maurizio caverzan gianluca nicoletti autismo

LA REPLICA DI MAURIZIO CAVERZAN A GIANLUCA NICOLETTI: “A CHI SI È OFFESO PER L’USO DELL’APPELLATIVO AUTISMO IN SENSO NEGATIVO, DICO CHE NON ERA MIA INTENZIONE DENIGRARE IN ALCUN MODO PERSONE AFFETTE DA QUESTA PATOLOGIA” - “HO CITATO UNA SERIE DI ESEMPI, DAL TRATTAMENTO IN ALCUNI TALK SHOW DELLE POSIZIONI CONSERVATRICI ALL’IRRIDUCIBILITÀ GIUSTIZIALISTA DEL ‘FATTO QUOTIDIANO’. TUTTO QUESTO DERIVA, A MIO AVVISO, DALLA PRESUNZIONE DI ESSERE DALLA PARTE DEL GIUSTO. È QUESTO CHE HO CHIAMATO E CHIAMO ‘AUTISMO DEI BUONI’”

1 - REPLICA A GIANLUCA NICOLETTI

AUTISMO USATO COME TERMINE DISPREGIATIVO SULLA VERITA'

Riceviamo e pubblichiamo da Maurizio Caverzan:

 

A Gianluca Nicoletti e a coloro che hanno figli autistici e che si sono offesi per l’uso dell’appellativo autismo in senso negativo pur facendo riferimento alla voce della Treccani, dico che non era mia intenzione denigrare in alcun modo persone affette da questa patologia.

 

caverzan

Ancor meno mancar loro d rispetto: se a qualcuno così è parso, credo di essere stato male interpretato. E in ogni caso me ne scuso. La Treccani mi è sempre sembrata fonte autorevole, né io ho la competenza per obiettare sulle sue definizioni. La parte che mi sembra calzante la mia riflessione è la seguente definizione di autismo: «In psichiatria, la perdita del contatto con la realtà e la costruzione di una vita interiore propria, che alla realtà viene anteposta…».

 

GIANLUCA NICOLETTI

Stimo troppo l’intelligenza del collega Nicoletti per ritenere che possa comprendere l’estensione del concetto ad atteggiamenti mentali in senso lato. Atteggiamenti d’impermeabilità nei confronti del reale, inscalfibilità rispetto ai fatti, indisponibilità a mettersi in discussione di fronte a chi ha un punto di vista diverso (e per una volta senza che si apra un’inutile guerra di religione su vaccini e no-vax, come ho premesso).

 

Ho citato una serie di esempi, dal trattamento in alcuni talk show delle posizioni conservatrici all’irriducibilità giustizialista del Fatto quotidiano, dall’insistenza con cui si persegue l’attuazione strisciante dei dettami della legge Zan alla mancanza di revisione di sé di una persona che sceglie in un catalogo il padre per la fecondazione assistita del figlio e poi denuncia la mancanza di empatia che «crea sterilità» e comportamenti «usa e getta».

 

alessandro zan foto di bacco (2)

Tutto questo deriva, a mio avviso, da un senso di superiorità, dalla presunzione di essere dalla parte del giusto. È questo che ho chiamato e chiamo «autismo dei buoni», ripeto senza voler offendere chi soffre davvero di questa patologia. Credo che Nicoletti sappia e possa staccarsi per un attimo dalla sua drammatica vicenda personale per capire cosa intendevo dire.

 

Con stima.

 

AUTISMO USATO COME TERMINE DISPREGIATIVO SULLA VERITA'

2 - “NELLA GERARCHIA DI CHI NON HA DIRITTO DI REPLICA, APPENA DOPO DI NOI ‘AUTISTICI’, C’È  SOLO LA MERDA” - “LA VERITÀ” USA IL TERMINE AUTISMO IN MANIERA DISPREGIATIVA, IN UN TITOLO A UN ARTICOLO DI CAVERZAN, E GIANLUCA NICOLETTI SI INCAZZA: “CARO CAVERZAN, TI PORGO LO STESSO CONSIGLIO CHE GIÀ IN PASSATO DETTI A PIÙ DI UN COLLEGA, QUANDO VORRAI NUOVAMENTE DEFINIRE IN MANIERA INEQUIVOCABILE COME COGNITIVAMENTE SVANTAGGIATO QUALCUNO CHE LA PENSA DIVERSAMENTE DA TE, USA SENZA PUDORE E RITEGNO IL TERMINE “STRONZO”

https://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/ldquo-gerarchia-chi-non-ha-diritto-replica-appena-dopo-noi-293204.htm

 

3 - ORMAI SIAMO ALL’AUTISMO: 100 CANALI, UNA TESI

Maurizio Caverzan per “La Verità”

autismo

 

Siamo diventati un Paese autistico. Cioè, lo siamo da tempo, ma è come se la pandemia da Covid-19 avesse radicalizzato e accelerato una tendenza in atto. Forse era inevitabile. Era inevitabile che l’avvento di un fatto inedito come un’epidemia planetaria portasse a esasperare le differenze, a divaricare le weltanschauung, le diverse visioni del mondo.

 

alberto contri 3

Da una parte c’è infatti l’ideologia con i suoi derivati, il primo dei quali è il complesso di superiorità strisciante nell’area progressista. Dall’altra c’è il pragmatismo, magari un po’ qualunquista del buon senso. Le conseguenze delle due concezioni sono uno spettacolo quotidiano sotto gli occhi di tutti. Parlando della pandemia, nel primo caso si pontifica a reti e giornali pressoché unificati, sicuri di essere dalla parte giusta della storia. Nel secondo si rischia di amplificare posizioni poco credibili e spesso molto rudimentali.

 

andrea scanzi

Tuttavia, considerando il fatto che, come si è soliti dire, la scienza procede per approssimazioni e giunge a regole definitive solo dopo infinite prove sul campo, forse sarebbe il caso di non distribuire certezze e imporre comportamenti come fossero dogmi assoluti e incontrovertibili. Lo dico da vaccinato fino alla terza dose.

 

contri scanzi

Questa lunga premessa serve solo per sottolineare che le guerre di religione hanno fatto il loro tempo. Purtroppo, però, spesso accade che l’autismo dei buoni avveleni i pozzi del dibattito, riducendo drasticamente gli spazi del dialogo fin quasi a renderlo impossibile.

 

L’abbiamo visto in modo esemplare l’altra sera quando, mentre stava tentando d’illustrare dei dati, l’ex presidente di Pubblicità Progresso e consigliere Rai, Alberto Contri, è stato costretto ad abbandonare #cartabianca per non sottostare alla gragnuola d’insulti scagliati dal giornalista saltafila Andrea Scanzi.

gianluca nicoletti e figlio 3

 

Il tutto con l’approvazione degli altri ospiti e nonostante il tentativo di Bianca Berlinguer di sedare gli animi. È un copione che si rifrange all’infinito, come l’immagine tra due specchi, nelle strisce d’informazione quotidiana di La7, di cui Otto e mezzo l’esempio più plastico. La conduttrice, infatti, con i suoi cortigiani abituali, è la campionessa assoluta di questo autismo dei migliori. Quello che mal tollera le voci dissenzienti, le depotenzia nella loro capacità espressiva. Il catalogo è ricco.

 

ernesto galli della loggia foto di bacco

Nonostante la giornalista-scrittrice si spertichi negli inviti pubblici ad abbassare il grado di testosterone in politica per dare finalmente spazio all’empatia femminile, appena si appropinquano alla sua cattedra Giorgia Meloni o Maria Elena Boschi subiscono un trattamento da posto di polizia venezuelano. Al di là dell’appartenenza di genere, la discriminazione riguarda diffusamente le posizioni di tipo conservatore e si applica ai temi etici, alla giustizia, alla gestione dei flussi migratori oltre che, ovviamente, al Covid. Il problema è che la conduttrice di Otto e mezzo prolifera dentro e fuori la rete di appartenenza dove, non a caso, la tentazione di promuovere «un’informazione meno democratica» è di casa.

 

MARCO TRAVAGLIO

Secondo Ernesto Galli della Loggia il peccato è già ampiamente commesso: «Nell’arena pubblica specie radiotelevisiva», ha scritto restando voce solitaria sul Corriere della Sera, «capita quasi sempre, infatti, che il punto di vista culturalmente conservatore sia implicitamente spogliato di qualunque contenuto e dignità ideali, e quindi preliminarmente stigmatizzato come indegno di vera considerazione».

 

Nel dibattito televisivo «la modernità diviene un feticcio da adorare» e a illustrarne le meraviglie, ha proseguito lo storico, viene regolarmente «chiamato il noto scrittore X o il brillante filosofo Y, a obiettare ad esse, invece, un qualche maldestro parlamentare della Lega o di Fdi, al massimo il giornalista di qualche foglio di destra». Regolarmente maltrattato.

 

autismo

Il trampolino di lancio è sempre quello, l’autismo dei buoni. Cioè l’incapacità di mettersi in discussione e di ascoltare visioni diverse. Come definire per esempio il comportamento del Fatto quotidiano in materia di giustizia? La sequela di smentite alle sue tesi giunte dalle sentenze sulla mega tangente Eni o sulla trattativa Stato-mafia sono per caso servite a ridurre il digrignar di denti che attraversa le pagine del quotidiano diretto da Marco Travaglio? Ancor più testardi dei fatti, si prosegue monoliticamente nella medesima direzione.

 

Dubbi non sono ammessi. Dopo esser stato contestato da larga parte dei movimenti femministi e fermato in Parlamento, ora il disegno di legge Zan contro l’omotransfobia viene riesumato dalla rete Re.a.dy (Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti discriminazioni) che unisce regioni ed enti locali a guida progressista attraverso «azioni informative e formative» rivolte «a tutta la popolazione» per promuovere iniziative di sostegno dell’agenda Lgbt.

gianluca nicoletti e figlio 2

 

In pratica, Re.a.dy opera per affermare un ddl Zan strisciante e mascherato in appoggio alle giornate del Gay Pride, nell’ambito del quale l’associazione stessa è nata. Siccome si è dalla parte del giusto, si procede imperterriti. Lo stesso si può dire per le campagne per la legalizzazione della cannabis e il suicidio assistito promosse in pieno stato d’emergenza.

 

Il quale, evidentemente, ha importanza intermittente. Come ha ben reso il tweet di Gavino Sanna (presidente dell’Associazione consumatori del Piemonte): «Maestà, il popolo ha fame. Dategli bagni inclusivi e linguaggio gender neutral». Ma forse l’esempio più involontariamente comico di autismo dei buoni è la recente intervista concessa da Carmen Consoli al Corriere della Sera.

 

gianluca nicoletti e figlio 1

Dopo aver spiegato di aver scelto il padre di suo figlio in un catalogo per la fecondazione assistita praticata in una clinica specializzata a Londra, rispondendo a Walter Veltroni che le chiedeva quale fosse oggi «la virtù che sta sparendo più pericolosamente», la cantante siciliana ha detto: «Empatia. Una notevole diminuzione di empatia, una grande rimonta del narcisismo. Crea sterilità. È tutto usa e getta. Le persone si trattano come se fossero un telefonino». Testuale.

 

Luca Ricolfi

L’autismo è inscalfibile e impedisce di pensare a sé stessi in modo critico. Nel caso non ha aiutato a farlo nemmeno l’intervistatore, autore a sua volta anche del pamphlet Odiare l’odio, il cui titolo postula da solo che c’è un odio buono e uno cattivo. E, ovviamente, quello buono è il suo.

 

Recita il vocabolario Treccani alla voce autismo: «In psichiatria, la perdita del contatto con la realtà e la costruzione di una vita interiore propria, che alla realtà viene anteposta, come condizione propria della schizofrenia e di alcune manifestazioni psiconevrotiche».

Post scriptum Per fortuna esistono piccole, ma significative eccezioni. Esempi di rottura dell’impermeabilità nei confronti del reale e di chi la pensa in modo diverso.

autismo 1

 

Li enumero sinteticamente. La convention di Atreju, dove sono sfilati i leader di tutti i partiti. La decisione di Repubblica di arruolare Luca Ricolfi tra i suoi editorialisti. La revisione dei toni critici di Antonio Socci su papa Francesco. Non è detto che dietro questi esempi ci siano intenzioni romantiche. Di sicuro non ci sono complessi di superiorità.

 

 

 

 

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