanitarie che già hanno problemi di organico - spiega Andrea Bottega, segretario nazionale del Nursind che tutela le professioni infermieristiche -. Il provvedimento del giudice di Belluno penalizza i No Vax che saranno spinti a vaccinarsi, altrimenti non mangiano».

coronavirus case di riposo

 

Va detto che secondo Anaao-Assomed e Fnopi, cioè il maggior sindacato dei medici ospedalieri e la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche, ad oggi, in Italia, appena un centinaio di infermieri su un totale di 254 mila, e l'1-2% dei medici ospedalieri (tra 1.140 e 2.280 su un totale di 114.000 attivi) ha rifiutato la vaccinazione anti-Covid.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…