stati uniti proteste in strada dopo la morte di george floyd

L’AMERICA IN RIVOLTA - L'ONDA DI PROTESTE PER L'UCCISIONE DELL'AFROAMERICANO GEORGE FLOYD, UCCISO DA UN POLIZIOTTO BIANCO, TRAVOLGE IL PAESE SFOCIANDO IN VIOLENZA - TRUMP ALLERTA IL PENTAGONO A TENERSI PRONTO E MINACCIA I RIVOLTOSI: “SE SACCHEGGIATE, SPARIAMO” - STAVOLTA I MOVIMENTI NERI ESASPERATI NON PREDICANO PIÙ LA RESISTENZA NON VIOLENTA... - GLI ANARCHICI E I SUPREMATISTI BIANCHI LAVORANO PER DESTABILIZZARE IL PAESE - E IL RUOLO DELLA RUSSIA...

 

 

 

1 - L'ONDATA DI RABBIA TRAVOLGE GLI USA TRUMP SFIDA LE PIAZZE

Francesco Semprini per “la Stampa”

 

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L' America è in rivolta. L' onda di proteste per l' uccisione dell' afroamericano George Floyd, ucciso da un poliziotto bianco lunedì scorso, travolge tutto il Paese sfociando in violenza. Mentre Donald Trump allerta il Pentagono a tenersi pronto, le forze di polizia e la Guardia nazionale potrebbero non essere sufficienti a domare la protesta. La Costituzione non prevede la mobilitazione dell' esercito in casi di volte interne, ma sulla base dell' Insurrection Act del 1807, questo intervento potrebbe essere invocato.

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L' unico precedente nella storia risale alla rivolta di Los Angels del 1992, allarmante coincidenza storica, ma non l' unica. Anche a Barack Obama capitò tutto questo nell' ultimo anno del suo primo mandato: era il febbraio del 2012 quando Trayvon Marti, afroamericano 17 enne, fu ucciso a colpi di arma da fuoco a Sanford, in Florida, da una guardia giurata.

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Prima di una serie di episodi in cui le vittime sono stati neri e gli autori poliziotti bianchi. E le proteste, otto anni dopo, sembrano ripercorrere lo «Spoon river» di quelle vittime.

Tensione alle stelle ad Atlanta, dove un' auto è stata data alle fiamme e alcuni dimostranti hanno rotto i vetri del quartiere generale della Cnn, e hanno riempito di scritte il logo dell' emittente tv. Ma qui la protagonista è stata il capo della polizia, Erika Shields, scesa in strada per parlare ai manifestanti: si è detta disgustata e aggiunge che vuole vedere incriminato il poliziotto che ha ucciso Floyd.

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A New York i manifestanti si sono radunati davanti al Barclays Center dove la folla ha polverizzato ogni misura di sicurezza contro il Covid. Veicoli della polizia sono stati bersagliati, uno dato alle fiamme. Tante le vetture distrutte e le vetrine dei negozi infrante.

 

A Lower Manhattan un uomo ha picchiato un agente con un tirapugni. In totale sono state arrestate oltre 200 persone, tra cui una donna accusata di tentato omicidio per aver gettato una bottiglia Molotov in un' auto della polizia con gli agenti a bordo.

Il bilancio è drammatico ovunque. Un agente della polizia è stato ucciso e un altro è rimasto ferito da colpi di arma da fuoco ad Oakland, in California. Un altro agente è rimasto ferito a Los Angeles, mentre a Detroit, in Michigan, è stato ucciso un ragazzo di 19 anni da spari probabilmente indirizzati contro una folla che manifestava per la morte di Floyd.

 

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Trump tuona contro i gruppi organizzati: «Antifa e sinistra radicale». E aggiunge: «Come mai tutti questi luoghi che si difendono così male sono governati da democratici liberal?» E alle forze dell' ordine dice: «Siate duri, combattete (e arrestate quelli cattivi), forza».

Lo stesso presidente venerdì sera è rimasto bloccato alla Casa Bianca circondata dai manifestanti e messa brevemente in lockdown per precauzione. Trump si complimenta con gli agenti del Secret Service: «totalmente professionali».

 

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E poi si lancia in un tweet destinato a dar fuoco alle polveri. «Se i dimostranti avessero superato la recinzione a dar loro il benvenuto sarebbero stati cani feroci e armi nefaste».

Le manifestazioni al 1600 di Pennsylvania Avenue sono puntualmente riprese. Il presidente, a cinque mesi dal voto di Usa 2020, si sente assediato, contro di lui si è scatenata la tempesta perfetta, anche perché, oltre al contagio delle proteste, rischia di tornare il contagio da Coronavirus.

 

 

2 - AMERICA, LA PENTOLA CHE SCOPPIA

Massimo Gaggi per il “Corriere della Sera”

 

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L'America, si dice spesso, è una pentola a pressione: una società piena di energia ma con un fondo selvaggio, violento e col «peccato originale» (parole di Joe Biden di ieri) dello schiavismo che rimane una ferita aperta nonostante la fine della segregazione e la stagione dei diritti civili. Una società compressa da leggi rigide, da una giustizia penale durissima e da una polizia che spesso fa un uso eccessivo della forza.

 

Ogni tanto la pentola scoppia: razzismo e brutalità degli agenti provocano incidenti o vere rivolte. La più grave, quella del 1992 a Los Angeles per il caso Rodney King: 63 morti e 2400 feriti. Anche negli ultimi decenni si sono scatenate guerriglie urbane, assai meno cruente, da Ferguson a Baltimora.

 

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Ma a Ferguson, dopo incendi e saccheggi notturni, la gente capì che stava distruggendo la sua stessa comunità. Il coprifuoco funzionò e i black block arrivati da fuori vennero isolati. A Baltimora i saccheggi li fecero studenti liceali appena usciti di scuola: le famiglie reagirono e bastò l' appello di un leader nero che era stato al fianco di Martin Luther King, Elijah Cummings, a placare gli animi.

 

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La reazione all' uccisione di George Floyd è cosa diversa: un incendio che si propaga in tutto il Paese con eruzioni di violenza spontanea e atti di guerriglia urbana ben organizzati. Ci sono movimenti neri esasperati che non predicano più la resistenza non violenta, mentre il governatore del Minnesota che - decisione senza precedenti - ha mobilitato l' intera Guardia Nazionale, avverte: gruppi anarchici e della supremazia bianca cercano di alimentare il caos.

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E crescono i timori di interferenze straniere (soprattutto Russia) per destabilizzare gli Usa, come già avvenuto nel 2016. Ancora nel tunnel del coronavirus, l' America vive la sua ora più buia. Con un presidente che, anziché calmare gli animi, adotta lo slogan coniato dallo sceriffo di Miami 50 anni fa: «Se saccheggiate, spariamo».

 

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