regina elisabetta meghan markle razzismo

LE REGINA ELISABETTA E' RAZZISTA? (VUOI VEDERE CHE MEGHAN NON AVEVA TANTO TORTO?) - IL “GUARDIAN” SCODELLA I DOSSIER RITROVATI NEGLI ARCHIVI NAZIONALI, SMERDANDO BUCKINGHAM PALACE CHE TORNA AL CENTRO DELLE ACCUSE DI RAZZISMO: IN PASSATO A PALAZZO LE “PERSONE DI COLORE O STRANIERE” POTEVANO LAVORARE SOLO COME DOMESTICI. NON SOLO. ANCORA OGGI LA REGINA E IL SUO STAFF SONO ESENTI DALLE DENUNCE PER DISCRIMINAZIONI DI SESSO E RAZZA: LA VITTIMA NON PUÒ RIVOLGERSI A UN TRIBUNALE PER AVERE GIUSTIZIA, MA…

Chiara Bruschi per "il Messaggero"

 

regina elisabetta

Razzismo alla corte dei Windsor. Ovvero, un'altra gatta da pelare per Sua Maestà la regina Elisabetta. Proprio nel giorno in cui sono stati annunciati i grandi festeggiamenti per il suo giubileo di platino del 2022, quando la sovrana celebrerà per la prima volta nella storia della monarchia britannica 70 anni di regno, con tanto di parata e concerti dopo due anni di cerimonie in sordina a causa della pandemia, una nuova pesante accusa si è abbattuta su Buckingham Palace.

 

oprah winfrey intervista meghan markle e il principe harry 4

I primi a puntare il dito erano stati il nipote di Elisabetta II, Harry, e la moglie Meghan Markle, che intervistati da Oprah Winfrey lo scorso marzo avevano fornito una testimonianza dell' accaduto: «Il colore della pelle di nostro figlio Archie è stato oggetto di numerosi dibattiti in famiglia ancor prima che nascesse avevano detto indignati poiché c' era preoccupazione sull' impatto che questo avrebbe avuto sulla monarchia».

 

IL DOSSIER A tali dichiarazioni aveva risposto piccato il principe William, il quale aveva ribadito alle telecamere un fugace ma eloquente: «Non siamo assolutamente una famiglia razzista».

regina elisabetta e il principe carlo 1

Come dicevano i latini, però, verba volant e scripta manent. E se delle discussioni interne alla royal family non vi è alcuna traccia, alcuni importanti documenti ufficiali emersi nelle ultime ore e risalenti agli anni Sessanta sembrano dare torto al primogenito di Lady Diana. Almeno per quanto riguarda il personale di Buckingham Palace. Tali dossier, infatti, ritrovati negli Archivi Nazionali e pubblicati dal quotidiano The Guardian, mettono in luce due importanti verità.

 

meghan markle, il principe harry e archie

La prima riguarda le «persone di colore o straniere», alle quali, si legge nel documento, è fatto impedimento di «ricoprire ruoli d' ufficio», mentre tali candidature sono «ben accette» nelle «mansioni domestiche». E la seconda, che arriva fino ai giorni nostri, rende la regina e il suo staff esente da qualsiasi denuncia per discriminazioni di sesso e razza: in altre parole, un dipendente di Buckingham Palace che ritiene di essere vittima di tale trattamento, non poteva e non può tuttora rivolgersi a un tribunale per avere giustizia.

 

Per ricostruire la faccenda occorre tornare indietro nel tempo, al finire degli anni Sessanta. Nel 1968 il Segretario di Stato per gli affari interni James Callaghan vuole estendere la legge già approvata per garantire l' uguaglianza negli spazi pubblici anche ai luoghi di lavoro, così da vietare a chi seleziona il personale di assumere sulla base della provenienza o del colore della pelle.

 

regina elisabetta 1

Un cambiamento che il Palazzo non accoglie con favore, stando alla corrispondenza tra TG Weiler, funzionario dell' Home Office (il corrispettivo del nostro Ministero degli Interni), e Lord Tyron, responsabile delle finanze della regina. Secondo quest' ultimo, scrive Weiler nel febbraio di quell' anno, lo staff della sovrana poteva essere diviso in tre categorie e non tutte potevano essere ricoperte da persone di colore. C' erano: «(a) ruolo senior, esente da tale legge; (b) ruolo impiegatizio, che è consuetudine non assegnare a persone di colore immigrate o straniere; (c) personale domestico, dove invece le persone di colore vengono ampiamente prese in considerazione».

meghan markle, principe harry, la regina elisabetta, carlo e william

 

Lord Tyron, infine, cede, ma a una condizione: che a Buckingham Palace venga garantita la stessa esenzione di cui godono gli uffici diplomatici, ovvero quella di assumere soltanto chi è stato residente nel Regno Unito per almeno cinque anni.

 

L' ITER DEI RECLAMI Nella legge, inoltre, era prevista l' istituzione di un organismo, il Race relations board, incaricato di esaminare le denunce di razzismo (alle quali si aggiungono quelle di discriminazione sessuale con una nuova legge negli anni '70) avanzate da eventuali vittime. Anche questo però non convince il Palazzo e le due parti arrivano a un accordo. Se un membro dello staff della sovrana avesse inviato un reclamo a tale organismo, quest' ultimo avrebbe dovuto dirottarlo non a un tribunale come avveniva per tutti gli altri - ma direttamente al Segretario di Stato.

 

meghan markle e la regina elisabetta

Un' esenzione che è stata rinnovata nel 2010 e che quindi risulta in vigore anche oggi.

Buckingham Palace ancora una volta ha scelto il silenzio e ha deciso di non commentare, limitandosi a precisare di aver assunto diverse persone appartenenti a minoranze e di averne dimostrazione nei registri degli anni Novanta, mentre per quanto riguarda gli anni precedenti tale dato non veniva registrato.

Parole che, molto probabilmente, non basteranno ad archiviare la polemica.

la regina elisabetta alla cerimonia di londrameghan markle frigna da oprahmeghan harry e la regina elisabettail principe harry meghan markleMeghan MarkleMeghan MarkleMeghan MarkleMeghan Markleoprah winfrey intervista meghan markle e il principe harry 3oprah winfrey intervista meghan markle e il principe harry 2meghan markle e il principe harry 1meghan markle e il principe harry 2harry, meghan e la regina elisabetta by gian boyregina elisabetta iiregina elisabetta iiLA REGINA ELISABETTA MEGHAN MARKLE E HARRY famiglia reale inglese camilla, carlo, regina elisabetta principe filippo, principe harry meghan markle

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...