massimo fasolio

"VOGLIO GIUSTIZIA. È TUTTO IL SISTEMA DELLA SICUREZZA CHE NON VA. IN ITALIA NON ESISTE E NON FUNZIONA" - PARLA MASSIMO FASOLIO, L'OPERAIO TORINESE CHE SI È SPACCATO DUE VERTEBRE DOPO AVER SOLLEVATO DEI PACCHI DA 50 CHILI DURANTE IL PRIMO GIORNO DI LAVORO IN FABBRICA - LA PROCURA HA CHIESTO L'ARCHIVIAZIONE DEL CASO PERCHÉ "POTEVA RIFIUTARSI" - "ERO DISOCCUPATO DA 6 ANNI. SONO RIMASTO BLOCCATO PER 3 MESI PER QUELL'INFORTUNIO, HO 61 ANNI E ALLA MIA ETÀ NESSUNO MI DA' UN LAVORO. VOGLIO SOLO LAVORARE E ARRIVARE ALLA PENSIONE..."

Articoli correlati

UNA REPUBBLICA SFONDATA SUL LAVORO - CHIESTA L\'ARCHIVIAZIONE DEL CASO DI UN OPERAIO 60ENNE DI TORINO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Estratto dell'articolo di Elisa Sola per "La Stampa"

 

MASSIMO FASOLIO

«Mi chiamo Massimo e sono un operaio. Ho 61 anni. E 34 di contributi. Ho passato la vita in fabbrica. […] Ma dal 2000 in poi le aziende in cui sono stato mi hanno lasciato a casa. Hanno chiuso o sono fallite. Mi sono sempre dato da fare. Ho mandato migliaia di curriculum. Solo che alla mia età non ti vuole più nessuno. Il giorno in cui mi sono spaccato le vertebre non me ne sono accorto subito. Ero disoccupato da sei anni. Mi hanno offerto un contratto di una settimana per otto euro lordi l'ora. Ero felice. Il primo giorno mi hanno messo a scaricare pacchi di paraffina da 50 chili. L'ho fatto per otto ore. Sono tornato a casa e mi sono seduto sul divano. Ho sentito delle scosse alla schiena. Da allora non sono più riuscito ad alzarmi per tre mesi».

 

Massimo Fasolio non lavora dal 6 giugno del 2022. È stato il primo e l'ultimo giorno del suo ritorno in fabbrica. Addetto alla catena di montaggio, la mansione prevista. Lui ha fatto ciò che gli hanno chiesto. La frattura delle vertebre lo ha costretto a stare immobile, con il busto, per tre mesi. La procura di Torino ha chiesto l'archiviazione dell'infortunio sul lavoro perché «non è stato possibile risalire all'autore del reato, ben potendo il lavoratore rifiutare di effettuare le lamentate prestazioni di carico e scarico».

 

operai sollevano pacchi

L'avvocato Guido Anetrini, che assiste Fasolo, si è opposto alla richiesta, sulla quale deciderà il gup. «Siamo di fronte a una deriva dei diritti dei lavoratori che ci conduce verso il baratro - afferma il legale - eppure, e lo dico da liberale, la nostra Repubblica è fondata sul lavoro. Non può essere condiviso l'assunto per cui l'operaio avrebbe dovuto rifiutarsi».

 

Fasolio, come sta?

«Ho ancora mal di schiena».

 

Dopo due anni dall'incidente?

«Sì. Certi giorni quelle scosse le sento ancora. Ma non è quello il punto. Non voglio lamentarmi. Io vorrei lavorare. Non mi sono mai tirato indietro davanti a nessuna fatica nella mia vita».

 

«Mandavo migliaia di curriculum e nessuno mi chiamava».

 

Secondo lei perché?

SOLLEVARE PACCHI

«Perché ero vecchio. Per loro. Non per me. Un giorno l'addetta di un'agenzia interinale me lo ha proprio detto. Avevo appena finito un colloquio, era andato bene. E ha aggiunto: Lei è piaciuto, ma sa, è per l'età... Eppure io non mi sono mai tirato indietro. A 14 anni lavoravo già, al bar della vecchia stazione di Porta Susa».

 

[…] Come ricorda il giorno dell'incidente?

«Ero contento perché erano anni che nessuno mi chiamava. Mi hanno chiamato alle 10,30. Mi hanno chiesto due cose: se avevo le scarpe antinfortunistiche e se potevo iniziare alle 13. Ho detto sì».

 

SOLLEVARE PACCHI

 E poi cosa è successo?

«Appena arrivato, con altri, ci hanno portato in una specie di capannone. C'era un Tir pieno di paraffina. Stavano aprendo il portellone dietro. E c'era da scaricare i pacchi. Uno più vecchio di me non lo ha fatto, perché non ce la faceva. Io ho iniziato con quelli da 25 chili. E poi con quelli da 50. Erano tonnellate di roba. Molto pesanti. Finito il turno sono andato in agenzia a firmare il contratto e sono tornato a casa. Ero felice».

 

[…]  Cosa pensa della richiesta di archiviazione del suo infortunio?

«Ci sono rimasto molto male. Ho ricevuto la raccomandata una mattina. Erano mesi che nessuno mi diceva più niente. Ho pensato che non era una cosa giusta. E sono andato da un avvocato. Io ho sempre lavorato e rispettato tutti. Non mi sono mai tirato indietro. E quel giorno non potevo rifiutarmi. So di essere nella ragione. Se fossi andato via, mi avrebbero accusato di non avere terminato il lavoro».

 

SOLLEVARE PACCHI

Cosa si aspetta adesso?

«Giustizia. Un risarcimento per la mia schiena e per il male che ancora ho. Penso alla pensione. Chissà se ci arriverò. Devo arrivare a 67 anni. Cosa avrei dovuto fare, più di così, non lo so. Mi sono fatto male lavorando. E se penso a quante volte ho rischiato, in fabbrica. Anni fa ci facevano salire su dieci pedane, una sopra l'altra, per raggiungere un silos. È tutto il sistema della sicurezza che non va. In Italia non esiste e non funziona».

 

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola

RESPINTO IL RICORSO DI SIGFRIDO RANUCCI CONTRO LA RAI: NON CI SARA' NESSUN REINTEGRO, IL CONDUTTORE NON RIPRENDERA' IL SUO POSTO ALLA GUIDA DI "REPORT" - DALLA RAI FILTRA "SODDISFAZIONE" PER LA SENTENZA DELLA GIUDICE DEL LAVORO DONATELLA CASARI (BOLLATA DALLA STAMPA DI DESTRA COME MAGISTRATO SINISTRORSO) CHE HA RESPINTO IL RICORSO EX ARTICOLO 700 DELL'''AMICO FRATERNO" DEL PESCIVENDOLO-BOMBAROLO DEL "BISTROT CEFALU' - NEI GIORNI SCORSI ERA ARRIVATA ANCHE UNA SOSPENSIONE DI DIECI GIORNI SENZA STIPENDIO - A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI ''REPORT'', L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI - SU TROPPI COMPORTAMENTI, DA LAVITOLA IN GIU', RANUCCI E' ETICAMENTE INDIFENDIBILE - COSA FARA' ORA "SUPERMAN" SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? SE NON HA PIU' LA CREDIBILITA' PER PRESENTARE INCHIESTE SUL POTERE, CHISSA' SE IL CALDO "SIG" AVRA' ANCORA CREDIBILITA' PER CANDIDARSI ALLE PROSSIME POLITICHE...

messina orcel donnet generali

DAGOREPORT - FINITO IL PRIMO TEMPO DEL RISIKO, CON LO STRAORDINARIO SUCCESSO DELL’OPAS DI INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA, SI APRE IL SECONDO ROUND, QUELLO DECISIVO PER ESPUGNARE IL “FORZIERE D’ITALIA”, ASSICURAZIONI GENERALI - L’UNICO ISTITUTO BANCARIO CHE POTREBBE FAR SALTARE IL PIANO INTESA DI CARLO MESSINA E COMPAGNI È UNICREDIT, CHE HA CONVOCATO PER OGGI UN CDA STRAORDINARIO – PARE CHE IL BERSAGLIO DI ANDREA ORCEL SIA LA CONQUISTA DI BANCA GENERALI, DI CUI IL LEONE HA IN TASCA IL 51% - NESSUNO ESCLUDE CHE DOMANI ORCEL POSSA SPEGNERE I SOGNI DI GLORIA DI MESSINA, PORTANDO LA PARTECIPAZIONE DI UNICREDIT NEL LEONE, DAL 9 AL 29,9%, MAGARI RILEVANDO LA QUOTA DEL 10,15% DETENUTA DAL GRUPPO DEL VECCHIO/DELFIN IN GENERALI - NON È NEMMENO DA GETTARE NEL CESTINO L’OPZIONE DI UNA FUSIONE UNICREDIT-GENERALI PER DARE VITA A UNA BANCA-ASSICURAZIONE - NON È FINITA. SI ACCAVALLANO LE VOCI DI INTERLOCUZIONI A IOSA TRA UNICREDIT E CRÉDIT AGRICOLE…

meloni schlein calenda richetti bonetti rosato conte

“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO ALL’ALLEANZA CON IL CENTROSINISTRA: “NON SIAMO MAI STATI NÉ SAREMO MAI NEL CAMPO LARGO”. VA BENE CARLETTO, MA CHE FAMO? “AZIONE” FARÀ LA TERZA GAMBA PER GIORGIA MELONI? O CORRERÀ DA SOLA CON IL RISCHIO DI ESSERE ININFLUENTE? - DAGOREPORT: NEL PARTITO DEL “CHURCHILL DEI PARIOLI”, RICHETTI A PARTE, SAREBBERO GIÀ PRONTI A LANCIARSI TRA LE BRACCIA DELLA MELONI. BONETTI, ROSATO E COMPAGNIA SPERANO CHE IL CENTRODESTRA RESTI SOTTO AL 42% PER OFFRIRSI COME STAMPELLINA. MA GLI ELETTORI “AZIONISTI” SOFFRIREBBERO UN PASSAGGIO A DESTRA: SI FIDANO PIÙ DI RENZI CHE DI MELONI, SCHLEIN E CONTE...

malara corsini monteleone

DAGOREPORT - ANTONINO, CHE TIPINO! - IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI PAOLO CORSINI S'E' STUFATO DI MONTELEONE, IL CUI PROGRAMMA "FILOROSSO" INANELLA UN FLOP DIETRO L'ALTRO - NEL TENTATIVO DI ALZARE GLI ASCOLTI, CORSINI HA CONSIGLIATO ALL'EX "IENA" DI CAMBIARE ROTTA: PIÙ SERVIZI, PIÙ INCHIESTE "ON THE ROAD" E MENO CHIACCHIERE INUTILI IN STUDIO. PECCATO CHE IL CONDUTTORE, IN VERSIONE TORTELLONE RIPIENO DI SÉ, ANZICHÉ DARE ASCOLTO AI CONSIGLI, VADA DRITTO PER LA SUA STRADA - SE GLI ASCOLTI NON MIGLIORERANNO, LA RAI CHIUDERA' "FILOROSSO" A FINE ANNO E POTREBBE SILURARE IL CONDUTTORE, PAGANDO UNA PICCOLA PENALE - LO SCAZZO TELEFONICO IN DIALETTO CALABRESE TRA MALARA E MONTELEONE E LA LUNGA LISTA DI FLOP BY ANTONINO...

giorgia meloni cateno de luca

FLASH! MELONI S-CATENATA: ACCORDO FATTO CON "SUD CHIAMA NORD", IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA. A LEGGE ELETTORALE APPROVATA, GIORGIA PUNTA ANCHE SU CATENO, QUOTATO ALL’1,5%, PER RAGGIUNGERE QUOTA 42 SENZA VANNACCI - IL SINDACO DI TAORMINA, ALLE REGIONALI SICILIANE DEL 2022, HA PRESO (DA SOLO) PIU’ DI MEZZO MILIONE DI VOTI - LA PROSSIMA SETTIMANA SI FORMERA’ LA COMPONENTE ALLA CAMERA: A FRANCESCO GALLO SI UNIRANNO UN ALTRO PAIO DI DEPUTATI, TRA I QUALI MANLIO MESSINA, CHE RIENTRA IN “AREA MELONI” DOPO AVER LASCIATO IL GRUPPO DI FDI NEL 2025…

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...