rosanna della corte

RICORDATE LA STORIA DI ROSANNA DELLA CORTE? NEL 1994 PARTORÌ UN BIMBO A 62 ANNI E DIVENNE UN CASO NAZIONALE - “DECISI PER L’INSEMINAZIONE ARTIFICIALE PERCHÉ NEL 1991 AVEVO PERSO MIO FIGLIO.  AVEVA 17 ANNI, ME L'AMMAZZARONO MENTRE ANDAVA AL MARE IN VESPA. UNA MACCHINA GLI TAGLIÒ LA STRADA. IO ERO MORTA, DISTRUTTA. PERSI 25 CHILI. VIVEVO AL CIMITERO, DORMIVO PERSINO DAVANTI ALLA TOMBA - PROVAI CON L’ADOZIONE MA MI DISSERO…”

Fabrizio Peronaci per il “Corriere della sera - Edizione Roma”

 

ROSANNA DELLA CORTE

Quante gliene dissero, un quarto di secolo fa, quando il suo nome e la foto rimbalzarono su tutti i giornali e in tv «Ma sei matta, alla tua età! Un bambino stanca, non dorme, vuole mille cure. Come farai a stargli dietro?» Tanti andavano dritti al punto. «E poi sei sicura di come starai in salute? La vecchiaia è ingrata. Mica lo decidi tu quanto dura» Quanto? Tiè.

 

Come si sente, signora, alla bella età di 87 anni?

«Bene, mi hanno appena rinnovato la patente! A casa, ora che non c'è più mio marito, buon'anima, me la cavo da sola. Cucino, stiro, spazzo, accudisco mio fratello malato.

Dovrei solo prendere una donna per lavare i vetri e staccare le tende, perché arrampicarmi in cima alla scala è pericoloso»

 

ROSANNA DELLA CORTE

Eccola, Rosanna Della Corte, la mamma-record d'Italia (primato imbattuto), alla quale il figlio partorito in età da nipoti ha portato fortuna. Quel 18 luglio 1994, alle 10 di mattina, nella clinica Villa Luisa di Roma, lei, da tempo in menopausa, diede alla luce Riccardo, 3 chili e 270 grammi di gioia e salute. Mamma a 62 anni. Un sogno realizzato grazie alla fecondazione assistita del dottor Antinori, il discusso ginecologo da sempre nelle polemiche, di recente condannato per un traffico di ovociti. Diventò una celebrità, Rosanna. Sul portone di casa, a Canino, piccolo centro del viterbese, lei e il marito Mauro appesero il fiocco azzurro che per settimane attirò un esercito di cronisti e operatori tv.

 

Si parlò di esclusive da 400 milioni di lire per le immagini del piccolo.

Si fa una risata. «Ma quando mai! Con le foto concesse a un settimanale, pagai la clinica. Tutto qua. Quante ne sparate, voi giornalisti! Magari mi avessero dato quei soldi! Ora Riccardo starebbe qui con me e non fuori paese, lontano»

ROSANNA DELLA CORTE

 

Già, la mamma sta benone. Ma il figlio?

«Bene anche lui, grazie. Mai avuto un problema, un orecchione, una notte insonne. Un ragazzo d'oro, buonissimo. Però da un annetto non c'è. Lui non ha studiato tanto, ha fatto solo l'istituto per geometri, e si è dovuto accontentare. E' andato a Milano, a lavorare in un ristorante, ma speriamo che non si trova una fidanzata, altrimenti non torna. Io non volevo, ma lo capisco, mica poteva restare qui a coltivare la terra che ci ha lasciato mio marito».

 

Suvvia, a 25 anni un giovanotto diventa autonomo.

«Sì, effettivamente lo abbiamo viziato. Soprattutto il babbo gliele dava sempre vinte. Ma lei sa perché?»

 

Racconti.

ROSANNA DELLA CORTE

«Un immenso dolore. Prima di lui c'era Riccardo grande. Nel 1991, quando aveva 17 anni, me l'ammazzarono mentre andava al mare in Vespa. Una macchina gli tagliò la strada. Io ero morta, distrutta. Persi 25 chili. Vivevo al cimitero, dormivo persino davanti alla tomba e, se c'erano tuoni e lampi, gli dicevo "figlio mio, non avere paura, c'è mamma" . Mio marito capì che l'unica strada era tentare di averne un altro, e mi spronò».

 

Così andaste da Antinori?

«No, prima provammo con l'adozione. Andavo a chiedere negli orfanatrofi, al comune di Roma, dagli assistenti sociali. Niente. Una mattina io e Mauro uscivamo da un istituto di suore, dove mi avevano respinto dicendo che ero vecchia, e scoppiai a piangere.

Vidi un'edicola e gli chiesi di comprarmi una rivista, per distrarmi. Lui prese 'Stop'. Arrivati a casa, in cucina, mi cascò l'occhio sulla storia di una mamma a 50 anni, con l'inseminazione artificiale. Lo chiamai: "Oh Mauro, guarda 'sta signora"»

 

E la mattina seguente eravate dal ginecologo.

«Esatto, senza appuntamento. C'era un sacco di gente, ma il professor Antinori mi fece entrare. Gentile, umano. E tutto andò per il meglio».

 

ROSANNA DELLA CORTE

Nato al primo tentativo.

«Veramente no, Riccardo piccolo me lo sono conquistato! La prima volta che ho fatto l'inseminazione era il 27 luglio, all'ora che era morto Riccardo grande, ma dopo 40 giorni ho abortito. Abbiamo insistito. Ogni due mesi andavamo a Roma e, per non strapazzarmi, prendevamo una stanza d'albergo davanti alla clinica. Avevo quasi perso la speranza, quando alla settima inseminazione rimasi incinta! Una gravidanza bellissima, senza problemi»

 

E il 18 luglio 1994 nacque una star: la mamma, non il figlio.

«Un po' è vero, ma non mi sono montata la testa! Mi ha dato tanta energia, mi ha ringiovanita, ma faccio sempre la stessa vita: la spesa, le faccende, qualche amica, la visita al cimitero. Se ancora oggi mi invitano in tv, prima di uscire metto solo un po' di rossetto e di cipria. Nei camerini della Rai o di Mediaset non ci voglio entrare: lì ti spalmano in faccia un dito di zozzeria!»

 

ROSANNA DELLA CORTE

Proprio vero, un figlio a 62 anni allunga la vita. Come è cresciuto Riccardo piccolo?

«Bene! A parte la scuola, che non gli garbava tanto. Gli amici venivano a casa, giocavano, guardavano la tv. E io a sfornare pizza per tutti. Le estati a Marina Velca, da mia sorella. Tifoso dell'Inter, fin da piccolo. E molto educato, rispettoso, perché io e il padre gli abbiamo fatto una testa così: più ancora dell'istruzione, conta l'educazione. Fino a che, un giorno, gli ho spiegato tutto insieme: sia perché gli avevamo dato quel nome, sia com'era nato lui».

 

ROSANNA DELLA CORTE

Compito delicato. Prego.

«Mi venne fuori d’istinto, in forma di favola. Doveva avere otto anni e lui aveva fatto un raffronto con un amichetto. "Mamma, perché Davide ha la mamma giovane e tu non lo sei?" Io risposi che suo fratello Riccardo grande era morto in un incidente stradale ed era volato in cielo e da lassù mi vedeva sempre piangere e per questo era triste. Allora aveva preso un angioletto e me l'aveva messo in pancia, poi era venuto il babbo che aveva aggiunto il semino, e sei nato tu, conclusi, dandogli una carezza».

 

E lui come la prese?

«Senza problemi, voleva solo capire la storia del semino del padre, mi tempestava di domande. E io non sapevo che dire. Fortuna che arrivò qualcuno e cambiammo discorso!»

ROSANNA DELLA CORTE E ANTINORI

 

Ride, Rosanna. Segno zodiacale: Pesci. Altruista, positiva. Quasi novant'anni di energia inesauribile. Una vita di saliscendi. Gioie, dolori, rinascite. E ora c' è spazio persino per un sogno: «Un nipotino? Magari! Ogni bimbo è un dono da accogliere con amore».

ROSANNA DELLA CORTE

Ultimi Dagoreport

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?