enrico varriale

"OGNI VOLTA CHE MI CITOFONAVA SENTIVO LE SUE MANI INTORNO AL COLLO" - PARLA L'EX COMPAGNA DI ENRICO VARRIALE, DENUNCIATO PER STALKING: "HO ASPETTATO DUE MESI PRIMA CHE ARRIVASSE IL DIVIETO DI AVVICINAMENTO. IL 6 AGOSTO MI AGGREDÌ, URLAVO MA ROMA ERA DESERTA. LUI CONTINUAVA A CERCARMI, RICEVEVO MESSAGGI, OGNI GIORNO ERA UNA TORTURA. NON MANGIAVO, HO PERSO 5 CHILI, AVEVO ATTACCHI DI PANICO, SBIRCIAVO DALLE TENDE COME FANNO GLI ANZIANI E MI SENTIVO SPIATA…"

Valentina Lupia e Andrea Ossino per "la Repubblica - Roma"

 

enrico varriale 3

"Solo adesso ho ricominciato a dormire. Tra la denuncia e il divieto di avvicinamento sono trascorsi due mesi. Intanto io avevo paura anche quando ero chiusa dentro casa, ho capito cosa significa avere attacchi di panico, sono dimagrita cinque chili.

 

Ho seguito i consigli della polizia, ho memorizzato chiamate e messaggi senza bloccarlo, ma ogni volta che provava a contattarmi mi tornava in mente la sua mano sul mio collo, il suo pollice sul lato della mia gola, la sensazione di essere strozzata".

 

enrico varriale 2

La forza di Giulia vacilla solo quando ripensa al 6 agosto scorso, all'aggressione che denuncia di aver subito da Enrico Varriale. Il suo nome è di fantasia e si racconta con la voce rotta e una bella boccata di coraggio per lanciare un messaggio: "Voglio evidenziare le falle di un sistema che funziona solo se si ha la fortuna di incontrare persone competenti, ma che non mi ha tutelato abbastanza", dice.

 

ENRICO VARRIALE

La velocità con cui si è attivato il codice rosso, la procedura nata per proteggere le vittime di violenza, non basta. Giulia ha atteso quasi due mesi prima di essere protetta da un provvedimento che impedisce all'ex vicedirettore di Rai Sport di avvicinarsi a lei. Il processo accerterà eventuali responsabilità, ma la lei ha deciso: "Voglio raccontarvi cosa accade alle vittime di violenza".

 

enrico varriale 1

Giulia, perché ha deciso di parlarci?

"È difficile affrontare la situazione in cui mi trovo, ma tutto ciò ha un senso se io posso essere uno strumento per veicolare alcuni messaggi, per far capire ciò che non va in un sistema che mi ha aiutata solo perché ho avuto la fortuna di incontrare persone competenti.

 

Le donne non devono  trascurare i segnali ma rivolgersi subito ai centri anti violenza e denunciare. Nel frattempo una rete di affetti è l'unica cosa che può proteggere mentre la giustizia fa il suo corso. I tempi non sono così brevi come sembrano".

 

enrico varriale

Tre mesi per chiudere le indagini. In Italia è un record.

"Sì, ma sono trascorsi due mesi tra la denuncia e il divieto di avvicinamento. Lui continuava a cercarmi, ricevevo messaggi, mi citofonava, ha affittato un film con la mia carta di credito. Ogni giorno era una tortura.

 

Non mangiavo, ho perso 5 chili, sbirciavo dalle tende come fanno gli anziani e mi sentivo spiata. Non mi contattava tutti i giorni, ma ho ricevuto centinaia di messaggi e telefonate. Ogni volta che suonava il citofono tornavo al momento dell'aggressione, sentivo le mani stringersi intorno al mio collo, il pollice sulla mia gola.

 

ENRICO VARRIALE 33

Mi era stata assicurata protezione, ma ero sola, con il rischio di cedere alle richieste di incontro. Ho ricominciato a dormire solo due giorni dopo il provvedimento".

 

Due mesi possono essere lunghi.

"Se non sei emotivamente strutturata puoi anche cedere alle richieste di incontri, puoi ricascarci. Lui veniva sotto casa, chiedeva di vederci".

 

Lei non ha denunciato subito.

ENRICO VARRIALE 19

"Mi sento un'idiota adesso, ma in quel momento non ero lucida, avevo paura. La querela è un atto che aiuta a rendere la vicenda oggettiva. Io mi sentivo in colpa, c'è anche un lato sentimentale. Il 6 agosto, quando mi ha aggredita, urlavo ma Roma era deserta, c'era solo il portiere che è arrivato incontrando Enrico mentre scendeva le scale".

 

ENRICO VARRIALE 7

A quel punto ha chiamato la polizia?

"No, io non volevo. Dopo i segni sulle braccia sono diventati evidenti, io in quei giorni andavo in giro con le maniche lunghe. Un amico e l'avvocato mi hanno convinta a farmi vedere da un medico e sono andata all'Ospedale Gemelli.

 

enrico varriale

I dottori hanno poi avvisato la polizia, da protocollo. Mi ha chiamato un ispettore del commissariato di Ponte Milvio dicendo che doveva vedermi con urgenza. È una persona molto preparata, mi ha spiegato quali erano le opzioni che avevo. Io non volevo neanche chiamare un centro anti violenza, non volevo metterlo nei guai".

 

Poi cosa è cambiato?

"La sera stessa in cui ho parlato con l'ispettore lui mi ha citofonato. Ho avuto un attacco di panico, ero immobilizzata. Poi ancora all'alba del giorno dopo, era domenica. Ho atteso il lunedì e il 9 agosto ho querelato.

 

Enrico Varriale

Ho perso troppo tempo. Ma mi sono chiesta: se succedesse a una mia amica cosa le consiglierei?. Quando alla fine mi sono rivolta al centro anti violenza tutto è stato chiaro. Ho iniziato a rileggere gli eventi, a metterli in fila. Tutti gli scatti di ira, le pretese che aveva nei miei confronti. Erano solo l'inizio della spirale di violenza. La violenza fisica è l'ultimo atto, prima ci sono i soprusi psicologici".

 

E dopo la querela?

"La polizia mi ha sentito entro tre giorni, come prevede il codice rosso, mi hanno detto cosa fare".

 

Quindi in qualche modo lei era tutelata?

enrico varriale

"Insomma, una volta quando mi ha citofonato ho avuto il panico, ho chiamato una mia amica, poi la polizia ma è arrivata 45 minuti dopo, quando lui era già andato via: erano le 21.10 del 30 agosto, era rimasto lì per più 40 minuti, telefonando continuamente e chiedendo di incontrarmi. Per questo occorrono tempi più rapidi. Io ho iniziato a rivivere solo dopo il divieto di avvicinamento, da quel momento non mi ha più cercata".

 

Dopo è stata meglio?

"Sì, ma è una situazione difficile da affrontare. La notizia è apparsa sui giornali, poi le indagini, la testimonianza in procura. La ferita si riapre ogni volta, sono ancora fragile, tremo ogni volta che suona il citofono".

 

 

Il percorso è ancora lungo, ci sarà un processo per accertare se ciò che dice è vero. Riesce a perdonare?

"Il perdono è un atto soggettivo, la giustizia invece è un atto sociale che non può essere comprato. Tutte le donne vittime di violenza subiscono conflitti interiori, ma occorre denunciare, la querela aiuta tutti e interrompe la spirale di violenza. Poi occorre costruirsi una rete di affetti che sostenga in quei momenti in cui si è vulnerabili".

 

 

ENRICO VARRIALE 55

Cosa suggerisce alle donne che affrontano situazioni simili?

"Capite, informatevi, non si deve dimenticare, non si può andare avanti nella speranza che la situazione migliori, le cose vanno affrontate, non si deve tornare indietro, non si può scendere a compromessi, ho rifiutato un'offerta di denaro per ritirare la querela. La dignità non è negoziabile.

 

Però è necessario estirpare le falle del Codice Rosso: le sensazioni che ho provato io con lui sotto casa attaccato al citofono, c'è chi le vive col marito sul divano. Queste donne non possono aspettare due mesi".

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?