ciro russo maria antonietta rositani 1-1

"NON PERMETTERE MAI A NESSUN UOMO DI FARTI QUESTO" – LA SECONDA VITA DI MARIA ANTONIETTA ROSITANI, DIMESSA DALL’OSPEDALE DI REGGIO CALABRIA DOPO 20 MESI DI CALVARIO E DIVERSI INTERVENTI DI RICOSTRUZIONE DELLA PELLE - IL MARITO NON ACCETTAVA LA VITA NORMALISSIMA DELLA MOGLIE E NEL MARZO DEL 2019 LE VERSO' ADDOSSO DELLA BENZINA TRASFORMANDOLA IN UN TIZZONE...

Francesco Creazzo per “la Stampa”

 

maria antonietta rositani 4

Ha le lacrime agli occhi Maria Antonietta Rositani. Lacrime di gioia, di determinazione, di rabbia: per la prima volta dopo 20 mesi, ieri, è uscita dall' inferno cui è stata condannata dall' ex marito, Ciro Russo. L' uomo le aveva dato fuoco in pieno giorno, in una via appena fuori dal centro di Reggio Calabria. Ieri è stata dimessa, dopo l' ennesima operazione di ricostruzione della pelle, dal Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria. Prima, più di un anno al centro grandi ustionati di Bari dove più volte è stata tra la vita e la morte.

ciro russo maria antonietta rositani 1 2

 

La "colpa" di Maria Antonietta Rositani era quella di essere una donna libera, cosa che a Russo non piaceva.

L' uomo, per anni, aveva fortemente ostacolato la normalissima vita della moglie, in un primo momento attraverso molestie psicologiche e verbali, poi tramite abusi fisici e aggressioni. In uno degli ultimi episodi prima della denuncia, l' uomo aveva aggredito anche la figlia, oggi ventenne. Fu allora, nel 2017, che la donna decise per la prima volta di denunciare, una denuncia che però cadde nel vuoto, fino ad una nuova aggressione, l' anno successivo: in quell' occasione, però, Russo fu arrestato in flagranza di reato e condannato a 3 anni e due mesi da scontare ai domiciliari ad Ercolano, sua città d' origine.

 

maria antonietta rositani 1 1

Fu proprio dalla cittadina campana che, evadendo dalla detenzione, Ciro Russo partì nella notte tra l' 11 e il 12 marzo del 2019. Tornava a Reggio, a "farla pagare" alla moglie.

 

Comprò 5 bottiglie di benzina, aspettò che Maria Antonietta lasciasse i figli a scuola e poi la accerchiò con l' auto, dando fuoco prima al parabrezza e poi, una volta uscita dall' auto, alla donna.

 

Le gridava «adesso muori» mentre lei si rotolava in una pozzanghera cercando di spegnere le fiamme che la avvolgevano. Il 13 luglio scorso, il tribunale di Reggio Calabria ha emanato la sentenza di primo grado contro Russo: condannato a 18 anni di reclusione.

 

Ieri, però, la più grande vittoria di Maria Antonietta Rositani e di Annie, la figlia: le dimissioni dall' ospedale dopo 20 mesi di calvario e di lotta. Innumerevoli volte sotto i ferri del chirurgo, momenti in cui sembrava che la morte sarebbe arrivata presto.

maria antonietta rositani 1

L' intera comunità reggina si è stretta attorno a lei che, in questi mesi, è diventata un simbolo della lotta alla violenza di genere e non ha mai smesso, quando la sua salute glielo ha consentito, di far sentire la sua voce seppur da un letto di ospedale.

Fino a ieri mattina, fino al ritorno a casa.

 

Nelle poche parole alle televisioni locali tutto l' orgoglio di avercela fatta, ma anche la rabbia e l' appello alle donne che subiscono violenza: «Mi sembra un sogno. Un bellissimo sogno per il quale posso solo dire grazie a Dio perché mi ha dato la forza e mi ha permesso di affrontare tutto questo. Adesso l' unica cosa che voglio è a fare la mamma».

maria antonietta rositani 5

 

Il ringraziamento ai medici, al padre e ai figli che le sono sempre stati accanto, poi l' appello: «A tutte le donne che subiscono violenza voglio dire di non permettere mai a nessuno uomo di far loro vivere quello che è successo a me. Mai, non consentitelo mai perché la vita è bella e meritate di viverla».

maria antonietta rositani 2maria antonietta rositani 3ciro russo in fugal arresto di ciro russoantonietta rositaniciro russo antonietta rositanimaria antonietta rositaniciro russomaria antonietta rositani 1 2

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…