conferenza di versailles

L’ALBA DEL NAZISMO? LA CONFERENZA DI PACE DI VERSAILLES - IL 18 GENNAIO 1919 FRANCIA, GRAN BRETAGNA, ITALIA E STATI UNITI DOVEVANO REGOLARE LE SORTI DELL’EUROPA MA LO SMEMBRAMENTO DEGLI IMPERI CENTRALI FU UN CAPOLAVORO DI MIOPIA E DI EGOISMO CHE TUTTI, O QUASI TUTTI, CAPIRONO CHE SI SAREBBE CONVERTITO IN CATASTROFE - CON LA GERMANIA, I VINCITORI FURONO SPIETATI MA NON PREVIDERO CHE…

Carlo Nordio per “il Messaggero”

 

conferenza di versailles

Cento anni fa, il 18 Gennaio 1919, si apriva a Versailles la conferenza che poneva fine al primo conflitto mondiale. Fu un evento pari alla pace di Westfalia, che tre secoli prima, chiudendo la guerra dei trent' anni, aveva disegnato la mappa della nuova Europa. Ma, a differenza di questa, fu soltanto una tregua, che costituì il fondamento dell' avventura hitleriana, dell' Olocausto, e del più grande sterminio della Storia. Le quattro grandi potenze vincitrici Francia, Gran Bretagna, Italia e Stati Uniti dovevano regolare le sorti di tre imperi dissoltisi con l' armistizio dell' anno precedente.

 

L'impero ottomano lasciava immensi spazi vuoti nel medio oriente, che furono ridisegnati a tavolino con squadra e compasso, creando divisioni di cui oggi vediamo le conseguenze nelle lotte tra le varie fazioni arabe, ma che per mezzo secolo rimasero silenti. Al contrario, lo smembramento degli imperi centrali fu un capolavoro di miopia e di egoismo che tutti, o quasi tutti, capirono che si sarebbe convertito in catastrofe.

 

wilson dopo la firma del trattato di versailles

La Francia non era soltanto il paese ospitante; era stata la prima ad affrontare e fermare l'offensiva tedesca nel 1914; tra gli alleati, aveva subito il numero maggiore di perdite, e il Maresciallo Foch, aveva alla fine assunto il comando supremo. Il suo rappresentante, George Clemenceau, fu di diritto e di fatto il direttore di quel composito concerto.

Clemenceau era un notabile della Vandea, una terra ingrata che nutriva con parsimonia individui di carattere duro quanto le sue rocce, e che li rendeva impenetrabili a ogni benevolenza compromissoria. I suoi abitanti non conoscevano mezze misure.

 

I più erano cattolici reazionari, che a suo tempo avevano dato filo da torcere ai rivoluzionari e a Napoleone; all'opposto, i pochi laici erano ferocemente atei e anticlericali. Clemenceau era uno di questi. Ultraradicale a trent'anni, nazionalista a ottanta, amava dire che chi non è socialista da giovane è senza cuore, e chi lo è da vecchio è senza cervello.

 

Aveva diretto la seconda parte della guerra con pugno di ferro in guanto di piombo. A Versailles, confermò con il suo vigore e la sua aggressività il soprannome di Tigre. Amico fraterno di Monet, amava le arti e gli animali, ma disprezzava le debolezze. Era un genio, ma era accecato dall' odio per i vinti.

 

conferenza di versailles

REALISMO

La Gran Bretagna era rappresentata da Lloyd George, preoccupato essenzialmente di mantenere quell' equilibrio continentale che il suo Paese, governando i mari, intendeva garantire sulla terra. Questo consolidato realismo, unito a un carattere tendenzialmente mite, lo induceva a evitare un eccessivo indebolimento della Germania, ma alla fine dovette cedere alle pressioni francesi.

 

Quanto agli Usa, il suo presidente, Wilson, innamorato dei suoi quattordici punti sull' autodeterminazione dei popoli, non si accorse che l' esasperazione di questo principio conduceva alle conseguenze contrarie, con vaste masse di allogeni spostate come gruppi di statuine. Infine c' era l' Italia, con il premier Orlando che mirava a ottenere Fiume, e il ministro Sonnino, che voleva la Dalmazia. Le pretesero entrambe, e non ne ottennero nessuna.

 

conferenza di versailles

Con la Germania, i vincitori furono spietati. Questo paese aveva grandi responsabilità nello scoppio del conflitto, ma era una responsabilità largamente condivisa con gli altri. Inoltre il suo esercito era quasi intatto, e al momento della cessazione delle ostilità occupava ancora parte della Francia. I tedeschi credettero in un armistizio, ed invece subirono un diktat inflessibili, senza nemmeno partecipare alle trattative. Dovevano cedere, oltre all' Alsazia- Lorena, altri territori, perdere milioni di abitanti, pagare risarcimenti colossali, e dare in pegno intere regioni con le industrie relative. Alla fine gli Alleati concessero qualche dilazione nei risarcimenti: umiliarono la Germania abbastanza per inferocirla, ma non abbastanza per neutralizzarla.

 

NOVELLI

conferenza di versailles 3

L'Impero asburgico fu smembrato, e gli stati novelli litigarono subito tra loro. La Jugoslavia pretese persino Gorizia e Trieste. Orlando, che continuava a piangere per Fiume, aveva sdegnosamente abbandonato la conferenza. Poichè nessuno l' aveva richiamato, se ne ritornò alla chetichella, rassicurato da Wilson sulle pretese Jugoslave. Ma il ruvido Clemenceau, prostatico, ringhiò perfidamente che avrebbe voluto orinare con la stessa facilità con cui il nostro primo ministro lacrimava.

 

La Pace di Versailles fu firmata nel Gennaio 1920, e scontentò tutti; la Francia lamentò l'attenuazione delle sanzioni agli sconfitti, e l'Italia, delusa per la mancata concessione della Dalmazia e di Fiume, parlò subito di vittoria tradita. La Germania annichilita e fremente, pensò subito alla rivincita. L'America si ritirò nel suo magnifico isolamento e riprese a pensare ai suoi affari, mentre Wilson, colpito da ictus, veniva tenuti in piedi come un pupazzo.

conferenza di versailles

 

La Gran Bretagna allargò il suo già vastissimo impero: ma l' enormità delle perdite umane e il prosciugamento delle risorse finanziarie indusse il suo popolo, e i suoi governi, a rifugiarsi in un cieco pacifismo che nemmeno Hitler con il suo rapido riarmo e Churchill con la sua preveggente eloquenza riuscirono a scuotere, fino a quando, nel 39, i nazisti invasero la Polonia.

 

IDEALISMO

I vizi congeniti di questa pace erano tre. L'eccesso di idealismo di Wilson, che creò un'aspettativa messianica di pace, giustizia e libertà fondati su una visione utopistica della natura umana. L'impossibile conciliazione tra diritti dei popoli all' autodeterminazione e la creazione di nuovi stati entro confini strategicamente sicuri: la Cecoslovacchia infatti ottenne la frontiera dei Sudeti, e la Polonia ebbe Danzica, ma entrambe erano a fortissima maggioranza tedesca.

 

conferenza di versailles 4

E infine il trattamento miope e crudele nei confronti della Germania mutilata nel territorio, nelle industrie e nell' orgoglio, ma intatta nelle sue immense capacità di ripresa. Quando un esaltato profeta, reduce di guerra, impastò questi elementi in modo diabolico, e ne fece un nutrimento per la nuova Germania operosa, intelligente e disciplinata, creò la macchina da guerra più impressionante della storia, assistita, per disgrazia dell' umanità, dall' ideologia più perversa e dalla tecnologia più efficiente.

 

Senza Versailles non ci sarebbe stato Hitler, e senza Hitler non ci sarebbe stata la seconda guerra mondiale. Quando anche questa finì, i vincitori avevano imparato la lezione: che la vittoria, come disse Churchill, dev' essere coronata dalla magnanimità. E l' Europa, o almeno quella non occupata dall' Armata Rossa, si aprì al suo periodo più lungo di prosperità e di pace.

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...