trombosi astrazeneca

"IL RISCHIO TROMBOSI CON ASTRAZENECA È BASSISSIMO" - IL RAPPRESENTANTE ITALIANO NEL COMITATO APPROVAZIONE FARMACI DELL'EMA, ARMANDO GENAZZANI, SUL VACCINO DI OXFORD: "L'IDEALE SAREBBE ESCLUDERE LE DONNE UNDER 55. JOHNSON&JOHNSON? UN FARMACO HA SEMPRE BENEFICI, RISCHI E INCERTEZZE. SPUTNIK, COME CUREVAC E NOVAVAX, PENSO VERRÀ APPROVATO ENTRO GIUGNO E..."

Francesco Rigatelli per "La Stampa"

 

Armando Genazzani

«AstraZeneca riserva tante sorprese: come dimostra l'esperienza inglese è più efficace del previsto, ma ha un rarissimo effetto collaterale sulle giovani donne». Armando Genazzani, professore ordinario di Farmacologia all'Università del Piemonte Orientale e rappresentante italiano nel Comitato per l'approvazione dei farmaci dell'Ema, affronta lo spinoso tema delle scelte intorno al più discusso dei vaccini.

 

astrazeneca

Quando si pronuncerà l'Ema?

«Entro mercoledì si concluderanno gli approfondimenti sui rarissimi casi di trombosi cerebrale che hanno colpito soprattutto giovani donne. È plausibile che questi eventi abbiano una correlazione con AstraZeneca. Ciò non toglie che il rapporto rischi-benefici resti positivo e che in una situazione di scarsità si possa dare a tutti, anche se l'ideale sarebbe escludere le donne under 55».

 

Questo lo deciderà l'Ema o ogni Paese?

«L'Ema suggerirà di valutare in base alla situazione pandemica nazionale e alla disponibilità di vaccini».

 

Perché alcuni Paesi hanno già limitato l'uso di AstraZeneca?

«Si sono mossi senza tutti i dati. Solo l'Ema ha il quadro completo, compreso quello del Regno Unito, il più grande laboratorio sul tema».

 

astrazeneca pillola concezionale

Con quale spirito una giovane donna dovrebbe vaccinarsi con AstraZeneca nei prossimi giorni?

«Capisco la questione e per questo è spiacevole che alcuni Paesi non abbiano aspettato. Il rischio però è bassissimo, altrimenti il vaccino non sarebbe stato approvato. Purtroppo solo dopo la vaccinazione di massa si scoprono questi effetti collaterali rarissimi».

 

Si può chiedere di non essere vaccinati con AstraZeneca?

«In una fase di scarsità è complicato e immotivato visto il rischio bassissimo».

 

Nelle prossime settimane arriveranno altri vaccini...

«Quando ne avremo tanti disponibili forse si potrà scegliere, ma il vero tema è il numero di dosi. La buona notizia è che la produzione dei quattro vaccini approvati sta aumentando. Rifornire contemporaneamente tutti i Paesi in competizione tra loro non è semplice. E poi c'è la grande sfida organizzativa, che criticare è troppo facile, anche se per arrivare a 500 mila vaccinati al giorno serve un cambio di passo».

 

sputnik

Janssen di Johnson&Johnson funziona ad adenovirus come AstraZeneca: potrebbe avere lo stesso effetto collaterale?

«Lo scopriremo solo dopo che sarà stato usato su 20 milioni di persone come AstraZeneca. Un farmaco ha sempre benefici, rischi e incertezze. E alcune componenti cambiano strada facendo».

 

Funzionerà davvero con una dose?

«Gli studi attuali ne garantiscono l'efficacia per sei mesi, poi si vedrà in base alle nuove ricerche».

 

CUREVAC

L'approvazione dello Sputnik a che punto è?

«Come Curevac e Novavax penso verrà approvato dall'Ema entro giugno. Ha cominciato a sottomettere i dati all'autorità, ma essendo fatto in Russia ha standard e stabilimenti da verificare. Se va bene arriverà in estate».

 

Quanto preoccupa la variante giapponese?

«Ogni mutazione va seguita e controllata per verificare che non sfugga ai vaccini. Più si lascia correre la pandemia più si diffondono varianti».

 

Si aggiorneranno i vaccini attuali?

«Sì e velocemente grazie a quanto imparato fin qui, così da fare agilmente richiami annuali come contro l'influenza».

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