abdullah al qardash al baghdadi

SI SONO RAMMOLLITI I JIHADISTI - ARRESTATO ABDUL NASSER QARDASH, CHE AVEVA PRESO IL POSTO DEL DEFUNTO AL BAGHDADI ALLA GUIDA DELL’ISIS: E’ DURATO CINQUE MESI - LA NOTIZIA DELL'ARRESTO ARRIVA NEGLI STESSI GIORNI IN CUI L'IDEATORE DELLA STRAGE DELL'11 SETTEMBRE, ZACARIAS MOUSSAOUI, HA FATTO SAPERE IERI DALLA CELLA, DI AVER ABIURATO IL TERRORISMO, E CHE INTENDE TESTIMONIARE NELLA PROSSIMA SEDUTA DEL PROCESSO INTENTATO CONTRO LO STATO SAUDITA DALLE FAMIGLIE DELLE VITTIME DELL'ATTACCO TERRORISTA…

Flavio Pompetti per “il Messaggero”

 

Abu Abdullah Al Qardash detto Hajji Abdallah il distruttore

Dopo appena più di cinque mesi dalla sua incoronazione al comando dell'Isis, l'intelligence irachena ha arrestato Abdul Nasser Qardash, il capo terrorista che aveva preso il posto del defunto al Baghdadi. L'agenzia di stato di Baghdad Iraqi News ha lanciato il comunicato ieri nella tarda serata, nella sorpresa generale. Il messaggio non è accompagnato da dettagli. Non è chiaro il luogo dove è avvenuto l'arresto, né la sua modalità, ma l'autorità della fonte lascia pensare che una delle organizzazioni terroristiche più pericolose del mondo arabo sia stata ancora una volta decapitata, e che questa volta il leader si trovi nelle mani della polizia locale.

 

ACCUSE

Sul suo capo pendono accuse di ogni tipo, ma gli investigatori vorranno prima di tutto appurare il ruolo che Qardash ha avuto nell'organizzare e disegnare il genocidio della minoranza yazida in Iraq, e la riduzione in stato di schiavitù delle donne del gruppo religioso. Altri comunicati in lingua araba, tra i quali quelli di al Arabia, confermano l'arresto e il fatto che Qardash avesse iniziato ad assumere il comando dell'organizzazione, sconfitta militarmente in Siria e in Iraq, dispersa sui tanti fronti della jihad islamica, ma pur sempre combattiva e capace di reclutare seguaci sulla base dei successi di tante operazioni militari del passato, a partire dall'abbattimento delle Torri Gemelle di New York.

 

Zacarias Moussaoui

L'ironia del destino ha voluto che la notizia dell'arresto sia coincisa con un'altra di segno opposto. Negli Stati Uniti l'ideatore della strage dell'11 settembre Zacarias Moussaoui ha fatto sapere ieri dalla cella della prigione in cui giace, che ha abiurato il terrorismo, e che intende testimoniare nella prossima seduta del processo intentato contro lo stato saudita dalle famiglie delle vittime dell'attacco terrorista. Moussauoi ha anche indicato in Rudy Giuliani o nel decano del foro newyorkese Alan Dershowitz il legale dal quale vuole essere difeso nel procedimento.

 

SCONOSCIUTO

La successione tra Baghdadi e Qardash era stata indicata a fine ottobre dall'agenzia interna all'Isis, Amaq. Il nome del nuovo capo era stato al tempo indicato come Abu Ibrahim al Hashemi al Quraishi. Nome sconosciuto alle agenzie internazionali che si occupano di terrorismo. Il professor Aymenn al Tamimi, ricercatore alla Swansee University in Galles, avanzava l'ipotesi che si trattasse di una figura di spicco nell'organizzazione soprannominata Hajj Abdullah o «Il Distruttore» che gli Usa avevano già indicato come possibile nuovo capo militare dell'Isis, e il cui vero nome è al Qardash.

 

Abu Abdullah Al Qardash

Anche lui iracheno di origine turkmena, compagno di prigionia di al Baghdadi nel campo statunitense di Bucca a Bassora, e poi capo Abu Ibrahim al Hashemi al Quraishi della sicurezza in Siria con il compito da fare da guardia del corpo al suo capo. Lo scorso agosto un altro lancio della stessa agenzia Amaq lo aveva già proclamato nuovo leader del califfato, ma l'autenticità della notizia era stata messa in discussione, così come la legittimità di Qardash ad aspirare ad un simile incarico senza godere la stessa discendenza che Baghadadi vantava dal clan dei Quraishi, direttamente risalenti a Maometto. La trasformazione del nome, ora che la sostituzione è improrogabile: da Qardash a Quraishi, sembrerebbe propizia alla sua riabilitazione agli occhi del mondo jihadista.

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…