stal'in doner-4

IN RUSSIA NON SI MANGIA PIÙ PANE E COMUNISMO – I NOSTALGICI DEL REGIME SI INCAZZANO PER LA CHIUSURA DI "STAL’IN", IL FAST FOOD SPECIALIZZATO IN KEBAB DOVE IL CIBO VIENE SERVITO DA CAMERIERI VESTITI CON UNIFORMI DELLA POLIZIA SEGRETA SOVIETICA E IL FACCIONE DEL DITTATORE CAMPEGGIA SUGLI INCARTI DEL CIBO - LE AUTORITÀ MUNICIPALI PARLANO DI “MANCANZA DI RISPETTO PER LE VITTIME”, MA IL PROPRIETARIO…

Giuseppe D' Amato per "Il Messaggero"

 

stal'in doner 9

Hanno chiuso il fast food Stal'in, i nostalgici del vecchio regime sono furibondi ed hanno chiamato a raccolta i propri simpatizzanti a protestare pubblicamente per le strade.

La decisione delle autorità è stata francamente inattesa: nulla lasciava presagire un simile epilogo. «Non c' erano questioni legali aperte», ha tentato di giustificarsi il proprietario del locale moscovita, Stanislav Voltman, che aveva messo sull' insegna in bella mostra un ritratto del dittatore georgiano con i suoi leggendari baffi e con sotto la scritta Stal' in Donner, il classico gioco di parole e di assonanze con quell' apostrofo che nascondeva invero fini pubblicitari.

stal'in doner 8

 

I PRODOTTI Il fast food è - o meglio era - specializzato in kebab e, a quanto si dice, la qualità dei prodotti era apprezzata dalla clientela, servita da camerieri vestiti con uniformi della polizia segreta dei tempi sovietici. Il menù era tutto un programma, con piatti dedicati a famosi capi comunisti, appunto Stalin, il capo delle famigerate forze di sicurezza Lavrentij Berija, il segretario del Partito Nikita Chrusciov e così via.

stal'in doner 6

 

LE AUTORITÀ MUNICIPALI «È mancanza di rispetto verso la memoria delle vittime», hanno subito attaccato esponenti vicini a Memorial, una Ong attiva nella difesa dei diritti umani e specializzata in ricerche storiche. Quando sono iniziati i problemi, ha spiegato Voltman, la polizia lo aveva costretto a levare dall' insegna il disegno con il ritratto di Stalin, ma poi sono intervenute le autorità municipali che con una pressione colossale, a suo dire, hanno determinato la chiusura del locale. Le disavventure del proprietario del controverso fast food non sono, però, finite qui: la polizia di quartiere lo ha portato al commissariato per approfondire meglio alcuni aspetti particolari della questione, dopo che alcuni abitanti avevano presentato pure una denuncia.

 

stal'in doner 11

LA RIAPERTURA Voltman, tuttavia, non si arrende e programma di riaprire il suo fast food da qualche altra parte non appena riuscirà a trovare nuovo personale.

Due suoi camerieri lo hanno abbandonato dopo che sono iniziati i guai con la polizia. «Ci sono persone ha chiarito l' oste che sono interessate al mio progetto, ma non tutti sotto quelle insegne».

 

Furono milioni le persone che finirono a lavorare nei gulag, i campi di concentramento, sotto Stalin. Soltanto nel 1937, stando ad alcuni studi, il Grande Terrore, provocò la morte di 700mila cittadini sovietici. Negli anni Novanta numerose furono le ricerche storiche e dagli archivi sono letteralmente usciti gli orrori. Col nuovo secolo, invece, vi è stato il tentativo di riabilitare gradualmente l' immagine del padre dei popoli. Sono state messe in risalto la vittoria contro i nazisti nella Seconda guerra mondiale e la capacità di costruire una grande potenza, ponendo in secondo piano il prezzo per raggiungere tale obiettivo.

stal'in doner 10

 

IL SONDAGGIO Un recente sondaggio asserisce che il 70% dei russi dà un parere positivo del ruolo di Stalin nella storia. «Il potere di questo Paese - ha evidenziato Jan Rachinskij, capo di Memorial, - evita di dare un giudizio chiaro sulle attività di quel regime criminale». Nel programma del 2011 per il mantenimento del ricordo delle vittime della repressione vi era il punto - poi dimenticato nella redazione finale del documento - in cui era vietato utilizzare i nomi degli organizzatori del terrore nelle insegne pubbliche. Voltman ha usato quella dimenticanza.

stal'in doner 1

 

DIRITTI UMANI «Gli imprenditori dovrebbero pensarci un po' di più. Quella è una trovata di marketing infelice», ha commentato Valerij Fadeev, capo del Consiglio per i diritti umani presso la Presidenza federale. Di parere opposto a quello di Memorial è il partito per la Verità dello scrittore ed attivista politico Zakhar Prilepin, già amico di Eduard Limonov, assai adirato per la chiusura del fast food stalinista. «Memorial afferma cose false e tenta di riscrivere la storia», ha sostenuto l' intellettuale di estrema sinistra. La questione dello Stal' in Donner, promettono i nostalgici, non finisce qui.

stal'in doner 2stal'in doner 12stal'in doner 7stal'in doner 5stal'in doner 3stal'in doner 13

Ultimi Dagoreport

meloni piantedosi crosetto militari droni

FLASH! - DOPO 4 ANNI DI GOVERNO, L'ARMATA BRANCA-MELONI SI RITROVA I MARANZA IN RIVOLTA E INVECE DI PENSARE A VANNACCI E DI MILITARIZZARE LE STRADE DI MILANO CON 500-SOLDATI-500, TIPO STATO SUDAMERICANO, A CUI NON HA SAPUTO OPPORSI IL MINISTRO CROSETTO, PERCHE' CAPOCC IONI DI PALAZZO CHIGI NON PROVVEDONO A COPRIRE IL GRAVE DEFICIT DI ORGANICO NELLE FORZE DELL'ORDINE E ASSUMONO I 30MILA AGENTI CHE MANCANO ALL'APPELLO? - E POI, UNA MODESTA PROPOSTA: PERCHE' NON UTILIZZARE I DRONI, GIA' NELLA DISPONIBILITA' DEL MINISTERO DELLA DIFESA, PER MONITORARE LE CITTA' E CONTROLLARE L'ORDINE PUBBLICO? - INFINE, C'E' L'EXTREMA RATIO: DISCONNETTERE NELLA ZONA DELLA GUERRIGLIA I CELLULARI...

donald trump specchio meme

DAGOREPORT - CHE ARIA TIRA NEGLI USA IN VISTA DELLE MIDTERM? DONALD TRUMP HA TRASFORMATO IL VOTO IN UN REFERENDUM SU DI SÉ (“FATE FINTA CHE SULLA SCHEDA CI SIA IO”), E LO SARÀ: I DEMOCRATICI HANNO UNA CHANCE IRRIPETIBILE DI APPROFITTARE DELL’IMPOPOLARITÀ DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO E TRASFORMARLO IN UN’ANATRA ZOPPA, METTERLO SOTTO INCHIESTA E PORRE FINE ALLA FOLLIA DAZISTA E AUTORITARIA DI QUESTI DUE ANNI – I DEM SONO AVANTI SECONDO TUTTI I SONDAGGI: ALLA CAMERA AVRANNO PROBABLIMENTE UNA MAGGIORANZA, MA AL SENATO LE COSE CAMBIANO – LA SFIDA CRUCIALE: IL TEXAS. SE IL CANDIDATO DEM DOVESSE ESPUGNARE LA STORICA ROCCAFORTE DEL GOP, PER TRUMP SI METTE DAVVERO MALE – IL VOTO DEI LATINOS E GLI STATI DA TENERE D’OCCHIO...

valter lavitola placca palazzo chigi presidenza del consiglio

FLASH! – QUANTI MISTERI, VALTERINO! COS’HANNO TROVATO I CARABINIERI DURANTE LA PERQUISIZIONE A CASA DI LAVITOLA, IL 4 LUGLIO 2026? OLTRE A TRE CELLULARI (GIA' BEN RIPULITI DALLA MESSAGGISTICA CON RANUCCI), DUE CHIAVETTE USB, SVARIATI MANOSCRITTI E UN COMPUTER, SONO SBUCATI ANCHE DUE DISTINTIVI INTESTATI ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, BENCHE' PRIVI DEL TESSERINO CHE RIPORTA MATRICOLA E FOTO (E' BENE RICORDARE CHE ANCHE GLI AGENTI DEI SERVIZI DIPENDONO DA PALAZZO CHIGI) - COME, QUANDO E PERCHE' LAVITOLA E' RIUSCITO  A ENTRARE IN POSSESSO DI TALI "PLACCHE" (CHE NON ERANO IN USO ALL'EPOCA DEI SUOI RAPPORTI CON BERLUSCONI PREMIER)?

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....