steven tyler a cotronei

"I MIEI STRUMENTI E COSTUMI DI SCENA? O SARANNO ESPOSTI DOV'È NATA LA STORIA D'AMORE TRA I MIEI NONNI, OPPURE NON SE NE FA PIÙ NULLA" - STEVEN TYLER SI SCAGLIA CONTRO IL SINDACO DI COTRONEI, IN CALABRIA PER L'APERTURA DEL MUSEO DEL ROCK - IL CANTANTE VUOLE CHE I SUOI CIMELI SIANO ESPOSTI A PALAZZO BEVILACQUA, DOVE  VISSERO I NONNI PRIMA DI EMIGRARE IN AMERICA, MENTRE IL COMUNE VORREBBE SPOSTARE LA SEDE DEL MUSEO IN UN ALTRO PALAZZO IN CENTRO…

Alessandro Fulloni per il Corriere della Sera

steven tyler a cotronei 1

 

«I miei strumenti e costumi di scena? O saranno esposti lì, in quell'edificio in cui è nata la storia d'amore tra i miei nonni, oppure non se ne fa più nulla. E si finisce a carte bollate». A ben vedere questa lite, per un palazzo destinato a ospitare un museo della musica, che contrappone Steven Tyler, leggenda del rock e frontman degli Aerosmith, al comune di Cotronei, 5.000 anime nel Crotonese, comincia in un giorno dell'estate 1896.

 

steven tyler a cotronei 3

In quella data imprecisata Giovanni Tallarico, il nonno di Steven Victor Tallarico - il nome all'anagrafe Usa del cantante, uno dei 100 migliori al mondo secondo la rivista Rolling Stone - parte per gli Stati Uniti, lasciando la Sila. Nonno Giovanni è un musicista diplomato in mandolino alla scuola regia di Napoli, mescola sogni e concretezza e convince i suoi fratelli Maria Grazia, Francesco, Michele, Nicola e Pasquale a emigrare con lui. «Vivremo di concerti», li rassicura. Va a finire proprio così: il «Tallarico Brothers Quartette» diventa ben presto una band assai celebre tra le due coste degli States, con un repertorio tra swing e melodie che sarebbero piaciute a Enrico Caruso.

 

steven tyler a cotronei 2

«Se vogliamo, sono stati i precursori degli Aerosmith» scherza ma non troppo l'avvocato Nino Grassi, 67 anni, fondatore e presidente dell'«Associazione Steven Tyler», nonché suo cugino, che parla «in nome e per conto» del rocker e che l'altro giorno ha diffidato il sindaco di Cotronei Antonio Ammirati dal portare avanti il progetto del museo del rock. Appunto: è la diatriba che il legale spiega con un lungo salto all'indietro: «Mio nonno Nicola partì per gli Usa con suo fratello Giovanni, ma poi decise di tornare in Calabria».

steven tyler e la famiglia calabrese

 

È stato Nino a riallacciare i contatti con Tyler, inseguendolo in ogni concerto italiano della band e riuscendo «finalmente a incontrarlo il 2 luglio 2010, a Venezia». Finita l'esibizione, il penalista-rocchettaro convinse il portiere dell'albergo a consegnare alla rockstar vecchie foto della Tallarico-dinasty scambiate per posta dai nonni. Dopo averle viste Steven «mi accolse in lacrime e in quell'occasione gli esposi l'idea di un museo del rock».

 

steven tyler a cotronei 6

I cimeli del cantautore, che visitò Cotronei nel 2013, sarebbero stati esposti dove cominciò la sua saga: ovvero a palazzo Bevilacqua, lo storico edificio, oggi pericolante, dove nonno Giovanni visse e sposò Fortunata Trocino, vedova di un maresciallo dei carabinieri che le lasciò una cospicua eredità. Il progetto, ha raccontato il Quotidiano del Sud, è andato avanti incassando dalla Ue 1.300.000 euro e l'ok della Regione. Senonché giorni fa è emerso che il Comune ha spostato la sede del museo in un altro palazzo in centro.

steven tyler a cotronei 5

 

Ma l'Associazione è insorta, diffidando il sindaco: «Senza le radici di noi Tallarico quest' idea non ha più senso...». Il primo cittadino allarga le braccia: «Una scelta obbligata: la giunta precedente, che ha stilato il piano, non ha raggiunto l'accordo di esproprio con i proprietari del palazzo Bevilacqua (passato più volte di mano, ndr ). Noi abbiamo dovuto dunque localizzarne un altro. Grassi lo sapeva da mesi eppure ci ha diffidato all'ultimo istante». Però «parliamone ancora» aggiunge Ammirati. Che concorda con il cugino di Tyler solo su una cosa: «Il Museo si deve fare. L'inaugurazione? Con gli Aerosmith, qui a Cotronei».

steven tyler a cotronei 4

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…