cucchi e la sorella

"SONO STATA MINACCIATA: TEMO PER ME E LA MIA FAMIGLIA" - LA RIVELAZIONE DI ILARIA CUCCHI, IN TRIBUNALE COME TESTIMONE DEL PROCESSO AGLI 8 CARABINIERI ACCUSATI DI PRESUNTI DEPISTAGGI NELL'INCHIESTA SULL'OMICIDIO DEL FRATELLO - “LA MIA SITUAZIONE È DEVASTANTE. RISCHIAMO DI NON PAGARE IL MUTUO. I MIEI GENITORI SI SONO AMMALATI GRAVEMENTE"

Francesco Salvatore per "la Repubblica - Edizione Roma"

 

ilaria cucchi

Undici anni fa Ilaria Cucchi pensava che «la giustizia avrebbe fatto naturalmente il suo corso». Ma da allora ha dovuto lottare per dimostrare che il fratello non era «un tossicodipendente e non era morto di suo » , né «per una caduta», «per responsabilità dei medici» , «per epilessia» e «tra le cose più assurde ho sentito parlare di fratture da bara, nel primo processo: mio fratello quindi la schiena se l' era rotta da morto?».

 

Oltre cinque ore di testimonianza ieri per Ilaria Cucchi in tribunale dove è in corso il processo per 8 carabinieri accusati di presunti depistaggi nell' inchiesta sull' omicidio del fratello. «Dopo l' arresto Stefano è stato ricoverato al Pertini - ha ricordato Ilaria - ma non ce lo hanno fatto visitare. Solo in obitorio l' ho visto, era agghiacciante. I segni sul volto erano chiari segni di un pestaggio.

 

Quell' immagine mi ricorda sempre la solitudine di Stefano. Non perdonerò mai il fatto che mio fratello sia morto tra dolori atroci, solo come un cane, pensando che la sua famiglia, che sempre c' era stata, lo avesse abbandonato».

 

Ilaria ha proseguito la testimonianza mostrando la gigantografia del cadavere del fratello: «Viste tutte le chiacchere, sentivo l' esigenza di mostrare come era stato ridotto.

ilaria stefano cucchi

La sera dell' arresto era stato a cena da noi e 7 giorni dopo lo ritrovo in quelle condizioni? Eppure sin da subito si è detto che Stefano è morto di suo. All' indomani del fatto il ministro Ignazio La Russa disse di 'non sapere nulla ma di non aver dubbio dell' innocenza dei carabinieri'. Il consulente della procura Paolo Arbarello diceva che era un caso di responsabilità medica. Quando incontrai al Senato il ministro Angelino Alfano che rispondeva al Question time gli dissi di aiutarci, rispose ' che era morto per una caduta': la giudicai una non risposta».

 

UN CARABINIERE BACIA LA MANO A ILARIA CUCCHI

Ilaria ha parlato anche di altri incontri istituzionali: «Nel 2017 incontrai il generale Tullio Del Sette che mi disse che l' Arma ' era una famiglia e se un figlio sbaglia, che facciamo?". Dopo incontrai anche il comandante generale dell' Arma Giovanni Nistri due volte. Venivo insultata su Facebook da uno degli imputati, il maresciallo Roberto Mandolini e volevo esprimere solidarietà a Casamassima che era stato trasferito, dopo che le sue dichiarazioni avevano riaperto il caso: ' Ognuno ha i suoi scheletri nell' armadio' mi disse facendo cenno a suoi illeciti.

 

ilaria stefano cucchi

La seconda volta ero con il mio avvocato Fabio Anselmo e rimasi intimidita: esordì dicendo, 'alle donne perdono tutto, agli uomini no". All' incontro c' era anche il ministro Elisabetta Trenta. Nistri parlò dei tre carabinieri che avevano fatto riaprire il caso (Casamassima, Rosati e Tedesco): diceva che gli faceva onore il fatto di aver denunciato ma che avevano dei procedimenti disciplinari.

 

giovanni nistri

Uno sproloquio sugli unici che avevano rotto il muro di omertà». Quanto ad oggi, Ilaria ha ripercorso ogni aspetto: «Subisco attacchi in quantità industriale, insulti e minacce social. Ho spesso temuto per l' incolumità mia e della mia famiglia. Economicamente non è rimasto nulla del milione e 3 di risarcimento. La mia situazione è devastante. Papà sta vendendo un appartamento, rischiamo di non pagare il mutuo. Lo studio è naufragato. I miei genitori si sono ammalati gravemente».

LA STRETTA DI MANO TRA FRANCESCO TEDESCO E ILARIA CUCCHIstefano cucchiRICCARDO CASAMASSIMA Il corpo di Stefano Cucchi ilaria cucchifrancesco tedesco all'udienza del processo sulla morte di stefano cucchi 7francesco tedesco depone sul caso stefano cucchiilaria cucchi ILARIA CUCCHI CON IL SUO AVVOCATO FABIO ANSELMO

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…