bochicchio

A ROMA C’ERA IL “MONDO DI MEZZO”, ORA C’È IL “MONDO DI MASSIMO” (BOCHICCHIO) – ROMAGNOLI: “NON È IL GENERONE SORRIDENTE IN POSA, NON È IL 'CAFONAL' DI DAGOSPIA SORPRESO A BOCCA PIENA. VA OLTRE E IN QUELL'OLTRE SI MUOVE. COME IN UN FILM DI NERI PARENTI: “MA NON ERA AMICO TUO?”, “MIO? NOOO, ERA AMICO DELL'AMICO DI COSO. IO MAI GLIELI AVREI DATI I SOLDI A UNO COSÌ” - QUANDO FAI L'APPELLO DEI TRUFFATI RISPONDONO, TRA GLI ALTRI, RIZZITELLI E PATRICE EVRA, I FIGLI DI GASSMAN E IL PADRE DI CALENDA. ALLA FINE VIENE UN MOTO DI COMPASSIONE PER CHI CREA UNIVERSI FASULLI, PERCHÉ…"

Gabriele Romagnoli per “La Stampa”

bochicchio

 

A Roma c'era un «mondo di mezzo» e c'è un «mondo di Massimo» (Bochicchio). Quest' ultimo, a differenza del primo, affiora, è visibile, anzi s' ostenta. Ha una sua geografia, una storia e un'antropologia. Molle si stende sul Lungotevere, ma si sperde per le vie del centro e s' inerpica sulla collina Parioli.

 

Si perpetua, come un rito o un film di Neri Parenti, da qualche decennio, cambiano gli attori, ma la trama è la stessa: un profeta venuto dal nulla o quasi promette la moltiplicazione dei pani e dei pesci a una genìa che ha fede nei miracoli del dio denaro. Bochicchio, o chi per lui, non è che un minor deus ex machina. Non avrebbe effetto alcuno se non ci fosse quel mondo, targato Roma.

MASSIMO BOCHICCHIO CON LA MOGLIE

 

A Milano, per dire, l'esistenza, il potere di accesso oltre la velvet rope, il tesseramento sono garantiti dal biglietto da visita. Conta che la carica esista e sia in corso.

Appena scade, tutto si dissolve come per Cenerentola a mezzanotte: l'auto aziendale perde le ruote, la carta si smagnetizza, si ridiventa nessuno. Roma indulge. Un direttore, un onorevole è per sempre.

 

La mondanità accoglie vivi e fantasmi. Alle prime cinematografiche si volge lo sguardo al tappeto rosso, si scruta l'obiettivo dei flash e ci si domanda regolarmente: «Quella, chi era?», giacché lucean ancor le morte stelle. Il mondo di Massimo è popolato di ex qualcosa, fratelli di qualcuno, di presunte e sedicenti. Stanno tutti a un dipresso. Sfioranti, un soffio appena.

IL LUOGO DELL INCIDENTE IN CUI E' MORTO MASSIMO BOCHICCHIO

 

Consoli onorari dello Stato delle cose. Ambasciatori senza pena. Noti per essere noti a qualcun altro. Nomi che si fermano sulla punta della lingua. Nomignoli che lascian perplessi: a Milano Pupi è femminile (Pupi Solari) a Roma è maschile (Pupi d'Angieri). Inezie. Conta la riconoscibilità. La si conquista prevalentemente di sponda. La domanda chiave è: «Ma tu, come stai messo con?». Perché se sei «messo bene con» il nuovo consigliere d'amministrazione, il politico emergente, il presidente dai mandati multipli, allora è fatta. Quello è la porta, l'altro la chiave. «Che ce l'hai un progetto? 'Na sceneggiatura, 'na mostra, 'na ristrutturazione?».

 

massimo bochicchio 1

Il problema, come spesso nella vita, sono i gradi di separazione. Nel «mondo di Massimo», come spesso a Roma, potevano essere tanti.

Che significa: troppi. Il simbolo della prossimità sono gli armadietti dei circoli. Il detentore garantisce per il proprio vicino, ma innesca una catena in cui ognuno lo fa per chi gli sta accanto e finisce che il primo affida i soldi non all'ultimo della fila, ma a quello che passava nel corridoio e ha fatto buona impressione.

bochicchio

 

 È lo schema di Para-Ponzi. Quando la nota stecca e la musica cessa, soltanto allora ci si chiede chi fosse il conduttore, quali titoli avesse. «Ma non era amico tuo?», «Mio? Nooo, era amico dell'amico di Coso. Io mai glieli avrei dati i soldi a uno così: bravo nel suo campo per carità, ma non di più». Quale fosse il suo campo, però, esattamente nessun sa dirlo. Le competenze sono esportabili, labili i confini. Già in partenza non si capiscono bene. C'è chi di professione organizza rassegne e c'è chi conferisce premi. Vale il principio della partecipazione di scambio.

 

Tu vieni ospite da me quest' anno, il prossimo io ti assegno un ambito riconoscimento. Si splende di luce riflessa, di qui la necessità di attingere ai bacini dove nuotano i soliti noti: sport, cinema, diplomazia, cultura.

 

MASSIMO BOCHICCHIO E LA MOGLIE

Ogni settore fa da specchietto per l'altro. Non essendo vasi comunicanti, la rilevanza dei singoli può essere auto-certificata, perfino prodotta dalla fantasia. La verifica è un esercizio superfluo, la storia una materia mai studiata, altrimenti come sarebbe possibile per i Bochicchio riproporsi a distanza di tempo negli stessi ambienti e con le medesime modalità?

 

L'avidità non muore mai, fa da schermo a ogni valutazione. Regna il principio della delega: all'agente, al manager, perché non anche al consulente finanziario? I talenti hanno sempre fruttato, perché sotterrarli? È mossa la fotografia del «mondo di Massimo». Non è il «generone» sorridente in posa, non è il «cafonal» di Dagospia sorpreso a bocca piena. Va oltre e in quell'oltre si muove. Quando fai l'appello dei truffati dai Madoff de Roma rispondono, tra gli altri, Ruggiero Rizzitelli e Patrice Evra, i figli di Gassman e il padre di Calenda, Anne de Bellefroid e Regis Donati. In ordine sparso.

 

massimo bochicchio 5

Ma se li metti insieme a tavola, di che cosa parlano? L'anello di congiunzione è d'oro matto, Bochicchio o princisbecco. La pietra angolare non regge e prima o poi cadrà la piramide intera. Il «mondo di Massimo» è inevitabilmente destinato a fermarsi, un attimo sospeso in un cielo di cartapesta e poi giù, nel cestino. Alla fine, proprio alla fine, viene un moto di compassione per chi crea universi fasulli, perché è il solo a sapere che imploderanno e perché, fra tutti, paga il conto più alto

massimo bochicchio 3massimo bochicchiomassimo bochicchio 2

Ultimi Dagoreport

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…