gas italia

SIAMO ALLA CANNA DEL GAS MA IL RUBINETTO E’ CHIUSO - QUALE SARÀ LA DISPONIBILITÀ DI GAS PER L’ITALIA NEI PROSSIMI MESI? LO SCORSO ANNO ABBIAMO CONSUMATO 76 MILIARDI DI METRI CUBI DI GAS E 29 SONO ARRIVATI DALLA RUSSIA. CON 2 MILIARDI DI METRI CUBI IN PIÙ DALLA PRODUZIONE NAZIONALE; 4 DALLE CENTRALI A CARBONE; 2,5 DAI RIGASSIFICATORI; 4,5 DAL GASDOTTO ALGERINO; 1,1 DA QUELLO LIBICO. QUALCOSA DAGLI STOCCAGGI E DAL TAP - GABANELLI: “SE VA TUTTO BENE LA DIPENDENZA DALLA RUSSIA PASSERÀ DAI 29 MILIARDI DI METRI CUBI DI OGGI A 14 MILIARDI. SARÀ DIFFICILE EVITARE UNA NUOVA AUSTERITÀ. E NON È TUTTA COLPA DELLA GUERRA. NEGLI ULTIMI 20 ANNI NON ABBIAMO MAI PREDISPOSTO UN PIANO NAZIONALE”

Milena Gabanelli e Stefano Agnoli per il “Corriere della Sera”

 

milena gabanelli 3

Dal 2000 in poi Vladimir Putin ha sempre utilizzato il gas come leva politica nelle crisi ucraine, ma il taglio totale delle forniture russe all'Europa è un'ipotesi che non è mai stata presa seriamente in considerazione, neppure negli scenari più catastrofici. Il gas si è sempre spostato senza problemi dalla Siberia verso Occidente, attraverso l'Ucraina, la Bielorussia, il Mar Baltico, il Mar Nero e con le navi metaniere, mentre i dollari e gli euro sono andati in direzione inversa.

 

Negli ultimi vent' anni c'è stato un calo del 10% dei consumi europei, dovuto sia a maggiori efficienze che alla crescita delle energie rinnovabili, ma contemporaneamente è diminuita la produzione continentale, passata da circa 290 a 200 miliardi di metri cubi l'anno. Risultato: il ricorso al gas russo è aumentato. Nel 2021, dice l'Iea, sono arrivati nell'Unione europea circa 155 miliardi di metri cubi di gas, pari al 45% dell'import di gas e al 40% di tutti i consumi.

 

COME ARRIVA IL GAS IN ITALIA

Quanto incassa Mosca Secondo la Banca centrale russa le entrate derivanti dal gas e dal petrolio esportati nel 2021 hanno raggiunto i 240 miliardi di dollari. Proprio grazie agli eccezionali prezzi spot del barile (sopra 100 dollari) e del MWh di gas (arrivato anche sopra 200 euro) ogni giorno la Russia potrebbe incassare tra 1 e 1,2 miliardi di dollari, una cifra sufficiente a coprire i costi della guerra in Ucraina, visto che i pagamenti per l'energia non rientrano nelle sanzioni. Un'ipotetica chiusura dei rubinetti non avrebbe gli stessi effetti ovunque: Danimarca, Regno Unito, Belgio, Spagna, Portogallo o non ne risentono oppure sono colpiti solo in minima parte.

 

I Paesi dell'Est sono invece quasi totalmente dipendenti, ma importano quantitativi contenuti e per loro potrebbe essere meno problematico spostarsi su fonti energetiche come carbone e petrolio. La Francia ha sempre puntato sul nucleare e la dipendenza dal gas russo è bassa (8 miliardi di metri cubi). Chi paga il prezzo più alto in assoluto è la Germania: 43 miliardi di metri cubi equivalenti al 51% del suo import. Seconda viene l'Italia: 29 miliardi di metri cubi nel 2021, ovvero il 40% del totale che importa.

 

gasdotti in europa

E' evidente che è impossibile sostituire questi quantitativi dall'oggi al domani, e sarebbe difficilissimo anche nel medio termine. Il gas via nave Per l'Europa la strada più veloce è quella di incrementare l'afflusso di gas liquefatto (Lng), trasportato via nave ai terminali di rigassificazione. Nel 2020 il principale fornitore è stato il Qatar, con circa 30 miliardi di metri cubi.

 

Poi gli Stati Uniti (25,6), la Nigeria (14,6) e l'Algeria (13,9). Nelle ultime settimane diverse missioni diplomatiche occidentali si sono rivolte all'emiro Al Thani, ma la risposta è stata inequivocabile: il gas è già legato a contratti di vendita di lungo periodo con compratori per la maggioranza asiatici (Cina e Giappone) e solo un 10-15% aggiuntivo potrebbe essere disponibile per l'Europa. Potrebbero quindi i soli Stati Uniti spingere più navi metaniere verso i mercati europei?

estrazione di gas 6

 

Nel 2021 dagli Usa sono arrivati 29 miliardi di metri cubi di gas, 8 solo tra novembre e dicembre perché i prezzi europei erano diventati più attraenti di quelli asiatici. C'è però un altro ostacolo: non sapremmo dove ricevere tutto quel gas per carenza di infrastrutture. Secondo le rilevazioni fatte a gennaio dal Gis (Geopolitical Intelligence Services) la capacità di rigassificazione continentale era già al 75%. L'Europa centrorientale ha una struttura di trasporto insufficiente.

 

La Germania non possiede alcun rigassificatore. Solo la Spagna ha fatto investimenti corposi e ne ha sei, ma la sua interconnessione con la Francia consente il passaggio di solo 8 miliardi di metri cubi l'anno. L'Italia ne ha tre: Cavarzere, Panigaglia e Livorno. I gasdotti storici Il secondo fornitore europeo è la Norvegia, ma il primo ministro Jonas Gahr Store ha detto nei giorni scorsi che la produzione di gas non potrà crescere in tempi brevi. E' lo stesso problema che ha l'Italia con i suoi fornitori: Algeria, Libia, Olanda e da ultimo Azerbaigian.

 

estrazione di gas 5

Da un punto di vista teorico i gasdotti esistenti dispongono di una capacità aggiuntiva, ma il problema sta nella materia prima da convogliare nei tubi, che comporterebbe un cambio di passo delle estrazioni algerine, una pacificazione della Libia ancora lontana e un impegno maggiore dell'Azerbaigian, come prospettato dal presidente Ilham Aliyev alla Commissaria Ue all'energia, l'estone Kadri Simson. Bisognerebbe però anche rispondere a una domanda di fondo: quale Paese produttore riterrà conveniente investire ed esporsi verso un continente che sul lungo termine ha decretato come irrinunciabile l'abbandono delle fonti fossili, gas compreso?

 

estrazione di gas 4

Germania - Italia: lo scenario Alla fine una delle soluzioni più immediate per ridurre il peso del gas russo in Germania è stata annunciata nei giorni scorsi dal ministero delle Finanze di Christian Lindner: considerare la riapertura delle tre centrali nucleari fermate lo scorso anno, e prolungare la vita alle altre tre il cui "phase out" è programmato entro fine 2022. Potrebbero compensare 4-5 miliardi di metri cubi di gas, circa il 10% delle forniture da Mosca.

 

Per quel che riguarda l'Italia, lo scorso anno abbiamo consumato 76 miliardi di metri cubi di gas e 29 sono arrivati dalla Russia. Ad oggi le contromisure che il governo ha in cantiere prevedono un aumento della produzione nazionale per 2 miliardi di metri cubi; un maggior riempimento degli stoccaggi; un contributo da produzioni aggiuntive di 10 miliardi di metri cubi da Algeria e Libia, anche se disponibili a breve sono poco più di 5.

 

estrazione di gas 7

Poi ci sono 4,5 miliardi di metri cubi di capacità non utilizzata dai rigassificatori esistenti e l'installazione di 3 nuovi impianti galleggianti, che potrebbero assicurare 10 miliardi di metri cubi, ma i tempi di autorizzazione e costruzione si misurano in anni. Anche installare 8GW di energie rinnovabili l'anno, come previsto dalle strategie energetiche nazionali e "facilitato" dall'ultimo decreto, potrebbe contribuire a diminuire di 2,5 miliardi di metri cubi il bisogno di gas. Intanto, pochi giorni fa, il premier Mario Draghi ha annunciato la temporanea riapertura delle centrali a carbone: quella Enel di La Spezia, chiusa a dicembre 2021, e quella A2A di Monfalcone.

 

estrazione di gas nel mediterraneo orientale

In teoria, facendo operare le 7 centrali a carbone a pieno regime si determinerebbe un risparmio di gas di 8 miliardi di metri cubi l'anno, ma le difficoltà del riavvio portano la stima a 4 miliardi. La metà del carbone utilizzato, poi, arriva proprio dalla Russia e andrebbe ovviamente sostituito in tempi brevi. La contropartita: fino a 28 milioni di tonnellate di CO2 in più, l'8% delle emissioni nazionali.

 

L'autunno freddo Tirando le somme: molte contromisure non sono immediate mentre il rischio di un'interruzione delle forniture dalla Russia, totale o parziale, per volontà politica o per incidente militare come il caso delle centrali nucleari ucraine ha mostrato, non può essere esclusa. In caso di blocco totale delle forniture l'Italia ha un'autonomia di almeno 8 settimane. Però bisogna fare bene i conti su cosa ci attende in autunno.

 

gasdotto transmed

Quale sarà la disponibilità di gas? Dati certi: 2 miliardi di metri cubi in più dalla produzione nazionale; 4 dalle centrali a carbone; 2,5 arriveranno dai rigassificatori; 4,5 dal gasdotto algerino; 1,1 da quello libico. Qualcosa dagli stoccaggi e dal Tap. Se va tutto bene la dipendenza dalla Russia passerà dai 29 miliardi di metri cubi di oggi a 14 miliardi. Vuol dire che sarà difficile evitare una nuova austerità. E non è tutta colpa della tragedia russo-ucraina, perché negli ultimi vent' anni non abbiamo mai predisposto un piano nazionale, ed ora siamo costretti a rincorrere la sicurezza energetica barattandola, tra l'altro, con il riscaldamento globale.

Ultimi Dagoreport

sydney sweeney euphoria

BASTA STRONZATE! LA FIGA E' IN VENDITA. STA A TE. DECIDI TE. IL MERCATO DELLA CARNE E' APERTO. 7 GIORNI SU 7. IL PREZZO LO FAI TU - LE DONNE CHE VENDONO IL LORO CORPO SU ONLYFANS NON SONO SEMPRE DISPERATE. ANZI: SPESSO LO FANNO PERCHÉ LO VOGLIONO – DA “EUPHORIA” A “MARGO HA PROBLEMI DI SOLDI”, HOLLYWOOD HA SCOPERTO LE PIATTAFORME HARD A PAGAMENTO, MA PRESENTA SEMPRE LA SOLITA STORIELLA DELLO “STRUMENTO DI RISCATTO” PER POVERE DISPERATE – BARBARA COSTA: “SI TEME A DIRE CHE IL PORNO LO SI FA PER PERSONALE SCELTA DI LUSSURIA, FETISH, NINFOMANIA - NELLE SERIE TV, SE VENDI FIGA, VAI PUNITA. IL SENSO DI COLPA CI DEVE STARE. SE VOLESSERO ILLUSTRARE UNA PUR PORZIONE DI REALTÀ, QUESTE SERIE TV DOVREBBERO FAR DIRE AI PERSONAGGI CHE LORO VENDONO FIGA, SU ONLYFANS, PERCHÉ… MI VA E CI STA. PERCHÉ NON C’HO VOGLIA DI FARE ALTRO. NON HO ALTRI TALENTI. NON VOGLIO SUDARE ALTRIMENTI. E PERCHÉ PIÙ DI TUTTO VOGLIO I SOLDI - IL DENARO È IL VALORE CHE FA E TI DÀ (E SE LA VUOI) MORALITÀ. L’UNICA SOSTENIBILE..." - VIDEO

luigi lovaglio mps mediobanca

DAGOREPORT - MENTRE I GIORNALONI GIÀ SI BALOCCANO SUL RISIKO BANCARIO PROSSIMO MPS-BANCO BPM, NESSUNO SI DOMANDA CHE FINE HA FATTO L’INTEGRAZIONE (PREVISTA PER IL 3 GIUGNO) TRA LA BANCA SENESE E MEDIOBANCA (CHE HA IN PANCIA IL TESORETTO DEL 13% DI GENERALI) - CHE DIAVOLO DI DUBBI E PERPLESSITÀ SONO SORTI TRA I SOCI (DELFIN, BPM, FONDI INTERNAZIONALI, ETC.) CHE HANNO INASPETTATAMENTE APPOGGIATO IL RITORNO ALLA GUIDA DI MONTEPASCHI DI LUIGI LOVAGLIO, L’AD LICENZIATO PER GIUSTA CAUSA, DOPO AVER GESTITO LA VITTORIOSA SCALATA A MEDIOBANCA? - C’È CHI ACCENNA AI FONDI (BLACKROCK, NORGES, ETC.) CHE SAREBBERO PERPLESSI SULLE SINERGIE CHE SCATURIRANNO DALL’INTEGRAZIONE DELLE DUE BANCHE - C’È CHI METTE DI MEZZO I TEMPI ‘’AVVENTATI’’ PER PORTARE IN PORTO UN’OPERAZIONE CHE DEVE OTTENERE L’APPROVAZIONE DEI DUE/TERZI DELL’ASSEMBLEA MPS – UNA MOSSA CHE LOVAGLIO SA BENE CHE NON PUÒ PERDERE: IN CASO DI BOCCIATURA, DOVREBBE DIMETTERSI - (CHISSA' POI COME VA FINIRE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO SUL PRESUNTO CONCERTO RELATIVO ALL’OPS DI MPS SU MEDIOBANCA, IN CUI SONO INDAGATI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO...)

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…