yahya sinwar

SIAMO MESSI MALE: L’INTESA SUL MEDIO ORIENTE È NELLE MANI DEL “FANTASMA” SINWAR – DOMENICO QUIRICO: “IL CAPO DI HAMAS, IL REGISTA DEL MASSACRO DEL 7 OTTOBRE, È LA PROVA DELLA SCONFITTA DI ISRAELE. MORITURO, MA VIVO, DAI TUNNEL SINWAR DETTA LE REGOLE, MERCANTEGGIA, IMPONE CONDIZIONI, CORREGGE IL PIANO DEL BALBUZIENTE UOMO DELLE PORTAEREI E DEI MISSILI, BIDEN. ATTENDIAMO PAZIENTI GLI ORDINI DI QUESTO CALIFFO PALESTINESE…”

Estratto dell’articolo di Domenico Quirico per “La Stampa”

 

Yahya Sinwar

Nell’ottobre dello scorso anno, per il premier israeliano Netanyahu, Yahya Sinwar - il regista del più grande massacro di civili della storia di Israele - era ormai «un morto che cammina». Quasi un anno dopo, Sinwar è diventato il capo indiscusso di Hamas e con lui trattano, freneticamente, gli Stati Uniti, il Qatar, l’Egitto, la Francia. E Israele.

 

Sinwar detta le regole, mercanteggia, impone condizioni, corregge il piano del balbuziente uomo delle portaerei e dei missili, Biden. E soprattutto non è morto. Sinwar è. Mentre Gaza, strappata a morsi, butterata dalle bombe, sembra destinata a tornare alla terra, una distesa di sabbia dove crescerà il nulla.

 

ISMAIL HANIYEH - YAYA SINWAR

Ecco di qui bisogna partire, in un posto dove soffiano perfidi i venti dell’odio e della paura: la morte, lo scandalo della morte, che in realtà è tale solo per il pensiero, è sempre e soltanto la mia morte. Non possiamo dire né pensare: sono morto. Possiamo sentire e dire: io sono. Certo Sinwar resta un morituro, colui che morirà. Che stia morendo, come assicurava Netanyahu, beh! quella è un’altra cosa.

 

[…]

 

Sinwar è invisibile e imprendibile. In un posto dove ogni giorno i cimiteri guadagnano spazio e i morti sembrano destinati a scavalcare il numero dei vivi, la morte differita di Sinwar è la prova della sconfitta di Israele. Forse è questo il centro della biografia del capo di Hamas, il suo segreto che Israele non ha decifrato. Thanatos l’ha contaminato e lui a sua volta contamina con Thanatos. Il Nulla ha sempre un futuro.

 

Yahya Sinwar

Sfoglio i capitoli della sua vita. Si può dire che non manchi niente, tutto è minutamente documentato, segnato, raccolto. Sinwar si svela anno dopo anno, nessun mistero o silenzio che accompagna l’opaco identikit dei terroristi: l’infanzia nel campo profughi, nessun breviario nichilista solo l’islam con la promessa di martirio e di paradiso può dare un significato grandioso alla prospettiva di morire in una viuzza appestata dai rifiuti, gli studi tra teologia e letteratura, l’arruolamento con lo sceicco paraplegico, l’eliminazione implacabile dei traditori palestinesi che si sono venduti al nemico, “il macellaio di Kahn Yunis”, i ventidue anni nelle prigioni israeliane, ventidue anni!

 

C’è il tempo per studiare anche l’ebraico, conoscere bene il nemico, decifrarlo dall’interno, mentre fuori si srotolano accordi fantasma, Stati finti, intifade sanguinose, la libertà grazie allo scambio con un soldato catturato (impara che gli ostaggi servono...). Per lui la lotta palestinese è il frutto di forze storiche non un regalo di dio. Infine la guida dell’ala militare di Hamas.

 

Yahya Sinwar

Fino a ora c’è qualcosa che colpisce, che lo distingua da altre decine di biografie simili? Nulla. Né eroe né personaggio eccezionale né destino.

 

Ma è a questo punto, il sette ottobre, che Sinwar diventa Ombra. Solo una persona può testimoniare di averlo incontrato, Margalit Moses l’insegnante portata via dal kibbuz di Nir Oz, poi liberata. «Tu sai chi sono?», le disse l’uomo apparso dal nulla nel tunnel dove veniva, con altri, tenuta prigioniera. C’è molto in quella breve frase, c’è Sinwar: Tu sai chi sono?

 

Nella città capovolta, che le bombe hanno, si direbbe, fatto rientrare sotto terra flagellata dagli urti di un maglio possente, si gioca una partita di spettri fra le rovine di un futuro abolito, ostaggio e sequestratore, tabula rasa, le facce atrocemente gemelle di un odio funesto, umanesimo anno zero. Poi nulla. Solo i tunnel come dimensione definitiva e inafferrabile, come prima e ultima parola del mondo, specchio delle rovine che si accumulano in superficie, doppio labirinto senza scampo dove il sole brilla solo come astro morto.

 

Yahya Sinwar in fuga nei tunnel di hamas

Sinwar, questo vivo quasi morto quanto i morti, la sua esistenza di animale braccato o di insetto senza scampo, la trasforma in scenografia, in tappa difficile ma transitoria della vittoria. Diventa ombra ma palpabile, la nera silohuette affilata in un tunnel di una sequenza diffusa a gennaio, oltrepassa tranquillo un cancello e tiene la mano di un bambino (ostaggio, figlio?) davanti a sé scivola la sagoma di una donna, forse la moglie.

 

A febbraio ancora lembi, tracce, un rifugio lasciato di corsa secondo i soldati israeliani, una cucina, i materassi per le guardie del corpo, rotoli di denaro nascosti in cassaforte. Era lì? Buio ombre baratri di mistero. Per Gallant, il ministro della Difesa israeliano, era ormai un topo in trappola, quasi folle per la solitudine e la paura, che non poteva più dare ordini a nessuno perché tutti i suoi luogotenenti erano stati eliminati.

 

Yahya Sinwar

Agosto. Sinwar dà ordini ai negoziatori di Doha, respinge ciò che non vuole. Attendiamo pazienti gli ordini di questo atrabiliare califfo palestinese. Sinwar è una fotografia scattata quando ancora pubblicamente baciava per premio gli eroi di Hamas, occhi duri, immobili che come due valvole non si lasciano penetrare: sì, ci sono occhi che danno, occhi che prendono e occhi che non si lasciano penetrare. È già immagine per infiniti manifesti, murales, leggende che creano altri martiri.

ismail haniyeh yaya sinwar Yahya Sinwar in fuga nei tunnel di hamas 2

Ultimi Dagoreport

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...