milano fashion week 2020-16

C’ERA UNA VOLTA LA "MILANO FASHION WEEK" – COME ERANO BELLI I TEMPI DEI CAPEZZOLI DELLA CANALIS E DELLE SVALVOLATE VESTITE IN MANIERA IMPROPONIBILE IN STRADA: A MILANO LA SETTIMANA DELLA MODA È INIZIATA DA DUE GIORNI, MA NON SE N’È ACCORTO NESSUNO - CANCELLATA LA "VOGUE NIGHT", NIENTE ASSEMBRAMENTI E RIGIDI CONTROLLI SULLE MODELLE. ATTESO UN CENTINAIO DI COMPRATORI CONTRO LE MIGLIAIA CHE ARRIVAVANO DI SOLITO: SI PUNTA TUTTO SUL DIGITAL PER…- VIDEO

 

Claudia Guasco per "Il Messaggero"

 

milano fashion week 2020 9

C'era la Milano fashion week. Con le modelle in tram che passavano da un casting all'altro, le code per entrare alle sfilate, le influencer, gli eventi. Un mondo che il Covid ha spazzato via, ora ci sono nuove regole e un sistema ripensato per il distanziamento sociale.

 

La settimana della moda milanese, quella che riempiva i locali e faceva impazzire il traffico, è cominciata l’altro ieri ma in città in pochi se ne sono accorti. Cancellata la Vogue Night che illuminava il centro, persino Chiara Ferragni accusa il colpo e il suo ultimo post non è una passerella ma una foto del figlio. «È difficile organizzare le sfilate ma dobbiamo farlo, dobbiamo convivere con il virus, non possiamo aspettare che tutto si risolva», dice Carlo Capasa, presidente della Camera nazionale della moda.

milano fashion week 2020 7

 

TEST E MASCHERINE E allora ci si organizza. Racconta Fabio L., che seleziona le indossatrici: «Tutte le modelle prima di entrare devono effettuare il test rapido. Niente assembramenti alle selezioni, entrano una alla volta e solo con la mascherina. Le regole sono rigorose». Il dilagare dell'epidemia in Russia, Stati Uniti e Brasile ha imposto un blocco delle frontiere anche nella moda: nessuna ragazza proveniente dai Paesi a rischio sfilerà a Milano. Il calendario è fitto, con 64 passerelle di cui 41 virtuali, e 61 presentazioni (24 online).

milano fashion week 2020 6

 

Per la prima volta c'è anche Valentino, che per l'occasione lascia Parigi e sceglie Milano. Un segnale di incoraggiamento in un momento difficile, nel quale è atteso qualche centinaio di compratori contro le migliaia che arrivano di solito. I francesi vista l'evoluzione del contagio oltralpe sono in forse, i russi invece arriveranno grazie a un permesso speciale di 120 ore ottenuto grazie al consolato italiano.

 

 Si spera nel digital, che a luglio ha registrato 16 milioni di utenti e che ora punta a 20 milioni di appassionati da tutto il mondo. «La moda è la seconda industria italiana ed è quella che esporta di più, non possiamo non dare un impulso positivo, se ci chiudiamo in casa rischiamo di mandare a loro volta a casa tante famiglie - riflette Capasa - Tutti i brand hanno ricevuto istruzioni molto precise a tutela di tutti per convivere con il virus.

 

milano fashion week 2020 8

La moda è scesa in campo contro il Covid mettendo un sacco di soldi e producendo mascherine, ora è il momento di preservare le aziende. Per questo abbiamo chiesto misure opportune al governo, che purtroppo non sono specifiche, ma noi siamo i produttori del 41% della moda in Unione europea, siamo i primi e dobbiamo preservare questo tessuto. Ce la stiamo mettendo tutta, ora bisogna che lo facciano anche il governo e la Ue».

 

milano fashion week 2020 5

Stando alle previsioni di Confindustria per il 2020, il fatturato calerà tra il 27 e il 31% rispetto al 2019 e per il sistema moda allargato la forchetta stimata è tra il 27 e il 29%. «Speriamo che ci sia un recupero nella seconda parte dell'anno - si augura Capasa - I marchi che hanno una forte presenza in Asia stanno recuperando, meno chi ha i suoi mercati di riferimento in America ed Europa».

 

milano fashion week 2020 4

La pandemia, come spiega Giorgio Armani in una lettera aperta inviata il 3 aprile alla rivista di moda statunitense WWD, impone di ripensare il sistema: «L'emergenza in cui ci troviamo dimostra che l'unica via percorribile sia un attento e ragionato rallentamento. Il declino del sistema moda come noi lo conosciamo è iniziato quando il settore lusso ha adottato le modalità operative del fast-fashion dimenticando che il vero lusso richiede tempo. Io non voglio più lavorare così, è immorale».

milano fashion week 2020 2milano fashion week 2020 10milano fashion week 2020 11milano fashion week 2020 1milano fashion week 2020 16milano fashion week 2020 15milano fashion week 2020 12milano fashion week 2020 13milano fashion week 2020 14milano fashion week 2020 3

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…