terremoto amatrice

SOLO IN ITALIA - L'AGENZIA DELLE ENTRATE HA CHIESTO AL COMUNE DI AMATRICE DI VERSARE 43MILA EURO PER SANZIONI E INTERESSI PER IL RITARDATO PAGAMENTO DELLE RITENUTE IRPEF 2016 CHE, A CAUSA DEL TERREMOTO, L'AMMINISTRAZIONE AVEVA VERSATO NEL 2018 – ANCHE L’INPS HA CHIESTO IL PAGAMENTO RITARDATO DEI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI DEI DIPENDENTI...

Estratto dell’articolo di Mario Bergamini Marzio Mozzetti per “il Messaggero”

 

TERREMOTO AMATRICE

Il pacco è arrivato puntuale. Un amaro regalo di Natale per Amatrice. L'Agenzia delle Entrate, con tanto di raccomandata, ha chiesto al Comune della cittadina laziale di versare in poco tempo ben quarantatremila euro per sanzioni e interessi. Somme legate al ritardato pagamento delle ritenute Irpef del 2016, che l'amministrazione aveva versato solo nel settembre del 2018. «È una vergogna e una persecuzione», tuona il sindaco Giorgio Cortellesi […]

 

terremoto amatrice 1

E per un'amministrazione e un paese che si sforzano di vivere una normalità che di fatto è ancora lontana, non c'è niente di peggio di una burocrazia che si fa nemica imbattibile e che non riesce a comprendere le difficoltà di una comunità ancora profondamente ferita e quelle di una cittadina che ha un centro storico ancora tutto da ricostruire. Un grande guaio a cui si aggiungono le difficoltà degli anni della pandemia e l'aumento dei prezzi delle materie prime in aggiunta.

 

LA REAZIONE 

amatrice

«[…] Voglio ricordarlo a chiare lettere a chi lo ha dimenticato: il Comune aveva perso ogni cosa, non aveva neanche carta e penna, figuriamoci il collegamento telematico per controllare tali pagamenti. E nonostante tutto, i contributi, seppur in ritardo, sono stati tutti pagati. Restavano in piedi solo le relative sanzioni […] l'Agenzia delle Entrate ci ha mandato un'ingiunzione chiedendoci di pagare altri quarantatremila euro per sanzioni e interessi, dovuti proprio al ritardato pagamento delle ritenute Irpef del 2016, versate a settembre 2018, con l'obbligo di affrettarci, altrimenti le sanzioni rischiano di essere persino più alte di un terzo. Tra Agenzia delle Entrate e Inps siamo ora arrivati a 83 mila euro».

 

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IL BRACCIO DI FERRO 

Le cifre si sommano perché proprio qualche mese fa c'è stato un altro episodio. «Sì, anche l'Inps è andato all'attacco sul pagamento ritardato dei contributi previdenziali dei dipendenti - racconta ancora il primo cittadino di Amatrice - Dimenticando che siamo una comunità in grave difficoltà economica e strutturale, ha continuato a pretendere anche gli interessi.

 

Nell'ultima lettera dell'istituto previdenziale si ribadiva il diktat, col ricatto della concessione del Durc, quella che vincola le attività amministrative alla regolarità dei versamenti, pena il blocco delle attività. Richiamandosi al decreto legislativo numero 165 del 2001 e soprattutto al decreto Mef del 2016, quello che prevede l'esenzione degli interessi unicamente ai privati». Questi ultimi, «a differenza delle amministrazioni pubbliche, non dispongono di sufficienti risorse per fronteggiare le emergenze originate dall'evento sismico».

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[…] In attesa di risolvere il contenzioso con l'Inps la cittadina del terremoto si ritrova a fronteggiare anche la nuova ingiunzione. E la motivazione anche qui è sempre la stessa e che il sindaco di Amatrice definisce «paradossale» perché «discrimina amministrazioni locali come Amatrice che oltre ai danni del terremoto deve fronteggiare problematiche quotidiane per rialzarsi e ripartire. Morale della favola: un incubo per tutti noi[…] Abbiamo gridato alla politica, alla stampa e alle istituzioni competenti che eravamo stati condannati per il terremoto - conclude amaramente Cortellesi - Ebbene, questa condanna continua e ormai è diventata definitiva». 

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