smart working

SIAMO IN LOCKDOWN SENZA SAPERLO - AL RIENTRO DALLE FESTIVITA' NATALIZIE, 5,5 MILIONI DI ITALIANI SONO TORNATI IN SMART WORKING - UN FENOMENO CHE AVRÀ UN FORTE IMPATTO SUGLI ESERCIZI COMMERCIALI NEI CENTRI CITTÀ E NEI QUARTIERI DI UFFICI: CONFESERCENTI STIMA 850 MILIONI DI EURO AL MESE DI MINORI ACQUISTI - IL 51% DEI CONSUMATORI NELLE ULTIME DUE SETTIMANE HA EVITATO DI SERVIRSI DI BAR O RISTORANTI, O HA RIDOTTO LA FREQUENTAZIONE DI LOCALI. IL 32% HA RINUNCIATO A FARE UN VIAGGIO O HA DISDETTO UNA VACANZA GIÀ PRENOTATA…

Paolo Baroni per "la Stampa"

 

smart working 9

Torna a impennarsi il lavoro da casa. Non solo aumenta il numero delle persone in smart working, ma questo si fa anche molto più intenso rispetto ai mesi scorsi. In parallelo, in questo inizio anno, i consumi degli italiani cadono a picco e si riducono drasticamente non solo gli spostamenti ma anche gli acquisti e soprattutto la frequentazione di bar e ristoranti. Omicron ha praticamente ritrascinato il Paese in un lockdown «di fatto» e il ritorno dalle vacanze invernali, quest' anno, è un «non rientro» segnala un sondaggio condotto da Ipsos per Confesercenti che la Stampa è in grado di anticipare.

 

smart working 7

«Non siamo in un lockdown ufficiale perché non ci sono provvedimenti di chiusura generalizzati delle attività economiche. Ma purtroppo è innegabile che per tantissime imprese di fatto si sia già tornati in zona rossa» commenta la presidente Patrizia De Luise. Solo metà in presenza L'aumento dei contagi, stando al campione di 800 italiani rappresentativo della popolazione nazionale sondato per l'occasione da Ipsos, in queste settimane spinge il lavoro a distanza ai massimi livelli tanto che il 48% dei datori di lavoro del settore privato ha già deciso di proseguire con lo smart working, prevede di tornarci o di attivarlo a breve.

 

Si tratta di una quota pari a circa 5,5 milioni di lavoratori, e di questi circa un milione (ovvero il 15%) inizia per la prima volta a lavorare a distanza. E lo fa in maniera a sempre più intensa: l'11% - oltre 600mila persone - lavora infatti esclusivamente da remoto, cui si aggiunge un altro 24% per cui lo smart working è davvero «strong» (visto che lavora in presenza solo una o due volte a settimana), mentre è «soft» per un altro 16% che presta la sua opera in presenza 3-4 volte in una settimana.

smart working 8

 

La paura del contagio Si tratta di uno «stay-at-home» di massa, evidenzia insomma il sondaggio Ipsos realizzato lo scorso 5 gennaio, fenomeno che avrà un forte impatto sui pubblici esercizi nei centri città e nei quartieri di uffici e che Confesercenti arriva a stimare in 850 milioni di euro al mese di minori consumi. Ovviamente, non sono solo i pubblici esercizi a soffrire. Il ritorno del clima di incertezza e della paura del contagio sta infatti tornando a incidere in maniera significativa su tutti i comportamenti degli italiani.

 

Comportamenti personali, innanzitutto: nelle ultime due settimane il 57% ha infatti osservato più attentamente le distanze personali, in luoghi e trasporti pubblici; il 55% ha lavato più spesso mani/oggetti, il 40% ha limitato i contatti con i familiari, il 7% ha invece ridotto la frequenza dei figli a scuola/asilo.

 

smart working 5

Consumi giù Anche i consumi, però, subiscono l'effetto Omicron, e a farne le spese sono soprattutto pubblici esercizi, il commercio ed il turismo: il 51% dei consumatori nelle ultime due settimane ha evitato di servirsi di bar o ristoranti, o comunque ha ridotto la frequentazione di pubblici esercizi e locali. Il 32% - ovvero un italiano su tre - ha rinunciato a fare un viaggio o ha disdetto una vacanza già prenotata.

 

Una quota identica, pari al 32%, in parallelo ha evitato o ridotto gli acquisti nei negozi per timore degli assembramenti. Un dato quest' ultimo confermato anche dall'andamento dei saldi di fine stagione appena partiti: le vendite hanno rallentato fino quasi allo stop, segnalano da Confesercenti calcolando che già circa un milione di clienti abbia rinunciato a fare shopping proprio per paura dei contagi. E anche chi fa lo stesso shopping adotta comportamenti più prudenti: il 25% non entra nei negozi se vede troppe persone, e preferisce fare la fila fuori dai punti vendita.

 

smart working 6

Allarme negozi di vicinato «Purtroppo è innegabile che per tantissime imprese di fatto si sia già tornati in zona rossa: l'aumento dei contagi ha creato un clima di sfiducia che sta rallentando fino quasi allo stop i consumi delle famiglie. Un problema soprattutto per le piccole e piccolissime imprese italiane del turismo, della ristorazione, del commercio e dei servizi - segnala De Luise - . Attività di prossimità, spesso a conduzione familiare o poco più strutturate, che già faticano a tenere aperto perché hanno gli organici dimezzati da quarantene e contagi e non hanno la forza lavoro per sostituire i dipendenti».

 

smart working 3

Per la presidente di Confesercenti si tratta di «una situazione di grande difficoltà che rischia di mettere la parola fine alla ripresa: in questo quadro a mio avviso non basta "non escludere" l'ipotesi di nuovi sostegni, bisogna intervenire al più presto, con misure adeguate - a partire da indennizzi e credito - per le imprese di tutti i settori colpiti, anche e soprattutto quelle meno strutturate, evitando però il criterio dell'Ateco, che si è dimostrato in passato poco preciso, escludendo ingiustamente molte attività. Servono soluzioni alternative».

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…