cinesi prato

"SO’ DI PRATO E NON VOGLIO ESSERE CONTAGIATO" - NEL CUORE DELLA TOSCANA CINESE TRA STRADE DESERTE E PAURA DI PERDERE IL LAVORO - IN AUTOQUARANTENA CIRCA 400-500 PERSONE RITORNATE DALLA CINA – LA LEGA: “UN PO’ DI ALLARME C’E’. A PRATO C'È ANCHE UNA GROSSA PRESENZA DI CLANDESTINI” - IN ITALIA PERSI 4,5 MLD NEL TURISMO. PER IL 2020 SI ASPETTAVANO 1,5 MLN DI VISITATORI DALLA CINA, NE ARRIVERANNO IL 25% IN MENO - VIDEO

 

Chiara Giannini per “il Giornale”

 

cinesi a venezia

Via Pistoiese è deserta. Da giorni non ci sono più neanche le bancarelle che di solito affollano il quartiere. Nella zona del Macrolotto, quella in cui vivono i 20mila cinesi di Prato, sono pochi coloro che circolano. Il coronavirus fa paura anche in questo angolo di Toscana in cui la comunità del Paese del Dragone da decenni ha preso piede e si è integrata perfettamente. Da pochi giorni da Wuhan e Wenzhou, municipalità da cui proviene la maggior parte dei residenti con gli occhi a mandorla, sono rientrate 500 persone e ne sono attese altre mille. L' altro ieri una bambina è stata portata in ospedale perché tossiva molto, ma i test hanno fortunatamente rivelato che non si tratta del terribile virus che sta paralizzando il mondo intero.

 

In realtà la città fa finta di niente, ma nei bar, nei ristoranti, nei supermercati non si parla d' altro e ci si lamenta delle scarse informazioni che arrivano dalle amministrazioni locali, ma soprattutto dalla sanità regionale. «Leggiamo sui giornali - spiega un residente -, ma nessuno ci dice niente.

 

L' unica cosa che sappiamo è che ci sono state alcune riunioni con i dirigenti scolastici in via precauzionale. Abbiamo timore per i nostri figli, anche se non vediamo una fobia generalizzata».

cinesi prato

 

Mario, proprietario del ristorante pizzeria Fancy King di via Giuseppe Valentini racconta che tra i suoi clienti ci sono molti industriali. «Molti di loro - chiarisce - sono arrabbiati perché a causa del blocco l' import export è fermo e stanno perdendo il lavoro. Addirittura non arrivano e non partono neanche i container dalla Cina. La gente inizia ad aver paura perché non sa se ci stanno dicendo la verità. Ci sono poche informazioni. Io non ho paura, ma mia moglie che è insegnante in una scuola qualche timore ce l' ha, anche se continua ad andare al lavoro».

 

Marco Wong, cinese e consigliere comunale per la lista civica che appoggia il sindaco Pd Matteo Biffoni ricorda che alcuni cinesi «hanno avanzato l' ipotesi di mettersi in quarantena volontaria per evitare possibili contagi. Qualcuno è chiuso in casa, invece è tramontata la possibilità di trovare una struttura che potesse accoglierli collettivamente in via precauzionale. Consultata la Asl si è deciso che non fosse necessario. Preoccupazione c' è - prosegue - soprattutto perché le mascherine iniziano a diventare irreperibili nelle farmacie, anche perché si è deciso di inviarne migliaia in Cina».

 

cinesi prato

Più volte la Lega aveva chiesto maggior impegno per Prato. Il consigliere regionale Jacopo Alberti aveva chiesto l' attuazione del Piano Bertolaso. «I pratesi ha specificato - hanno tutto il diritto di essere preoccupati e hanno soprattutto il diritto, a questo punto, di essere rassicurati e sentirsi protetti». Anche i consiglieri del partito del Carroccio Eva Betti e Mirko Lafranceschina confermano la situazione. «Sicuramente, visto che a Prato la comunità cinese è la terza in Italia - spiega Betti - è chiaro che un po' allarme c' è.

 

Qui c' è anche una grossa presenza di clandestini. Il fatto è che le persone vogliono essere informate e sapere se ci sono i dovuti controlli». Poi chiarisce che grazie alle interrogazioni fatte nei giorni scorsi c' è stata una riunione della «commissione 5 in cui si è affrontato il tema, ma non è abbastanza. Le notizie sono poche e confuse».

 

Lafranceschina puntualizza: «I connazionali rientrati da Wuhan sono in quarantena alla Cecchignola. Qui ci sono 500 cinesi rientrati e altri mille in arrivo che girano liberamente senza controlli».

 

2 – PERSI 4,5 MILIARDI NEL TURISMO

Fabio Poletti per “la Stampa”

 

Si chiama paura, il virus più pericoloso. Quello che sta riducendo del 30% i turisti al Carnevale di Venezia, anche se i viaggiatori cinesi in città non sono mai stati più del 3%. Quello che sta facendo perdere a Roma il 35% delle prenotazioni negli alberghi, sta facendo decidere di rinviare il Festival dell' Oriente al Lingotto di Torino previsto per la fine di marzo o a dare già per persi i 30 mila cinesi attesi a Milano per la Fiera del Mobile di aprile. Le previsioni economiche sono ancora più nefaste.

 

cinesi prato

Secondo l' istituto Demoskopica il coronavirus sta facendo perdere il 5% del Pil del settore turismo, con perdite calcolate fino a 4 miliardi e mezzo di euro, concentrate soprattutto in Veneto -954 milioni, Toscana -779 milioni, Lazio -765 milioni e Lombardia -685 milioni. Il dato più aggiornato lo fornisce la Fondazione Italia Cina - Camera di Commercio Italo Cinese. Per questo 2020 si aspettavano nel nostro Paese 1,5 milioni di turisti o uomini d' affari cinesi, con un pernottamento totale per 5 milioni di notti. La previsione è che ne arrivino il 25% in meno.

 

Una sberla per l' economia italiana, calcolando ad esempio che nel settore lusso gli acquisti Tax Free appannaggio dei turisti cinesi rappresenta il 30% del totale. Peggio vanno solo i ristoranti cinesi della Penisola, che in poche settimane hanno visto crollare la clientela, soprattutto italiana, tra il 40% ma fino a picchi del 50%.

TURISTI CINESI ALLO SPALLANZANI

 

Emblematico il caso di Venezia. Su 11 milioni di pernottamenti annui i cinesi occupavano 360 mila camere. Claudio Scarpa, presidente di Ava, l' associazione veneziana degli albergatori, giura che il dato non influiva più di tanto: «I turisti cinesi che si fermano a dormire sono il 3%, la metà di quelli che provengono dall' America Latina. Ma quello che ci tocca pesantemente è l' effetto domino provocato dalla paura». Spiega il vicepresidente di Ava Daniele Minotto: «Per il Carnevale abbiamo assistito a circa 30% in meno di presenze. Sono disdette arrivate da chi temeva che in un luogo affollato, con una grande presenza di cinesi che in effetti non c' è, fosse più facile il contagio». Costo della paura stimato 200 milioni di euro. Se al Carnevale di Venezia si piange a quello di Viareggio, per ora si ride. A sfilate ancora in corso la previsione dei biglietti venduti è di un +2,5% rispetto alle presenze dell' anno scorso.

 

TURISTI CINESI LASCIANO LO SPALLANZANI

La presidente della Fondazione Carnevale di Viareggio Marianina Marcucci giura che il coronavirus non ha prodotto effetti: «Non siamo ancora entrati nel grande giro delle guide turistiche cinesi». All' associazione commercianti di Lucca intanto già incrociano le dita: «Da noi in Versilia gli alberghi sono ancora chiusi. La stagione non è ancora iniziata ma ci aspettiamo pesanti contraccolpi».

 

Va peggio a Milano, una delle mete dei turisti cinesi in vena di spendere montagne di yuan nel Quadrilatero della Moda. Intanto mille tra buyer ed operatori cinesi attesi per le sfilate di Milano Donna Autunno Inverno 2020-2021 dal 18 al 24 febbraio non verranno a Milano, ma saranno collegati via web. Secondo Atr di Confesercenti nel solo mese di febbraio sono mancate in città 40 mila presenze cinesi che hanno generato una perdita secca di 8 milioni di euro.

TURISTI CINESI ALLO SPALLANZANI

 

Che diventano 300 ogni mese, secondo quanto ha già detto il sindaco Giuseppe Sala, se si conta pure l' indotto, generato da shopping e ristorazione. A pagare caro sono anche i ristoranti cinesi. Alcuni di loro hanno già preferito chiudere momentaneamente visto il crollo dei clienti che arriva pure al 50%.

 

Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi di Roma, si è messo a fare i paragoni con la Sars del 2003, che provocò tre mesi di blocco ma ce ne vollero altri 4 per la ripresa: «Calcoliamo per il settore una perdita secca di 500 milioni di euro. I turisti cinesi rappresentano il 2% del totale degli arrivi in città. L' anno scorso abbiamo avuto in tutta l' area metropolitana 23 milioni di turisti, con 54 milioni di presenze. I cinesi erano 399 mila con 620 mila presenze. Calcoliamo tra il 35% e il 40% di presenze in meno negli alberghi».

 

Stesso discorso a Napoli dove il turismo è più stagionale e le previsioni sono più difficili, come dice il presidente di Federalberghi Costanzo Iaccarino: «Da noi ci sono 3 o 4 milioni di presenze di turisti. I cinesi sono aumentati ma non abbiamo dati aggiornati. Temiamo disdette soprattutto in alta stagione, quando Napoli diventa meta del turismo anche verso Capri, Ischia o la Costiera Amalfitana». Anche all' estero si contano i danni: il Mobile World Congress, la più importante fiera della telefonia mobile in programma a fine febbraio a Barcellona, è saltata.

italia cina

Ultimi Dagoreport

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)

marco rubio giorgia meloni donald trump jd vance vaticano papa leone xiv pietro parolin

DAGOREPORT – MARCO RUBIO ATTERRERÀ GIOVEDÌ A ROMA NON TANTO IN QUALITÀ DI SEGRETARIO DI STATO AMERICANO, BENSÌ COME CANDIDATO AL DOPO TRUMP – RUBIO SA BENISSIMO CHE LA SUA CORSA ALLA CASA BIANCA È PERDUTA SENZA IL DECISIVO VOTO DEI CATTOLICI AMERICANI, CHE NON HANNO PRESO PER NIENTE BENE L’IGNOBILE GUERRA A COLPI DI INSULTI DELL’IDIOTA-IN-CAPO A PAPA LEONE – UNA VOLTA OTTENUTO DA TRUMP IL VIA LIBERA PER IMBARCARSI PER ROMA, RUBIO È RIUSCITO A STRAPPARE UN INCONTRO CON IL SUO OMOLOGO DELLA SANTA SEDE, IL CARDINALE PIETRO PAROLIN, MA IL DISCO VERDE PER UN’UDIENZA AL COSPETTO DEL TOSTISSIMO PAPA PREVOST NON C’È, PER ORA – PER L’ARRIVO DI RUBIO, L’AMBASCIATORE USA (IN VACANZA) IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, STA ORGANIZZANDO UNA BELLA CENETTA CON I MINISTRI TAJANI E CROSETTO – PER RUBIO UN INCONTRO PREVISTO ANCHE CON LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CHE, VISTI I NEGATIVISSIMI SONDAGGI ITALIANI SUL PRESIDENTE PIÙ MENTECATTO DELLA STORIA, L’HA MOLLATO AL SUO DESTINO RINCULANDO A TESTA CHINA TRA LE BRACCIA DELL’EUROPA….

meloni giuli buttafuoco venezi biennale

DAGOREPORT! LA MELONA È INCAZZATISSIMA CON PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PRESIDENTE DELLA BIENNALE. LA MINCHIATA DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO HA MESSO IN GROSSA DIFFICOLTÀ LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CON LA CORRENTE PRO-UCRAINA DEI CAMERATI D’ITALIA CAPEGGIATA DALL’EMINENZA DI PALAZZO CHIGI, GIOVANBATTISTA FAZZOLARI (CONIUGATO CON UNA SIGNORA UCRAINA) – L’UNIONE EUROPEA HA REVOCATO I DUE MILIONI DI FINANZIAMENTO ALLA RASSEGNA. E LA DUCETTA SI È RITROVATA GETTATA NEL "BUTTAFUOCO INFERNALE" DIVENTATO BANDIERA DELLA SINISTRA (ALTRO CHE ALFIERE DELL’EGEMONIA DELLA DESTRA) - LA BATOSTA PER LA DUCETTA E’ POLITICA: I SONDAGGI DANNO PERSO IL COMUNE DI VENEZIA CHE, DOPO IL CASO BEATRICE VENEZI, SI RITROVA SPUTTANATA LA SUA BIENNALE (LA CITTÀ DEL DOGE HA SEMPRE VOTATO A SINISTRA FINO ALL’ARRIVO DI BRUGNARO) - ORA CHE SI FA? ALLA VERNICE DEL 5 MAGGIO CI SARA’ ANCORA BUTTAFUOCO, CHE NON INTENDE RASSEGNARE LE DIMISSIONI. DOPO IL BUCO NELLA LAGUNA DEGLI ISPETTORI DI GIULI, A RIMUOVERE IL RIBELLE SICULO CI PENSERA', DOPO IL 5 MAGGIO, IL BUON FAZZOLARI - LA LETTERA A BUTTAFUOCO CON L'ELENCO DEGLI ARTISTI RUSSI IN CARCERE...

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…