eredita

L’ITALIA È IL PAESE DELLA RICCHEZZA RICEVUTA E NON CREATA - NELL'ARCO DI VENT'ANNI METÀ DEL PATRIMONIO DELLE FAMIGLIE, CIRCA 5 MILA MILIARDI DI EURO, PASSERÀ IN EREDITÀ PER CAUSE NATURALI: CASE E SOLDI DEI BABY BOOMER ANDRANNO AI FIGLI DELLA GENERAZIONI X E AI MILLENNIAL, OVVERO LA “GENERAZIONE MILLE EURO” – UN MOVIMENTO CHE CONGELERÀ LO STATUS QUO VISTO CHE...

Estratto dell’articolo di Filippo Santelli per “la Repubblica”

 

eredita 7

Il più grande trasferimento di ricchezza della storia umana è iniziato anche in Italia. Nell'arco di vent'anni metà del patrimonio delle famiglie, circa 5 mila miliardi di euro, passerà in eredità per cause naturali: dai baby boomer, gli italiani nati dopo la fine della Guerra che hanno lavorato, risparmiato e comprato case nell'era del miracolo economico e oggi hanno tra i 60 e i 78 anni, ai loro figli della generazione X, nati tra il 1965 e il 1980, o millennial, il quindicennio successivo.

 

eredita 5

Questa grande eredità compenserà in rendita quello che la "generazione mille euro", cresciuta nell'era del precariato e delle buste paga congelate, non ha guadagnato in reddito. Ma minaccia di far aumentare una diseguaglianza più importante, quella tra chi può e chi non può, e di rendere l'Italia sempre più luogo di ricchezza ricevuta anziché creata.

 

eredita 4

Intanto, in un Paese dove il Fisco chiede pochissimo alle eredità, la politica tutta ignora il tema, terrorizzata dall'idea di una tassa ancora più impopolare delle altre. Del resto è per scelte politiche se gli squilibri di questo grande trasferimento – fenomeno comune a tutto l'Occidente – in Italia sembrano più acuti. Tra il 1995 e il 2020 il flusso annuo di eredità è quintuplicato da 50 a 250 miliardi, valore che proiettato su vent'anni porta il totale a 5 mila miliardi. Nel frattempo gli introiti dall'imposta di successione sono rimasti al palo sotto il miliardo, picco toccato nel 2000 e mai più raggiunto.

 

eredita 6

È il risultato del taglio di aliquote deciso dal governo Amato, che eliminò pure la progressività, e dell'abolizione da parte del governo Berlusconi, prima che nel 2006 Prodi riportasse tutto indietro, ma solo di una casella. Negli ultimi anni le tasse sull'eredità si sono ridotte ovunque, me le nostre spiccano per "generosità" di aliquote e franchigie (sotto il milione non si paga), per le esenzioni su titoli di Stato e quote di controllo di società o holding, per gli immobili conteggiati a valore catastale e non di mercato. Ne risulta un gettito quattordici volte più basso che in Francia e cinque della Germania.

 

i figli di berlusconi eredità

Questa generosità è diventata evidente quando proprio Silvio Berlusconi si è spento, lasciando ai figli un'eredità stimata tra i 5 e i 6 miliardi di euro, su cui loro ne pagheranno appena 1,4 milioni di tasse.

 

Le elaborazioni dell'economista dell'Università di Roma Tre Salvatore Morelli, uno dei ricercatori che più hanno lavorato sul tema, mostrano che in Italia la quota delle eredità milionarie è sempre più rilevante. E se questa tendenza è globale, da noi si aggiunge il fatto che crescita e buste paga stagnano da decenni, cosa che ha fatto salire l'incidenza delle eredità quasi al 20% di tutti i redditi nazionali […]

 

eredita 3

Un'ereditocrazia in cui pochi ricevono tanto, e molti poco. E in cui anche chi eredita qualcosa rischia di non beneficiarne così tanto. Un po' perché l'aumento della speranza di vita ha ritardato il momento in cui si riceve il lascito. Un po' perché le eredità degli italiani sono fatte per metà di case: beni immobili anche di fatto, magari situati in aree svalutate e in cui i figli non vogliono vivere, ma che per essere venduti chiedono tempo e spese. Tutto ciò accentua le diseguaglianze: per le famiglie più povere le case contano di più, tra le più ricche sale la quota di patrimonio finanziario e aziendale […]

silvio berlusconi ereditàeredita 1L'EREDITA DI BERLUSCONI - MEME BY EMILIANO CARLIeredita - notaioLE LACRIME DI MARTA FASCINA - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIAmarta fascina - eredità berlusconi - memeeredita 2

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”