lorenzo wittum stefano paterno

L’AD DI ASTRAZENECA LORENZO WITTUM E’ UNO DEI QUATTRO INDAGATI, CON L’ACCUSA DI OMICIDIO COLPOSO, NELL'INCHIESTA SULLA MORTE DEL SOTTUFFICIALE STEFANO PATERNÒ, AVVENUTA QUINDICI ORE DOPO LA SOMMINISTRAZIONE DI UNA DOSE DEL VACCINO APPARTENENTE AL LOTTO ABV2856, ORA SEQUESTRATO - E’ UN ATTO DOVUTO E SOLO L’AUTOPSIA CHIARIRA’ SE ESISTE UN NESSO TRA L’INOCULAZIONE E IL DECESSO E SE PUÒ ESSERCI UN EFFETTO LETALE DOVUTO MAGARI A UN ECCIPIENTE IN GRADO DI PROVOCARE REAZIONI GRAVI IN CHI SOFFRE DI TROMBOFILIA

Virginia Piccolillo per il “Corriere della Sera”

 

LORENZO WITTUM

Omicidio colposo. È questo il reato ipotizzato per l'amministratore delegato di AstraZeneca, Lorenzo Wittum, uno dei 4 indagati dell'inchiesta sulla morte del sottufficiale Stefano Paternò, avvenuta nella notte tra lunedì e martedì, quindici ore dopo la somministrazione di una dose del siero appartenente al lotto ABV2856, ora sequestrato. «Un atto dovuto, quello dell'iscrizione nel registro degli indagati, per consentire la nomina dei consulenti e compiere accertamenti irripetibili a garanzia delle parti», assicura la procuratrice di Siracusa, Sabrina Gambino, titolare del fascicolo assieme al pm Gaetano Bono.

stefano paterno

 

A partire dall'autopsia che sarà compiuta nel pomeriggio da 4 consulenti per valutare se esiste un nesso diverso dalla semplice coincidenza temporale tra l'inoculazione e il decesso. E se può esserci un effetto letale dovuto magari a un eccipiente in grado di provocare reazioni gravi in chi soffre di trombofilia. AstraZeneca, in una nota, sottolinea che «non ci sono prove di un aumento del rischio» di un coagulo di sangue a causa del vaccino. «I numeri sono molto più bassi in coloro che sono vaccinati rispetto a quanto ci si aspetterebbe nell'insieme della popolazione», assicura.

 

lorenzo wittum

L'autopsia dovrà fugare ogni dubbio. Proprio per questo tra i consulenti, accanto al medico legale Giuseppe Ragazzi, ci saranno l'ematologo esperto in trombosi Marco Marietta, con la tossicologa Nunziata Barbera e lo specialista in malattie infettive Carmelo Iacobello. È importante per gli indagati: oltre a Wittum il medico e l'infermiere che hanno somministrato la dose a Paternò e il sanitario del 118 che ha tentato, invano, di rianimarlo.

 

stefano paterno 1

Ma soprattutto per chiarire ogni contorno di questo e degli altri decessi avvenuti a ridosso della vaccinazione, riletti in queste ore da diverse Procure: quello del poliziotto di Catania, Davide Villa, avvenuta il 7 marzo scorso per trombosi venosa; del bidello Vincenzo Russo a Napoli, avvenuto dopo l'inoculazione; di una professoressa a Salerno e del carabiniere Giuseppe Maniscalco, colto da infarto dopo la dose. Migliorano invece le condizioni del finanziere di Trapani, finito in coma nei giorni seguenti al vaccino, dopo febbre alta, rallentamento psicomotorio e degenerazione neurologica.

 

vaccino astrazeneca

Oggi a Siracusa arriveranno anche gli ispettori del ministero della Salute. Lo ha annunciato ieri Gianni Rezza assicurando che «l'Istituto superiore di sanità farà le dovute verifiche sulla qualità e sulle fiale appartenenti a quel lotto». Rezza ha anche ricordato che sono «diverse decine di migliaia» le fiale che sono state utilizzate, spiegando che «non è il caso di creare un allarme generalizzato, bisogna indagare».

 

Il lotto bloccato conteneva 560 mila di quelle dosi, di cui 250 mila destinate all'Italia. I Nas ne hanno sequestrate meno di 25 mila perché il 90% era già stato inoculato.

 

stefano paterno 2

Ma Rezza ha ribadito che «non è stato dimostrato nesso di causalità, e chi si è vaccinato nei giorni scorsi, se non ha particolari problemi deve stare tranquillo», ricordando ad AstraZeneca che «la collaborazione in totale trasparenza tra pubblico e privato è doverosa». In Europa, intanto, anche la Bulgaria ha sospeso la somministrazione del vaccino. Il premier Boiko Borissov ha annunciato che si allineerà allo stop già adottato da Danimarca, Islanda e Norvegia . E AstraZeneca ha annunciato un ulteriore taglio delle forniture all'Europa: a marzo arriveranno dieci milioni di fiale in meno di quelle promesse solo quindici giorni fa.

Ultimi Dagoreport

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…