scandalo sanita in umbria duca franconi valorosi

SCANDALO SANITÀ IN UMBRIA, L’AFFARE SI INGROSSA - GLI INDAGATI PER LE ASSUNZIONI PILOTATE NEGLI OSPEDALI DI PERUGIA SAPEVANO DELL'INCHIESTA A LORO CARICO, E DI ESSERE INTERCETTATI AL PUNTO DI CERCARE E TROVARE LE MICROSPIE IN UFFICIO - PER I PM, FURONO AVVERTITI DALL'EX SOTTOSEGRETARIO ALL'INTERNO, GIANPIERO BOCCI - LA SPARTIZIONE DEI POSTI: “LE SISTEMAMO TUTTE E TRE COSÌ ABBIAMO FATTO CONTENTI TUTTI...TANTO BENE È VENUTA, UN BIJOUX”

SCANDALO SANITA IN UMBRIA

Giovanni Bianconi per il “Corriere della Sera”

 

Non soltanto gli indagati per le assunzioni pilotate negli ospedali di Perugia sapevano dell' inchiesta a loro carico, e di essere intercettati al punto di cercare e trovare le microspie in ufficio; avvertiti - secondo i pubblici ministeri - dall' ex sottosegretario al ministero dell' Interno Gianpiero Bocci. Nel «torbido sistema» messo in piedi per gestire i concorsi, potevano contare anche sulla «collaborazione» delle persone danneggiate in favore dei raccomandati, che appena interrogati come testimoni andavano a riferire agli interessati il contenuto delle loro dichiarazioni.

 

GIANPIERO BOCCI

È successo quando due donne escluse per fare posto all'amante dell'ormai ex direttore generale dell' azienda ospedaliera Emilio Duca hanno raccontato di essere state sentite dalla polizia giudiziaria proprio a Duca e alla sua amica. Per i pm si tratta di un episodio «grave e significativo», perché dimostra che due persone «penalizzate nell' ambito di una procedura selettiva per un incarico di prestigio, hanno temuto che le loro dichiarazioni fossero male accolte dal sistema di potere che gestisce con criteri non trasparenti il sistema sanitario».

 

Nelle oltre 500 pagine dell'atto d'accusa con cui la Procura di Perugia aveva chiesto il carcere per quattro indagati e gli arresti domiciliari per altri dodici, ottenendo dal giudice solo quattro domiciliari e sei misure interdittive, è descritto «un quadro avvilente di totale condizionamento della sanità pubblica agli interessi privatistici e alle logiche clientelari politiche»; nonché «uno stabile e consolidato asservimento della dirigenza sanitaria agli interessi di parte della locale classe politica».

 

EMILIO DUCA

L'obiettivo dei politici è il consenso elettorale; quello dei dirigenti «acquisire consenso presso i propri referenti politici e conseguentemente assicurarsi il mantenimento dell' attuale posizione lavorativa». Conclusione: «Il criterio della selezione per merito non esiste, o meglio è stato bandito dall' Ospedale di Perugia. E che ciò avvenga in un settore così nevralgico ed importante per la vita e la salute dei cittadini quale il servizio sanitario rende tali condotte ancora più odiose».

 

In un colloquio registrato, Duca confessa che se fosse intercettato verrebbero fuori «cinque reati ogni ora» e gli inquirenti gli danno amaramente ragione. Hanno chiesto gli arresti alla vigilia delle elezioni, ma anche della scadenza per il rinnovo delle cariche nella Sanità umbra: secondo i pm era giunto per i dirigenti il momento «di incassare i "crediti" maturati con la politica» a suon di raccomandazioni giunte a buon fine. E dalle intercettazioni s' intuisce come il «sistema» non fosse limitato agli ospedali.

CATIUSCIA MARINI E GIANPIERO BOCCI

 

Il 7 maggio 2018, Duca evocava con Moreno Conti, componente della direzione regionale del Pd e «factotum di Bocci», il «rischio di andarci a finì in galera, per cui cercamo de fà le cose prudenti». E Conti rassicura: «Io quando esco da qua manco mi ricordo di esserci venuto. Anche perché adesso devo andare all' Agenzia delle Entrate a portà a un altro... per Gianpiero (Bocci, ndr ), perché c' è un concorso anche all' Agenzia delle Entrate». Duca dice che la cosa interessa pure sua figlia, «se c' ho bisogno me muovo», e Conti lo incita: «Ma tu diglielo che Gianpiero è messo bene lì... per le Entrate Gianpiero è messo molto bene».

 

La assunzioni pilotate avvenivano secondo rigide spartizioni tra le diverse anime del partito egemone. Nel concorso per cui è indagata la presidente della Regione Catiuscia Marini, gli investigatori della Guardia di finanza hanno ascoltato in diretta l' incontro in cui la governatrice avrebbe ricevuto le domande per l' esame da recapitare alla sua candidata (circostanza che lei nega).

LUCA BARBERINI

 

«Tu ce l'hai tutte?» chiede la presidente, e Duca spiega: «Ci sono tre prove. La prima sarà la più selettiva, quindi è naturale che se non ci attrezziamo...». Poi si parla di una busta, e in un' altra circostanza Duca confessa a un diverso interlocutore: «Ho portato le domande alla Marini (...) Adesso vedemo com' è la situazione...su 'ste cose è sempre un casino... a me m' ammazza, questo è il problema».

 

Quando capisce di poter sistemare sia la candidata della Marini che quelli di Bocci e dell' ex assessore Barberini, Duca esulta con il direttore amministrativo Maurizio Valorosi: «Le sistemamo tutte e tre così abbiamo fatto contenti tutti... tanto bene è venuta, un bijoux». Anche Valori è contento, e in un' altra circostanza aveva spiegato il diverso valore delle raccomandazioni, a seconda della provenienza: «Se me lo chiede Barberini mi pesa eccetera, e qualcosa famo. Se lo chiede Mirabassi (vicepresidente del Consiglio comunale, ndr ) non me ne frega 'na sega».

Ultimi Dagoreport

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!

olocausto antonino salerno

IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO”, FIRMATO DA TALE ANTONINO SALERNO, DIVENTA UN MISTERO: CONTATTATA DA DAGOSPIA, LA CASA EDITRICE "MIMESIS" PRECISA CHE "L’AGILE PAMPHLET" DA 1400 PAGINE NON È MAI STATO PUBBLICATO, NÉ LO SARÀ PIÙ, DOPO LA MAIL DI UN LETTORE A QUESTO DISGRAZIATO SITO – SE IL LIBRO, COME DICE “MIMESIS” ERA ANCORA IN FASE DI REVISIONE, E NON SAREBBE STATO PUBBLICATO PRIMA DI ALCUNI MESI, COME MAI IL 30 GENNAIO L’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA AVEVA PROGRAMMATO UNA PRESENTAZIONE? SI PRESENTA UN LIBRO CHE NON E' STATO NEANCHE STAMPATO? – CHI È DAVVERO ANTONINO SALERNO? IN RETE SI TROVA SOLO UN "ANTONIO SALERNO", MA TRATTASI DI UN DIPENDENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, DIRETTORE DI VARI MUSEI ARCHEOLOGICI IN CAMPANIA - E' LUI O NON E' LUI? L'AUTORE E' IGNOTO PERSINO ALLA STESSA CASA EDITRICE E A FRANCO CARDINI CHE, DEL LIBRO, HA SCRITTO LA PREFAZIONE (UN DELIRANTE TESTO IN CUI ARRIVA A DIRE: "SULLA SHOAH ESISTE UNA 'VERITA'' UFFICIALE INCERTA E LACUNOSA...")

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!

donald trump peter thiel mark zuckerberg elon musk jordan bardella giorgia meloni nigel farage

DAGOREPORT – PER IL “T-REX” TRUMP (COPYRIGHT GAVIN NEWSOM) I SOVRANISTI EUROPEI SONO DINOSAURI VICINI ALL’ESTINZIONE. È LA MORTE DI QUELLA BANALE DIALETTICA CHE CI TRANQUILLIZZAVA (TIPO MELONI CONTRO SCHLEIN) A FAVORE DELLA POLITICA DEL CAOS: TU PRENDI L’UCRAINA, IO TOLGO MADURO DAL VENEZUELA, PRENDO LA GROENLANDIA E UN TERZO CONTINENTE A SCELTA – CON IL PRESIDENTE AMERICANO INTERESSATO SOLO AL BUSINESS E AGLI AFFARI (CHI INCASSERÀ I 20 MILIARDI “DONATI” DAGLI STATI PER L’ONU PRIVATA CHIAMATA “BOARD OF PEACE”?), E IN PROCINTO DI ANNETTERE LA GROENLANDIA, CON O SENZA ARMI, PURE CHI VEDEVA IN LUI UN CONDOTTIERO SI È DOVUTO RICREDERE. E COSÌ, DA BARDELLA A FARAGE, FINO ALLA MELONI CON I SUOI SUSSURRI IMBARAZZATI, I MAL-DESTRI EUROPEI HANNO CAPITO DI ESSERE SOLO PREDE PRONTE PER ESSERE DIVORATE DALLE FAUCI DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO

giampaolo rossi fiorello cucina

FLASH – È MAI POSSIBILE CHE FIORELLO SI METTA A CUCINARE NELLA SUA STANZA DI VIA ASIAGO, IN BARBA ALLE NORME DI SICUREZZA SUL LAVORO, E CHE I DIRIGENTI RAI NON PROFERISCANO PAROLA AL RIGUARDO? LA RAI È UNA TV PUBBLICA, E NESSUNO, NEMMENO FIORELLO, PUÒ FARE COME GLI PARE SENZA DARE LE DOVUTE SPIEGAZIONI - LA DOMANDA VERA, IN FONDO, È: CHI È IL VERO CIALTRONE? CHI CUCINA IN UFFICIO SENZA AUTORIZZAZIONE? I DIRIGENTI CHE SENZA AVERLO AUTORIZZATO TACCIONO? OPPURE, C’È QUALCHE CAPOCCIONE DELLA RAI CHE HA PERMESSO A FIORELLO DI SPADELLARE A VIA ASIAGO, ALLA FACCIA DELLE REGOLE DELLA TV PUBBLICA? DAGOSPIA ASPETTA RISPOSTE...

fiorello cucina

FOTO FLASH – MA FIORELLO IN RAI SI SENTE IL PADRONE DI CASA? SONO DUE GIORNI CHE CUCINA NELLA SUA STANZETTA DI VIA ASIAGO, ANCHE SE È VIETATO DALLE REGOLE AZIENDALI (SOPRATTUTTO IN QUESTO MOMENTO, CON ATTENZIONE ALLE STELLE ALLE MISURE DI SICUREZZA ANTI INCENDIO DOPO LA STRAGE DI CRANS MONTANA) – FIORELLO AVEVA ANCHE PUBBLICATO UNA STORIA SU INSTAGRAM MA POI L’HA RIMOSSA - FORSE QUALCUNO GLI HA FATTO NOTARE CHE NON PUO’ SPADRONEGGIARE COME GLI PARE, NONOSTANTE LA RAI CON LUI SIA SEMPRE APPECORONATA...