achille lauro b947

SANREMO VENDE MODA – “VESTIRE ACHILLE LAURO È STATO COME PIAZZARE UNA BOMBA ALL'ARISTON" – IL SARTO CESAREO DI GUCCI, ALESSANDRO MICHELE: “ANNA OXA VESTITA DA UOMO, O A LOREDANA BERTÈ CON LA PANCIA FINTA. SONO QUEGLI EPISODI DI ROTTURA A ESSERE PASSATI ALLA STORIA, E PER QUESTO LAURO MORALMENTE HA VINTO - MI PIACEREBBE CHE LE DONNE FOSSERO AL CENTRO DEL PALCO PER CIÒ CHE SONO, NON PER L'ESSERE MOGLI O COMPAGNE DI, O IN NOME DEI LIKE RICEVUTI SU INSTAGRAM’’

alessandro michele 7

Serena Tibaldi per “la Repubblica”

 

Questo è stato il Festival di Achille Lauro. Meglio ancora, è stato il Festival di Achille Lauro vestito da Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci e ideatore di quello scandaloso stile "in bilico" - tra maschile e femminile, buono e cattivo gusto, misura ed esagerazione - che il cantante romano, 29 anni, ha incarnato perfettamente sul palcoscenico di Sanremo.

 

achille lauro con il copricapo di gucci

Assieme i due hanno concepito i 4 completi con cui Lauro s' è esibito, dallo pseudo-San Francesco in tutina di cristalli all' Elisabetta I con la gorgiera, passando per la Marchesa Casati e lo Ziggy Stardust di David Bowie. I dibattiti sul significato di quelle mise , e sull' opportunità di adoperarle in un contesto come il Festival, non si placano, ma forse nessuno ne può parlare con maggiore cognizione di causa di chi le ha disegnate.

 

achille lauro

Secondo molti quelle di Lauro più che esibizioni sono state performance, che hanno finito per offuscare la musica, sovrapponendole provocazioni ed esagerazioni. Cosa ne pensa?

«Si può separare la musica di Elton John dai suoi costumi? E quella di David Bowie, si può staccare dai suoi personaggi? E Renato Zero? Dividere il personaggio, la sua rappresentazione e la teatralità che ne deriva dalla voce è difficile. Sono operazioni "chirurgiche" che non mi piacciono, e che per me sono pure sbagliate: la messa in scena è vitale per la musica, senza la performance avremmo solo degli splendidi coristi».

 

achille lauro

Era facile immaginarsi la sorpresa che le quattro esibizioni avrebbero suscitato. Si aspettava questa reazione?

«Lo ammetto, ogni sera ero trepidante davanti alla tv in attesa di vedere cosa sarebbe accaduto. Non ho lavorato avendo Sanremo in mente, certo però sapevo che sarebbe stato come piazzare una bomba, metaforica, sul palco dell' Ariston. E mi sono divertito moltissimo».

 

Però è consapevole che il Festival è una cassa di risonanza che non ha eguali, musica o no.

achille lauro 4

«Sicuramente, lo dimostrano gli ascolti da record. Per Sanremo tutti hanno un' opinione su tutto, e ci tengono a dirla. Presentandosi lì Lauro è come se fosse sceso in piazza a protestare, solo che invece di farlo sotto casa sua è andato dritto in Parlamento. E il suo caso non è certo nemmeno il primo in questo senso: penso ad Anna Oxa vestita da uomo, o a Loredana Bertè con la pancia finta. Sono quegli episodi di rottura a essere passati alla storia, e per questo Lauro moralmente ha vinto. Ecco, io non sarei mai andato a Sanremo per vestire la donna che accompagna il presentatore».

alessandro michele, lana del rey e jared leto

 

Come mai?

«È la figura della valletta in sé che mi lascia perplesso: non perché non ci debbano essere, ognuno è libero di fare ciò che vuole, ci mancherebbe, ma mi piacerebbe che le donne fossero al centro del palco per ciò che sono, non per l' essere mogli o compagne di, o in nome dei like ricevuti su Instagram. Forse ci si dovrebbe fare un esame di coscienza sul perché ancora accada, e sul perché ci siano ancora certi stereotipi».

 

Per il suo lavoro, la musica cosa rappresenta?

ALESSANDRO MICHELE E HARRY STYLES

«Io sono quello che sono per la musica: guardavo ai musicisti sul palco e nella vita di tutti i giorni, e sognavo di vestirli. I miei idoli non erano Armani e gli stilisti, perché per la mia generazione quello era un mondo chiuso, destinato solo a una certa classe sociale. Perciò volevo fare il costumista, solo più tardi ho capito che mi sarebbe piaciuto fare abiti per tutti, non solo chi suona. E poi la musica è emotiva, e io vivo i miei vestiti in maniera emotiva: è naturale che i due mondi per me siano così connessi».

 

achille lauro

Achille Lauro è solo l' ultimo artista, in ordine di tempo, a legarsi al suo mondo.

«A lui non basta la musica esattamente come a me non bastano i vestiti. Così com' è già accaduto con Harry Styles e Jared Leto, Achille è diventato un altro interprete del mio linguaggio, dal rifiuto dell' estetica machista imperante in poi (ha fatto molto parlare l' invettiva contro la mascolinità tossica pubblicata dall' artista sul proprio profilo Instagram dopo la prima serata, ndr ).

Il compito della mia moda oggi è fare da circuito elettrico che collega tutti loro. E io sono una specie d' elettricista, quello che dà la corrente».

Achille Lauroachille lauro boss doms 1achille lauro 8achille lauro 4Achille Lauroachille lauro 6achille lauro achille lauroachille lauro boss doms 2

Ultimi Dagoreport

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…

theodore kyriakou la repubblica mario orfeo gedi

FLASH! – PROCEDE A PASSO SPEDITO L’OPERA DEI DUE EMISSARI DEL GRUPPO ANTENNA SPEDITI IN ITALIA A SPULCIARE I BILANCI DEI GIORNALI E RADIO DEL GRUPPO GEDI (IL CLOSING È PREVISTO PER FINE GENNAIO 2026) - INTANTO, CON UN PO’ DI RITARDO, IL MAGNATE GRECO KYRIAKOU HA COMMISSIONATO A UN ISTITUTO DEMOSCOPICO DI CONDURRE UN’INDAGINE SUL BUSINESS DELLA PUBBLICITÀ TRICOLORE E SULLO SPAZIO POLITICO LASCIATO ANCORA PRIVO DI COPERTURA DAI MEDIA ITALIANI – SONO ALTE LE PREVISIONI CHE DANNO, COME SEGNO DI CONTINUITÀ EDITORIALE, MARIO ORFEO SALDO SUL POSTO DI COMANDO DI ‘’REPUBBLICA’’. DEL RESTO, ALTRA VIA NON C’È PER CONTENERE IL MONTANTE ‘’NERVOSISMO’’ DEI GIORNALISTI…