ferrari 166 inter

E SE VI DICESSIMO CHE LA FERRARI PIÙ ANTICA DEL MONDO È STATA RITROVATA IN NUOVA ZELANDA?  È UNA 166 INTER DEL 1948 ED È ANCORA FUNZIONANTE GRAZIE A UNA COPPIA CHE NON SI È ARRESA DAVANTI ALLA DIFFICOLTÀ, RIUSCENDO A RESTAURARLA - SI TRATTA DELLA QUARTA AUTO IN ASSOLUTO USCITA DAI CANCELLI DI MARANELLO, UN GIOIELLO RARO CHE VIENE USATA REGOLARMENTE DOPO ESSERE RIMASTA FERMA PER 23 ANNI – LA STORIA DELLA MACCHINA…

Estratto dell'articolo di Andrea Paoletti per www.corriere.it

 

Momento magico

ferrari 166 inter 4

Immaginate di essere a bordo di una Ferrari Purosangue durante un viaggio organizzato dalla Casa di Maranello tra gli spettacolari paesaggi che offre la Nuova Zelanda. Già così sembra un sogno, ma quando, durante una sosta, si è materializzata una 166 Inter, il primo modello della storia del Cavallino Rampante, si è verificato uno di quei momenti irripetibili che sfiorano la magia.

 

La quarta Ferrari prodotta

L’elegante e attempata sportiva infatti, con il numero di serie 007-S, è infatti risultata essere la quarta auto stradale prodotta dalla Ferrari, quando gli stabilimenti non avevano nemmeno due anni. La consuetudine di usare cifre pari per le vetture da corsa e dispari per quelle stradali ha infatti portato a questa scoperta, in quanto la 001 e la 003 sono andate perdute e la 005 si trova invece al Museo Ferrari di Maranello. […]

ferrari 166 inter 5

 

Degli oltre 75 anni della sua vita, iniziata nel 1948, ha passato gli ultimi 30 con la stessa coppia di proprietari, due americani appassionati ferraristi (possiedono anche una 330 GT e una 330 GTC) che vivono in Nuova Zelanda. Prima di arrivare così lontano dalla natia Emilia, la 166 Inter era stata nelle mani di tre italiani, dei quali il terzo, Pietro Barbetti, partecipò anche alla Mille Miglia del 1952, classificandosi al 20° posto. È dall’anno dopo però che le cose diventano complicate, perché, nelle mani di Henry Bartecchi, capitano dell'esercito americano, è vittima di un incidente, tanto da necessitare riparazioni alla Carrozzeria Touring di Milano, da dove, nel 1954, inizia il suo giro per il mondo.

ferrari 166 inter 7

 

Il nuovo proprietario, l’avvocato Bob McKinsey prende la decisione di smontare telaio e carrozzeria per spedirla, via nave, oltreoceano. La difficoltà del restauro fa in modo che quest’ultima finisca purtroppo abbandonata per due anni in un campo e quando, nel 1956, Thomas Wiggins, terzo americano ad acquistarla, capisce che non è recuperabile, decide di tenere solamente la meccanica. Passeranno addirittura 15 anni prima che Wiggins riesca a trovare una scocca adatta, una carrozzeria coupé che era una delle sole cinque realizzate per la Ferrari dagli Stabilimenti Farina.

 

ferrari 166 inter 2

Ferma per altri 23 anni

Anche questa però necessitava di un accurato restauro e, per l’ennesima volta, tutto si ferma, per altri 23 anni, quando, arrivati al 1994, Wiggins è costretto a gettare la spugna e abbandonare il sogno di mettersi alla guida di una vettura dalla classe innata e dal temperamento focoso. La 166 Inter è infatti dotata di un V12 realizzato interamente in lega e che produceva prestazioni elevate per l'epoca: 110 CV con una cilindrata di soli 2 litri, ovvero 166 cc per cilindro, da cui il nome.

 

amanda la proprietaria della ferrari 166 inter 3

Con Amanda la 166 torna in vita

E si arriva così ad Amanda e al marito «Phips» che, proprio poco dopo il loro trasferimento, trovarono l’annuncio di vendita, riuscendo, dopo sei mesi di trattative, a farsi spedire tutti i pezzi per provare a rimettere insieme questo affascinante puzzle e riportare in vita la 166 Inter. Nel 1997, terminato il restauro e in occasione del cinquantennale di Maranello, la coppia ha fatto spedire la vecchietta rimessa a nuovo in Italia, dove è stata una delle protagoniste delle celebrazioni e da allora ha percorso oltre 50.000 chilometri.

ferrari 166 inter 1

[…]

ferrari 166 inter 6

Ultimi Dagoreport

andrea orcel gaetano caltagirone carlo messina francesco milleri philippe 
donnet nagel generali

DAGOREPORT - COSA FRULLAVA NELLA TESTA TIRATA A LUCIDO DI ANDREA ORCEL QUANDO STAMATTINA ALL’ASSEMBLEA GENERALI HA DECISO IL VOTO DI UNICREDIT A FAVORE DELLA LISTA CALTAGIRONE? LE MANGANELLATE ROMANE RICEVUTE PER L’OPS SU BPM, L’HANNO PIEGATO AL POTERE DEI PALAZZI ROMANI? NOOO, PIU' PROBABILE CHE SIA ANDATA COSÌ: UNA VOLTA CHE ERA SICURA ANCHE SENZA UNICREDIT, LA VITTORIA DELLA LISTA MEDIOBANCA, ORCEL HA PENSATO BENE CHE ERA DA IDIOTA SPRECARE IL SUO “PACCHETTO”: MEJO GIRARLO ALLA LISTA DI CALTARICCONE E OTTENERE IN CAMBIO UN PROFICUO BONUS PER UNA FUTURA PARTNERSHIP IN GENERALI - UNA VOLTA ESPUGNATA MEDIOBANCA COL SUO 13% DI GENERALI, GIUNTI A TRIESTE L’82ENNE IMPRENDITORE COL SUO "COMPARE" MILLERI AL GUINZAGLIO, DOVE ANDRANNO SENZA UN PARTNER FINANZIARIO-BANCARIO, BEN STIMATO DAI FONDI INTERNAZIONALI? SU, AL DI FUORI DEL RACCORDO ANULARE, CHI LO CONOSCE ‘STO CALTAGIRONE? – UN VASTO PROGRAMMA QUELLO DI ORCEL CHE DOMANI DOVRA' FARE I CONTI CON I PIANI DELLA PRIMA BANCA D'ITALIA, INTESA-SANPAOLO…

donald trump ursula von der leyen giorgia meloni

DAGOREPORT - UN FACCIA A FACCIA INFORMALE TRA URSULA VON DER LEYEN E DONALD TRUMP, AI FUNERALI DI PAPA FRANCESCO, AFFONDEREBBE IL SUPER SUMMIT SOGNATO DA GIORGIA MELONI - LA PREMIER IMMAGINAVA DI TRONEGGIARE COME MATRONA ROMANA, TRA MAGGIO E GIUGNO, AL TAVOLO DEI NEGOZIATI USA-UE CELEBRATA DAI MEDIA DI TUTTO IL MONDO. SE COSÌ NON FOSSE, IL SUO RUOLO INTERNAZIONALE DI “GRANDE TESSITRICE” FINIREBBE NEL CASSETTO, SVELANDO IL NULLA COSMICO DIETRO AL VIAGGIO ALLA CASA BIANCA DELLA SCORSA SETTIMANA (L'UNICO "RISULTATO" È STATA LA PROMESSA DI TRUMP DI UN VERTICE CON URSULA, SENZA DATA) - MACRON-MERZ-TUSK-SANCHEZ NON VOGLIONO ASSOLUTAMENTE LA MELONI NEL RUOLO DI MEDIATRICE, PERCHÉ NON CONSIDERANO ASSOLUTAMENTE EQUIDISTANTE "LA FANTASTICA LEADER CHE HA ASSALTATO L'EUROPA" (COPY TRUMP)...

pasquale striano dossier top secret

FLASH – COM’È STRANO IL CASO STRIANO: È AVVOLTO DA UNA GRANDE PAURA COLLETTIVA. C’È IL TIMORE, NEI PALAZZI E NELLE PROCURE, CHE IL TENENTE DELLA GUARDIA DI FINANZA, AL CENTRO DEL CASO DOSSIER ALLA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (MAI SOSPESO E ANCORA IN SERVIZIO), POSSA INIZIARE A “CANTARE” – LA PAURA SERPEGGIA E SEMBRA AVER "CONGELATO" LA PROCURA DI ROMA DIRETTA DA FRANCESCO LO VOI, IL COPASIR E PERSINO LE STESSE FIAMME GIALLE. L’UNICA COSA CERTA È CHE FINCHÉ STRIANO TACE, C’È SPERANZA…

andrea orcel francesco milleri giuseppe castagna gaetano caltagirone giancarlo giorgetti matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - IL RISIKONE È IN ARRIVO: DOMANI MATTINA INIZIERÀ L’ASSALTO DI CALTA-MILLERI-GOVERNO AL FORZIERE DELLE GENERALI. MA I TRE PARTITI DI GOVERNO NON VIAGGIANO SULLO STESSO BINARIO. L’INTENTO DI SALVINI & GIORGETTI È UNO SOLO: SALVARE LA “LORO” BPM DALLE UNGHIE DI UNICREDIT. E LA VOLONTÀ DEL MEF DI MANTENERE L’11% DI MPS, È UNA SPIA DEL RAPPORTO SALDO DELLA LEGA CON IL CEO LUIGI LOVAGLIO - DIFATTI IL VIOLENTISSIMO GOLDEN POWER DEL GOVERNO SULL’OPERAZIONE DI UNICREDIT SU BPM, NON CONVENIVA CERTO AL DUO CALTA-FAZZO, BENSÌ SOLO ALLA LEGA DI GIORGETTI E SALVINI PER LEGNARE ORCEL – I DUE GRANDI VECCHI DELLA FINANZA MENEGHINA, GUZZETTI E BAZOLI, HANNO PRESO MALISSIMO L’INVASIONE DEI CALTAGIRONESI ALLA FIAMMA E HANNO SUBITO IMPARTITO UNA “MORAL SUASION” A COLUI CHE HANNO POSTO AL VERTICE DI INTESA, CARLO MESSINA: "ROMA DELENDA EST"…