mauro moretti

I SETTE ANNI INFLITTI IN APPELLO A MAURO MORETTI PER LA STRAGE DI VIAREGGIO SONO ARRIVATI CON DUE NOVITÀ RISPETTO AL PRIMO GRADO: IL MANAGER È STATO CONDANNATO NON SOLO COME EX AD DI RFI, LA CONTROLLATA CHE GESTISCE I BINARI, MA ANCHE COME EX AD DI FS, CIOÈ LA CAPOGRUPPO CHE CONTROLLA RFI E TRENITALIA (LA SOCIETÀ CHE FA CIRCOLARE I TRENI). DALL'ALTRA PARTE, LA CORTE HA ASSOLTO IL GRUPPO DI DIREZIONE TECNICA DI RFI CHE IN PRIMO GRADO AVEVA RIPORTATO MOLTE CONDANNE…

Antonella Baccaro per il “Corriere della sera”

 

mauro moretti foto mezzelani gmt 40

«Amareggiato». «Scosso». Mauro Moretti, 65 anni, ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e prima di Rete ferroviaria italiana (infine di Leonardo fino al 2017), ha saputo dal suo avvocato Armando D'Apote della conferma della sua condanna a sette anni da parte della Corte di appello di Firenze nel processo sulla strage ferroviaria di Viareggio.

 

Quell' aula in cui i parenti delle vittime hanno coperto 32 sedie con altrettante magliette, ciascuna con l'effigie di ognuno dei congiunti scomparsi il 29 giugno di dieci anni fa; quell'aula in cui pure si è seduto durante il dibattimento per protestare la propria innocenza e «per questo» rinunciare alla prescrizione, ieri Moretti non l'ha voluta vedere. Così non ha assistito neppure ai pianti e agli abbracci dei parenti delle vittime quando il verdetto è stato pronunciato.

MAURO MORETTI

 

Sette anni per Mauro Moretti, imputato per disastro, omicidio plurimo colposo, lesioni colpose e incendio. Con due novità rispetto alla sentenza di primo grado del Tribunale di Lucca: da una parte il manager è stato condannato non solo come ex amministratore delegato di Rfi, la controllata che gestisce i binari, ma ora anche come ex ad di Fs, cioè la capogruppo che controlla Rfi e Trenitalia (la società che fa circolare i treni). Dall' altra parte, la Corte d'appello ha assolto il gruppo di direzione tecnica di Rfi che in primo grado aveva riportato molte condanne.

 

Così, nei primissimi ragionamenti fatti con i suoi collaboratori, seguiti allo choc iniziale, dopo aver messo da parte l'irritazione per certi commenti sulla sentenza, come quelli trionfalistici di alcuni membri del M5S, si sono cominciate a fare strada alcune perplessità. La domanda che circolava fra il manager e le persone a lui più vicine è come sia possibile «condannare il vertice di un'azienda che ha preso delle decisioni organizzative di carattere generale» e assolvere invece i tecnici, cioè chi materialmente ha agito, decidendo di volta in volta come applicare al caso specifico tali decisioni necessariamente generiche?

MAURO MORETTI

 

E ancora: se questi tecnici invece sono stati assolti perché quel carrello maledetto che provocò l'esplosione era stato fornito fallato da una ditta straniera, che aveva presentato un certificato di revisione truffaldino, cosa avrebbe potuto fare di più il vertice dell'azienda?

 

strage viareggio9

Domande che reggeranno probabilmente il prossimo e ultimo ricorso, quello in Cassazione. Intanto qualcuno ieri, nell'entourage vicino a Moretti, si sarebbe spinto fino al punto di definire «politica» la sentenza. Politica perché non tecnica, in quanto prescinderebbe dal fatto in sé, basandosi invece su «una sorta di automatismo», previsto da una norma del 2001, per cui, se avviene un disastro in un'azienda, questo va riportato per forza a una «responsabilità oggettiva» dei suoi vertici apicali. A meno che i vertici non dimostrino di aver assunto «modelli organizzativi» idonei a evitare quel danno. Una norma che garantisce a chi la applica l'individuazione certa di un «capro espiatorio».

strage viareggio7

 

Il manager non avrebbe fatto propria questa definizione ma ne avrebbe sottoscritto in qualche modo il ragionamento sottostante sulla responsabilità oggettiva, su «quella norma così perfetta per un Paese di don Abbondio», un riferimento a quelli che non si assumono le proprie precise e dirette responsabilità.

 

La stessa norma, del resto, era stata esplicitamente richiamata nella condanna di primo grado in base alla quale Moretti aveva appreso che la sua responsabilità di amministratore di Rfi, cessata tre anni prima del disastro, per i giudici poteva estendersi fino alla data dello stesso. Al manager ora non resta che attendere. E parare i colpi. Il M5S ieri ha chiesto che Moretti rimetta il Cavalierato conferitogli dall' ex presidente Giorgio Napolitano.

strage viareggio8strage viareggio11strage viareggio10mauro moretti (2)strage viareggio1Strage Viareggiostrage viareggio1strage viareggiomauro moretti

Ultimi Dagoreport

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…

maurizio martina francesco lollobrigida elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT – LA STORIA DELLA CANDIDATURA DI MAURIZIO MARTINA ALLA FAO È STATO UNO “SCHERZETTO” BEN CONGEGNATO DALL'AZZOPPATA MELONI CON L'EX COGNATO LOLLOBRIGIDA, PER METTERE IN DIFFICOLTÀ ELLY SCHLEIN: LA SPAGNA HA PUNTATO DA TEMPO LA POLTRONA, TANTO CHE SANCHEZ HA PROPOSTO UN SUO MINISTRO, FEDELISSIMO, LUIS PLANAS. È QUI CHE I FRATELLI D’ITALIA HANNO INTRAVISTO L’OPPORTUNITÀ: SAPENDO CHE L’ITALIA HA POCHE CHANCE, HANNO MESSO SUL PIATTO IL NOME DI MARTINA, PER SPACCARE IL PD E ACCUSARE SCHLEIN DI “SUBALTERNITÀ” RISPETTO AL BEL PEDRO – VORACI COME SONO DI CARICHE E INCARICHI, TI PARE CHE RINUNCIANO A UNA POLTRONA PER DARLA A UN EX SEGRETARIO DEL PD? ERA TUTTO “SPIN”, E I RIFORMISTI DEM HANNO ABBOCCATO…

elkann lapo ginevra john gianni agnelli margherita agnelli poteri

DAGOREPORT - MENTRE LAPO SI RIAVVICINA ALLA MADRE MARGHERITA AGNELLI (“VOGLIO RICOMPORRE UN RAPPORTO DI AFFETTO E DI SERENITÀ”), SI AVVICINA L’UDIENZA DEL 22 GIUGNO A TORINO CHE POTREBBE PORTARE A UN RINVIO A GIUDIZIO PER JOHN ELKANN PER TRUFFA AI DANNI DELLO STATO - NELLO STESSO TEMPO COMINCIA A DIPANARSI L’INTRECCIO DELLE VARIE CAUSE CIVILI INCASTRATE L’UNA CON L’ALTRA TRA ITALIA E SVIZZERA CHE VEDE CONTRAPPORSI MARGHERITA AI SUOI TRE PRIMI FIGLI, AL FINE DI TOGLIERE AL PRIMOGENITO JOHN LA GUIDA DELL’IMPERO EXOR - MA DAGOSPIA PUBBLICA UN ATTO UFFICIALE RELATIVO AI POTERI DELLA "DICEMBRE", LA SOCIETA' CHE HA LA QUOTA PRINCIPALE DEL GRUPPO CHE CONTROLLA EXOR, SOTTOSCRITTO NEL 1999 DALLA STESSA MARGHERITA, IN CUI SI LEGGE: "QUALORA GIOVANNI AGNELLI MANCASSE O PER QUALSIASI RAGIONE FOSSE IMPEDITO, L'AMMINISTRAZIONE NELLA SUA IDENTICA POSIZIONE CON GLI STESSI POTERI E PREROGATIVE SARA' ASSUNTA DA JOHN PHILIP ELKANN..."

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI L'IPOTESI DI UNA POSSIBILE “MANOVRA CORRETTIVA”. POI HA RINFACCIATO ALL’OPPOSIZIONE LO STALLO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI, CHE BLOCCA LA NOMINA DI SIMONA AGNES A PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA (CANDIDATURA A CUI ORMAI NON CREDE NEMMENO LEI). IL MOTIVO DI TANTO PENARE? MARINA BERLUSCONI: TAJANI DEVE DIMOSTRARE ALLA “PADRONA” DI FORZA ITALIA DI NON ESSERE IL MAGGIORDOMO DI GIORGIA MELONI…

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...