attentato nizza erdogan

L’ATTENTATO DI NIZZA È COLPA DI ERDOGAN! – IL SULTANO-DITTATORE TURCO AIZZA L’ISLAM MENTRE DALL’EUROPA LO RIEMPIAMO DI MILIARDI PER TENERSI UN PO’ DI MIGRANTI – FACCI: “OTTIENE TUTTO QUELLO CHE VUOLE CON RICATTI DIPLOMATICI E MILITARI CHE SCIVOLANO MORBIDI COME SCIMITARRE NEL BURRO. IL BURRO SIAMO NOI” – L’ANALISTA ELY KARMON NON HA DUBBI: “DIETRO QUESTI ATTACCHI C’È LA MANO DELLA TURCHIA…”

<iframe allowfullscreen frameborder="0" width="400" height="360" scrolling="no" id="molvideoplayer" title="MailOnline Embed Player" src="https://www.dailymail.co.uk/embed/video/2280330.html"></iframe>

 

1 - È ERDOGAN AD AIZZARE TUTTO L’ISLAM CONTRO DI NOI

Filippo Facci per “Libero quotidiano”

 

recep tayyip erdogan

Recep Tayyp Erdogan ha infinite facce che presenta, ogni volta, come l' unico e orgoglioso volto della Turchia, ottenendo tutto quello che vuole con ricatti diplomatici e militari e che scivolano morbidi come scimitarre nel burro.

 

notre dame a nizza dopo l attentato

Il burro siamo noi Occidente - sta facendo eccezione una signora Francia - che trattiamo questa Turchia coi guanti come se fosse uno staterello lontano e non bussasse alle nostre porte con rancori secolari mai sopiti, e come se non si trattasse di un altezzoso neo stato «forte» che di recente ha abrogato la democrazia in venti minuti, oltre ad aver detto e fatto altre mille cose gravi: compreso l' aver palesemente fomentato le violenze in Francia - ufficialmente condannate, of course - e più che mai intenzionato a tenere alta una generica difesa dell' Islam che sembra anche funzionale all' affermazione degli interessi geopolitici di Erdogan e all' espansione della sua influenza in Asia e nel Mediterraneo.

 

ERDOGAN MACRON

SCONTRO CON PARIGI

La Francia? Non è un problema di vignette: Turchia e Francia, da tempo, se le suonano sulla Libia, sul Mediterraneo Orientale, sulla regione armena del Nagorno Karabakh (attaccata dall' Azerbaigian) dove Erdogan sta perfezionando un odio per gli armeni che è perfettamente sovrapponibile a quello di Hitler per gli ebrei.

 

ERDOGAN NELLA COPERTINA DI CHARLIE HEBDO

Erdogan, in fin dei conti, nei giorni scorsi ha urlato e sbraitato come infinite altre volte, ma in Francia ci sono stati dei morti: e allora ce ne siamo accorti. E ci ricordiamo che pochi giorni fa, in un discorso presidenziale ad Ankara, Erdogan ha denunciato «l' islamofobia» quale «peste dei Paesi europei» che sono «i veri fascisti, eredi dei nazisti», ci ricordiamo che ha invitato a boicottare i prodotti francesi, e che a Emmanuel Macron ha dato di squilibrato mentale.

 

Ma solo perché Macron ha reagito: Erdogan, a ben vedere, ne ha avuto per tutti. Persino per gli Stati Uniti e per la Nato, di cui la Turchia fa parte: a metà ottobre, dopo la minaccia di sanzioni americane per il primo test del sistema anti-aereo S-400 (acquistato dalla Russia), Erdogan ha risposto pubblicamente così: «Applicatele pure, noi non siamo uno Stato tribale, siamo la Turchia».

 

le strade di nizza dopo l attentato

Loro sono la Turchia, e alla Turchia, non fosse chiaro, importa zero se non entrerà nell' Unione europea: in compenso, da tempo, agita questa esclusione come uno spauracchio, come una prova del grande pregiudizio contro l' Islam e contro la «umma» di cui Erdogan è divenuto leader fondamentalista in giacca e cravatta. Uno che, nel 2016, disse che uomini e donne non possono ricoprire le stesse posizioni «per natura e per indole».

 

ERDOGAN con la figlia sumeyye

La figlia di Erdogan, Summeyye, erede politica, in compenso dice che compito dell' uomo è «portare il pane a casa e mantenere la moglie e i figli», sicché è giusto che «alle figlie spetti una quota minore di eredità». La moglie di Erdogan, Emine, invece sostiene che la donna «è soprattutto madre» e che le turche dovrebbero trarre «ispirazione» dagli harem «che preparavano le donne alla vita» (non è chiaro quale, visto che le concubine erano praticamente incarcerate) e comunque le due, figlia e moglie, girano entrambe a capo coperto.

 

emmanuel macron a nizza dopo l attentato

Diceva questo, Erdogan, mentre incassava altri tre miliardi di euro nel secondo anniversario dell' accordo Ue-Turchia sui migranti, lo diceva mentre faceva il pesce il barile sull' Isis, ed esportava armi in Siria (prima di invaderla) e continuava a negare il genocidio turco degli armeni che ispirò Hitler, e di passaggio chiudeva giornali, incarcerava giornalisti e scrittori, censurava internet, e lasciava scrivere, nei suoi libri di Storia, che l' America la scoprirono i musulmani nel 1178: non Cristoforo Colombo.

 

erdogan egeo

Che c' è di strano - domanda - se Erdogan diventa un riferimento internazionale per squilibrati con la decapitazione facile? L' abbiamo sempre trattato come una simpatica canaglia. A destra, leghisti a parte, c' era Berlusconi che lo adorava e che vedeva tutto in chiave amicale-commerciale; a sinistra mediamente se ne fregavano (comunisti a parte) e lasciavano che la linea la dettasse Romano Prodi o, da premier, quel Mario Monti che nel 2012 ancora auspicava l' ingresso turco nella Ue. Intanto il «sultano» si faceva costruire un palazzo megalomane da 800 milioni di dollari (cercatelo su internet, roba da Mille e una notte) e irrideva le lagnanze di chi faceva notare che stava reprimendo col pugno di ferro ogni protesta anti-governativa.

 

BERLUSCONI ERDOGAN

LUPI GRIGI E SOLITARI

Ora, nei suoi comizi, non c' è una volta che Erdogan non cerchi di intestarsi ogni protesta del separatismo islamista: non tanto in casa sua, dove il «sultano» regna incontrastato con un partito che si chiamava «islamico» anche se il Paese è attanagliato dalla crisi economica; non tanto nel cuore di quei «Lupi grigi» che in Turchia rappresentano il nazionalismo e la xenofobia fascista verso le minoranze: semmai nel cuore dei lupi solitari che ogni tanto si svegliano e ammazzano qualcuno, se possibile lo decàpitano.

Sumeyye, la figlia di ERDOGAN

 

Come proclamò Erdogan nel 1998: «Le moschee sono le nostre caserme, le cupole i nostri elmetti, i minareti le nostre baionette, i fedeli i nostri soldati». Per questa frase, ai tempi, Erdogan fu arrestato per incitamento all' odio religioso. Oggi è il sultano.

 

2 - ELY KARMON: «DIETRO I KILLER L'OMBRA DI ANKARA ORA SI RISCHIA UN'ONDATA DI ATTACCHI»

Chiara Clausi per “il Giornale”

polizia entra nella chiesa di nizza

 

Gli attentati di ieri a Nizza, Avignone e Gedda sono l'apice dello scontro che si consuma da giorni tra Turchia e Francia dopo la pubblicazione da parte di Charlie Hebdo di una vignetta satirica che sbeffeggia il presidente Erdogan che ha reagito con un tweet di fuoco, in francese: «Siete dei bastardi, figli di cani».

 

Ma secondo Ely Karmon, analista dell'Istituto internazionale per l'antiterrorismo di Herzliya in Israele non ci sono dubbi: «C'è la mano della Turchia dietro questi attacchi. Gli jihadisti hanno attaccato prima Charlie Hebdo, hanno decapitato il professore Samuel Paty, e ora sgozzato due donne in una chiesa. É un attacco con un significato simbolico. Contro la Francia e cosa rappresenta. Uno Stato molto liberale dove c'è una netta divisione tra Stato e chiesa».

 

protesta a tel aviv di arabi contro macron

Questi attentatori sono lupi solitari?

«No, sono parte di una famiglia, hanno un giro di amici, sono connessi tra loro. Al Qaeda ha una infrastruttura e un network che usa per la propaganda, utilizza anche social come Twitter. Il killer del professore dopo la decapitazione lo ha fatto.

 

protesta a istanbul contro macron

Al Qaeda vuole convincere chi legge la sua propaganda di uccidere quanti più infedeli possibile, con il machete, con una macchina, con un camion. Vuole soprattutto plasmare e arruolare le nuove generazioni di musulmani in Europa perché ha perso la guerra in Siria e Iraq e convincerli che sono martiri».

ELY KARMON

 

Cosa dovrebbe fare Macron?

«Deve prendere decisioni contro queste infrastrutture. Erdogan è già penetrato in Francia: 150 dei 300 più importanti imam in Francia sono di origine turca. Turchia e Qatar supportano moschee, associazioni caritatevoli in Inghilterra - è uscito di recente uno studio - ma fanno lo stesso in Francia.

santa sofia torna moschea la cerimonia in diretta con erdogan

 

Il presidente francese ha già fatto dei discorsi molto forti contro l'estremismo islamico e messo in prigione centinaia di jihadisti e ha preso delle decisioni per combattere la loro propaganda. Non mi sorprenderebbe se l'ala destra francese attaccasse qualche moschea».

 

Come avviene la radicalizzazione?

emmanuel macron a nizza dopo l attentato 1

«La radicalizzazione è un processo, a volte breve. Magari un futuro terrorista vede dei filmati dell'Isis sui media jihadisti in cui i comportamenti, comprese le decapitazioni di massa, sono inferte anche ai musulmani, e sono presentate come la santa punizione degli infedeli. È iniziato in Iraq nel 2014 con Abu Musab al-Zarqawi il fondatore di quello che in seguito divenne Isis».

 

Può rilanciarsi lo jihadismo?

ERDOGAN A SANTA SOFIA

«Con la propaganda, l'educazione, la radicalizzazione religiosa, la formazione e l'azione».

 

Invece qual è la strategia di lungo periodo di Erdogan?

«Erdogan punta a radicalizzare i musulmani di Francia. Ha trasformato Santa Sofia in una moschea, vuole liberare al-Aqsa, controllare il radicalismo sunnita, promuovere il suo sogno neo-ottomano e diventare il leader dei sunniti nel mondo».

erdogan felice mentre bombarda i curdi

 

Ma esiste uno scontro su altri fronti con la Francia

«La Turchia vuole espandersi in Grecia, Cipro, appropriarsi delle risorse energetiche del Mediterraneo orientale, avere influenza in Libia dove appoggia al-Sarraj, invece la Francia Haftar. Anche nel Nagorno-Karabakh Parigi appoggia gli armeni e Ankara gli azeri».

 

Cosa pensa del ruolo dell'Europa in questi avvenimenti?

«Penso che ci sia il pericolo che questi attacchi primitivi e a bassa tecnologia, con coltellate, possano svilupparsi in un'ondata di attacchi imitatori sull'esempio di quanto accaduto in Israele nell'autunno 2015. Le forze dell'ordine europee dovranno trovare gli strumenti operativi per sfidare questa minaccia».

 

macron sui giornali iraniani

Cosa pensa di Erdogan?

«Attacca anche altri musulmani, i curdi, usa gli jihadisti in Libia, Somalia, in Nagorno-Karabakh. Chiama Angela Merkel nazista. Perché noi non potremmo criticare lui e l'islam?».

polizia entra nella chiesa di nizza 1

 

 

attentato a nizza 3attentato a nizza 4attentato a nizza 1INDONESIA - FOLLA CONTRO MACRONbandiere francesi e immagini di macron bruciate a ramallaherdogan 2protesta a istanbul contro macronrecep tayyp erdoganERDOGAN A SANTA SOFIAattentato nizza

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni istat sergio mattarella ursula von der leyen

DAGOREPORT – GIORGIA DÀ I NUMERI! COSA C’È DIETRO L’ATTACCO DI MELONI ALL’ISTAT, PER LA CERTIFICAZIONE DEL DEFICIT AL 3,1%? LA DUCETTA È CONVINTA CHE IL DEEP STATE ABBIA DECISO DI “ZAVORRARE” IL GOVERNO IN VISTA DELLA PROSSIMA MANOVRA, IMPEDENDO L’USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE – PER FRATELLINI D’ITALIA, IN TEMPI DI “FINANZA CREATIVA, UN DECIMALE O DUE PER FAR TORNARE I CONTI SI POTEVA TROVARE – L'INSOFFERENZA PER L’ESTABLISHMENT SI CONDENSA NELL’ATTACCO SCOMPOSTO DELLA PREMIER A MATTARELLA SULLA SCUOLA  – L’ALTRO FRONTE DI GUERRA PER LA STATISTA DELLA SGARBATELLA È QUELLO EUROPEO, CON LA COMMISSIONE INFASTIDITA PER LA SCELTA DI FINANZIARE LA MANCETTA ELETTORALE DELLO STOP AL BOLLO AUTO CON I “RISPARMI” DEL PNRR – CON L’ONDA NERA CHE AVANZA, VON DER LEYEN NON CONCEDERA’ UN CENTESIMO IN PIÙ DEL DOVUTO ALLA MELONI E ALLE DESTRE…

cirielli tajani barelli bergamini marina berlusconi schifani mule falcone

DAGOREPORT – I GUAI NEL CENTRODESTRA NON FINISCONO MAI: IN CAMPANIA IL FRATELLO D’ITALIA CIRIELLI E’ STATO MESSO DA PARTE PER LE SUE SPARATE PRO-VANNACCI E PRO-FICO (E VIENE SCALZATO DA SANGIULIANO A CUI LANCIA STILETTATE SUI SOCIAL) – MARINA BERLUSCONI SI TIENE A DISTANZA DA FORZA ITALIA E IL DUO TAJANI-BARELLI SPADRONEGGIA: I DISSIDENTI FINISCONO AI MARGINI E PURE GIANNI LETTA E DEBORAH BERGAMINI, VICINI A MARINA, HANNO CAPITO CHE E’ MEGLIO INABISSARSI – IN SICILIA IL GOVERNATORE SCHIFANI HA IL FOGLIO DI VIA E CERCA UNA EXIT STRATEGY (SOGNA IL CSM) – L’ISOLA VA AL VOTO NEL 2027 E SCALPITANO GIORGIO MULE’ E MARCO FALCONE PER FORZA ITALIA MA IGNAZIO LA RUSSA VUOLE GIOCARE LA CARTA GALVAGNO – IL RUOLO DEL “CAVALLO PAZZO” CATENO DE LUCA E DELL’EX IENA LA VARDERA…

corsini piervincenzi di pasquale malara monteleone ranucci

FLASH! - MAI DIRE RAI! FERMENTO NELLA REDAZIONE DI “REPORT”: CORSA A BLINDARE TUTTI I CONTRATTI DELLA SQUADRA, A PARTIRE DAI CONDUTTORI (DANIELE PIERVINCENZI E CLAUDIA DI PASQUALE): NEL CASO IN CUI VINCESSE IL RICORSO PER IL REINTEGRO, SIGFRIDO RANUCCI SI RITROVEREBBE A DOVER ACCETTARE IL FATTO COMPIUTO (ANCHE SE NON E’ DETTO CHE LA RAI, IN CASO DI CONDANNA, OTTEMPERI AL RICOLLOCAMENTO DI SIGFRIDO A “REPORT”) - INTANTO VOLANO GLI STRACCI INTORNO A “FILOROSSO”: IL RESPONSABILE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE DOPO L’ENNESIMO FLOP D’ASCOLTI - SULLA GRATICOLA FINISCE ANCHE ANTONINO MONTELEONE PER LA SCELTA DI AFFIDARE IL MONOLOGO ALL’EX “RAGAZZO DELLA TERZA C”, FABIO FERRARI…

giorgia meloni roberto vannacci friedrich merz antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – CAMERATI, LA PAROLA D'ORDINE E': ASPETTIAMO E VEDIAMO! - A GIORGIA MELONI, IN FORMATO "PREMIER DURACELL", CONVIENE PROVARE A PORTARE A TERMINE LA LEGISLATURA FINO A SCADENZA NATURALE, A OTTOBRE 2027, QUANDO SARA' PIU' CHIARO L'ASSETTO DELLE FORZE IN CAMPO NELL'UNIONE EUROPEA - SPIRA UN VENTO DI DESTRA NELL'UE E SE MARINE LE PEN VINCESSE LE PRESIDENZIALI IN FRANCIA, I NEO-FRANCHISTI DI VOX ANDASSERO AL GOVERNO IN SPAGNA E LA CDU, SFANCULATO MERZ, CERCASSE UN ACCORDO CON LE SVASTICHELLE DI AFD, ALLORA ANCHE LA DUCETTA POTREBBE PIU' FACILMENTE "SVOLTARE A DESTRA" E CERCARE UN'ALLEANZA ELETTORALE CON VANNACCI - QUEL CHE OGGI APPARE COME UNA FOLLIA, DOMANI, CON UN'EUROPA "IN NERO" DIVENTEREBBE UNA MOSSA QUASI NATURALE. A QUEL PUNTO, FORZA ITALIA E LEGA NON POTRANNO CHE FARE PIPPA E INGOIARE L'AMARO BOCCONE...

tommaso calderone vannacci schifani tajani

DAGOREPORT - COME MAI IL FORZISTA TOMMASO CALDERONE TRASLOCA DA VANNACCI E DIVENTA IL NONO DEPUTATO DI FUTURO NAZIONALE? - AVVOCATO SICILIANO CAMPIONE DI PREFERENZE (NE HA RACCOLTE 11.200  NELL'ISOLA ALLE POLITICHE DEL 2022) E' ENTRATO IN CONFLITTO SIA CON IL GOVERNATORE RENATO SCHIFANI, SIA CON ANTONIO TAJANI, CHE NON GLI AVREBBERO GARANTITO IL POSTO DA CAPOLISTA ALLE PROSSIME ELEZIONI - SI TRATTA DEL TERZO SCIPPO DELL’EX GENERALE AI DANNI DI FORZA ITALIA DOPO GLI “ACQUISTI” DI ATTILIO PIERRO E DAVIDE BERGAMINI (ENTRAMBI PASSATI PURE DALLA LEGA) - PROTAGONISTA DI MOLTE BATTAGLIE CONTRO I MAGISTRATI, CALDERONE E’ VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA (UN SALTO DI QUALITA' PER VANNACCI E LA SUA “SPORCA DOZZINA”)

repubblica gedi mirja cartia d’asero kyriakou

DAGOREPORT – CHE ARIA TIRA ALLA “REPUBBLICA” DI ATENE? NELL’INCONTRO TRA IL CDR DEL QUOTIDIANO E L’AD DI GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO, È STATO CHIARITO IL METODO DEL NUOVO EDITORE GRECO, THODORIS KYRYAKOU: PIÙ PARTECIPAZIONE DEI GIORNALISTI, PERCHÉ IL RILANCIO NON PUÒ ESSERE CALATO DALL’ALTO, E SOPRATTUTTO ATTENZIONE AI CONTI – IL VERO INNESTO È SULL’INNOVAZIONE, CON L’INGRESSO DI VERONICA DIQUATTRO, MANAGER CON UN PASSATO IN SPOTIFY E GOOGLE, PER IL RILANCIO DEL DIGITALE – IL PIANO INDUSTRIALE 2027-2030: IL PAREGGIO DI BILANCIO IN TRE ANNI, SENZA LICENZIAMENTI E SENZA UN PREPENSIONAMENTO IN PIÙ RISPETTO A QUELLI GIÀ PREVISTI – IL PRIMO BANCO DI PROVA DEL NUOVO CORSO SARÀ IL LANCIO DI “REPUBBLICA EUROPE”...