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SAPETE PERCHÉ OGNI GIORNO VENITE CHIAMATI DA QUALCHE CALL CENTER, ORMAI QUASI SEMPRE IN ALBANIA? TUTTA COLPA DI QUELLE TRE CASELLINE ALLA FINE DEI CONTRATTI (SPESSO ONLINE): UNA È OBBLIGATORIA, LA SECONDA RIGUARDA L'AZIENDA CON CUI STATE TRATTANDO, L'ULTIMA SPALANCA LE PORTE AI ''TERZI'' A CUI I VOSTRI DATI VENGONO VENDUTI ALLEGRAMENTE. MA ORA IL GOVERNO PREPARA LO STOP ANCHE SUI CELLULARI AL TELEMARKETING AGGRESSIVO E SPESSO TRUFFALDINO 

Francesca Paggio per l'ANSA

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Sarà possibile dire stop alle chiamate 'moleste', anche sui cellulari e sui numeri fissi che non compaiono sugli elenchi pubblici. L'ultimo argine al telemarketing aggressivo effettuato da molte aziende di servizi arriva con un regolamento approvato dal Consiglio dei ministri che amplia l'ambito di applicazione delle regole attualmente previste dal "Registro delle opposizioni".

 

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Una misura che arriva proprio nel giorno della multa da 11,5 milioni a Eni gas e luce e che porterà la platea di chi vorrà opporsi dagli attuali 13 milioni di recapiti alla bellezza di 100 milioni. Il regolamento interviene su una materia già da tempo normata da altri due provvedimenti: il primo del 2010 che riguardava solo le linee fisse contenute negli elenchi e il secondo del 2018 che allargava l'ambito anche alla "posta cartacea".

 

Stando alla bozza entrata in Cdm, l'articolo 2 del nuovo regolamento, invece, si riferisce esplicitamente "al trattamento di tutte le numerazioni telefoniche nazionali fisse e mobili" che vengono contattate per inviare "materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale". Insomma, tutte quelle telefonate che ogni italiano riceve giornalmente senza sapere perché.

 

Il perché, in realtà, è presto detto: il diavolo, infatti, sta nascosto nei dettagli dei contratti che ciascun italiano firma nell'arco della sua vita e che, a piè di pagina, offrono la possibilità di mettere tre firme relative alla privacy, una delle quali è quella "incriminata". Si tratta infatti della cessione "a terzi" per finalità di marketing del proprio numero di telefono: una firma che spalanca le porte in pratica a tutti coloro a cui il nostro numero viene, legittimamente, ceduto e su cui è praticamente impossibile fare retromarcia dal momento spesso si tratta di centinaia di società.

 

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Con le nuove norme sarà invece presto possibile iscriversi al nuovo registro (su web o per telefono) e, con un semplice tratto di penna, 'resettare' la propria posizione annullando il consenso precedentemente accordato. A quel punto le aziende che vorranno chiamare gli utenti dovranno prima controllare sul registro se questi non si sono opposti. Resta ferma la possibilità di limitare l'opposizione, autorizzando di fatto determinate società (di solito quelle di cui siamo clienti) a contattarci per le normali procedure commerciali. Per arrivare a questo, però, ci vorrà un po' di tempo.

 

Attualmente il registro delle opposizioni è gestito dalla Fondazione Bordoni, che ha ricevuto l'incarico dal Mise: il ministero potrà di nuovo rivolgersi a terzi (quindi non è escluso che la Fondazione Bordoni prosegua), ma solo dopo una consultazione con operatori e associazioni dei consumatori. In ogni caso il tutto dovrà partire il primo dicembre di quest'anno.

 

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E proprio la lunghezza dei tempi necessari allarma l'Unione nazionale dei consumatori, che avverte: "Gli italiani sono stufi di telefonate indesiderate e attivazioni di servizi non richiesti. La condanna del Garante della Privacy attesta l'urgenza del problema". Il riferimento è alla sanzione da 11,5 milioni inflitta, proprio per violazioni alle norme sul telemarketing e per contratti non richiesti, a Eni gas e luce, che ha subito annunciato il ricorso.

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