matt hahn

L’INCREDIBILE STORIA DEL “LADRO-EROE” CHE HA FATTO ARRESTARE IL PEDOFILO – MATT HAHN CONSEGNA LE FOTO CHE INCHIODANO IL MOLESTATORE (“TOGLIETE QUESTO ANIMALE DALLA CIRCOLAZIONE”) ED EVITA L'ERGASTOLO – L’UOMO OGGI NON RUBA PIÙ, SI È SPOSATO E HA TROVATO LAVORO COME ELETTRICISTA, MENTRE IL PEDOFILO DA LUI INCASTRATO È ANCORA IN CELLA...

Michela Farina per il Corriere della Sera

 

matt hahn

Dopo una notte insonne, quella mattina di quindici anni fa Matt Hahn ha fatto la cosa giusta, contro il suo interesse immediato (e senza sapere che in realtà si stava assicurando il futuro). Ha preso la memory card rubata, l' ha messa in un borsellino rosa (affinché non passasse inosservata) e l' ha spedita alla polizia di Los Gatos, con un biglietto anonimo: «Proprietà di Robert Aitken, Wedgewood Drive: per favore, togliete questo animale dalla circolazione».

 

Matt ha agito d' impulso (senza offesa per gli animali) e per il disgusto, per quello che possono provocare, anche nella testa di un ladro che si muove sul filo dell' ergastolo, le immagini di una bambina di due anni molestata dall' uomo a cui ha appena rubato la cassaforte.

 

Potrebbe essere un film, una sceneggiatura alla Elmore Leonard. Una storia di due piccoli e grandi «bastardi» ai margini della dorata Silicon Valley. Matt Hahn è un ladro patentato, con una lunga scia di droga e due condanne alle spalle: per la legge californiana dei tre «strikes», se lo beccano un' altra volta rischia di finire dentro per sempre. Sa che, per uno come lui, la cosa migliore è farsi i cavoli propri.

 

Eppure quella dozzina di foto non gli danno pace. Non può andare dalla polizia, perché dovrebbe spiegare come le ha trovate: la notte del 28 febbraio 2005, Matt è entrato nella casa di uno sconosciuto uscendone con poco bottino: una pistola, documenti con il nome del proprietario. E la memory card, che forse contiene qualcosa di interessante, utile per un ricatto. Torna a casa, la «passa» al computer.

matt hahn

 

E scopra i vergognosi trofei pedofili di Robert Robbie Aitken, un ventiduenne che si riprende mentre abusa della figlia del suo capo (azienda nel settore informatico) mentre le fa da babysitter (è il suo padrino di battesimo).

 

Mentre il ladro mandava il borsellino alla polizia, il derubato denunciava il furto. Ai primi di marzo il cerchio si chiude: i detective di Los Gatos mandano a chiamare Aitken, gli mostrano le foto. E lui crolla. Un mese dopo, è il ladro a cadere nella rete dei detective. Viene sorpreso a rubare. Gli trovano la refurtiva.

 

Terzo strike , rischio ergastolo. Per Matt si mette male. Dodici nuovi capi d' imputazione (ma nulla sul furto della cassaforte del pedofilo). E lui allora si gioca forse l' unica cosa buona (e documentabile) che ha fatto di recente (a parte coinvolgere nell'«operazione borsellino» anche la madre, a cui però ha detto di aver trovato la scheda di memoria in un supermercato: «Mamma, dai un occhio alla tv se parlano di un pedofilo»). Il malvivente recidivo cala l' asso con i poliziotti: «Sono quello che vi ha fatto trovare Robbie Aitken».

pedofilo palpeggia bimba 5

 

Ma la legge è legge, e non è scontato introdurre un elemento di «baratto» nello schema dei tre strikes . La prima che osa parlarne è Dana Overstreet, la magistrata che nel 2006 rappresenta l' accusa nel processo Aitken (a casa sua sono stati trovati i vestiti della bambina, e un centinaio di foto illegali di pedopornografia): «Esiste l' onore tra i ladri - dice la magistrata -.

Per quanto mi riguarda, Matt Hahn è un eroe». E un eroe non può andare all' ergastolo.

Il processo al ladro gentiluomo non ha avuto grande seguito. Un po' in sordina, Matt è stato condannato a 14 anni. Ne sconta solo sette, nello stesso carcere in cui è rinchiuso (in una sezione a parte) Robert Aitken. Matt lo riconosce al di là del vetro, mentre Aitken non sa nulla di lui. Il destino di ciascuno è legato a quello dell' altro, la dannazione e la salvezza. Matt esce di galera dopo sette anni.

 

E come ha raccontato in questi giorni alla Bbc , cambia vita. Anche se ha studiato in carcere (i libri glieli portava la mamma della bambina vittima di abusi), è riuscito a trovare lavoro come elettricista.

pedofilo palpeggia bimba 6

 

Gli va bene così. Si è sposato, non ruba più. «Nella mia nuova vita succedono cose straordinarie», ha detto. Per non parlare di quella vecchia.

Ultimi Dagoreport

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...