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"SE MI DENUNCI FACCIO VEDERE LE FOTO CHE MI HAI INVIATO IN CHAT A TUO MARITO" - UN 50ENNE DI FROSINONE È FINITO A PROCESSO PER LE MINACCE E RICHIESTE DI DENARO CONTINUE NEI CONFRONTI DI UNA DONNA SPOSATA CHE SI ERA INNAMORATA DI LUI - I DUE SI SAREBBERO CONOSCIUTI ONLINE TRAMITE UN'APP DI DATING E L'UOMO AVREBBE INIZIATO AD AVANZARE LA PRIMA RICHIESTA DI CONTANTI GIÀ AL PRIMO APPUNTAMENTO: "IO GLIELI AVEVO DATI PERCHÉ AVEVO CAPITO CHE POTEVA ESSERE UNA PERSONA CON DIFFICOLTÀ ECONOMICHE. E POI MI ERO INNAMORATA…"

Francesca De Martino per “il Messaggero”

Truffa sentimentale

 

L'ha minacciata di mostrare a suo marito le foto osé che lei aveva inviato in chat e di spifferare, così, la loro relazione clandestina se avesse presentato denuncia contro di lui. La vittima, infatti, sarebbe stata pronta a rivolgersi alle forze dell'ordine perché stanca delle continue richieste di denaro fatte dall'uomo che, a suo dire, avrebbe solo approfittato dei suoi sentimenti. Per questi fatti, un 50enne originario di Frosinone, è finito a processo davanti al Tribunale monocratico di Roma. Il pm Fabrizio Tucci contesta all'imputato la violenza privata ai danni di una 52enne romana.

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I FATTI

I fatti risalgono al 2018. Secondo quanto emerso dalla denuncia presentata dalla vittima, parte civile nel processo e assistita dall'avvocato Vito Alberto Calabrese, i due si sarebbero conosciuti online, nel 2013, tramite il social network Badoo. La donna era sposata da più di vent' anni. All'inizio, la conoscenza si sarebbe limitata solo a lunghe chiacchierate in chat.

 

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Tra i due sarebbe nata subito una simpatia reciproca, un'intesa mentale forte, tanto che dopo quasi 4 mesi si sarebbero incontrati per il loro primo appuntamento: «Premetto che questa persona per me ha rappresentato una rinascita a livello sentimentale anche se ci vedevamo di rado, almeno una volta al mese - ha spiegato la donna, in aula, al Tribunale - La prima volta ci siamo visti al centro commerciale Castel Romano, vicino Pomezia, e in quell'occasione c'era stata subito un'attrazione fisica reciproca».

 

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Ma alla fine del loro primo incontro, l'uomo avrebbe iniziato ad avanzare alla 52enne la prima richiesta di contanti: «Al centro commerciale già mi aveva chiesto 20 euro per pagare la benzina ha aggiunto la vittima - Io glieli avevo dati perché avevo capito che poteva essere una persona con difficoltà economiche. E poi mi ero innamorata e l'avevo fatto con tutto il cuore. Dopo, però, mi aveva iniziato a chiedere sempre più soldi: prima quasi 500 euro per pagare una stanza, poi 350 per il dentista. Mi diceva che faceva il giardiniere e non lo pagavano».

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Dopo tutti i soldi dati per amore, a suo dire, sarebbe arrivata a chiedergli di aiutarla nei lavori di ristrutturazione di una sua casa in campagna, almeno per ricambiare la disponibilità che lei aveva dimostrato. In base a quanto emerge dalla denuncia, da quel momento le richieste di denaro sarebbero aumentate in maniera esagerata: «Una sola volta gli avevo chiesto un aiuto perché avevo bisogno per ristrutturare una mia villa in un rudere ha proseguito - aveva iniziato a chiedermi solo i soldi per i materiali e non comprava mai niente. Si tratta di cifre come duemila euro. Avevo capito che c'era qualcosa che non andava: non era preso da me e voleva solo ottenere banconote».

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L'ESASPERAZIONE

Da lì, l'esasperazione della donna e l'esigenza di denunciare per mettere fine alle richieste. L'imputato, però, appena avrebbe saputo delle sue intenzioni di rivolgersi alle forze dell'ordine, avrebbe iniziato con le minacce: «Se mi denunci mando le foto osé che mi hai inviato in chat e le faccio vedere a tuo marito. Le ho ancora sul cellulare. Gli dico della nostra relazione», così il 50enne avrebbe ricattato la donna pur di fermarla.

 

REVENGE PORN CHAT

«Gli avrò inviato massimo 3 o 4 foto, e dopo tanto tempo, perché all'inizio non mi fidavo ha confermato la persona offesa lui mi ricattava». Per i magistrati l'imputato avrebbe agito «con atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere la donna a non presentare denuncia si legge nel capo d'imputazione - non riuscendo nel proprio intento per cause indipendenti dalla sua volontà». E, ancora: lo avrebbe fatto «minacciando la persona offesa di riferire al coniuge della loro relazione, mostrando all'uomo alcune foto della donna in atteggiamenti intimi». A novembre prossimo è attesa la sentenza.

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