binotto leclerc vettel

SPROFONDO “ROSSA”- DECISIONI CONTRO E RICORSI FALLITI: LA CRISI DELLA FERRARI È ANCHE POLITICA - A MARANELLO SI SENTE LA MANCANZA DEL CARISMA DI SERGIO MARCHIONNE: ADESSO TUTTO È SULLE SPALLE DI MATTIA BINOTTO IMPEGNATO NELLA BATTAGLIA SUI REGOLAMENTI 2021 (LUI RIVENDICA COME UN SUCCESSO L'AVER FATTO SLITTARE L' APPROVAZIONE A OTTOBRE) - PER I DIETROLOGI IL TRATTAMENTO RISERVATO ALLA ROSSA IN PISTA SAREBBE IL FRUTTO DI QUESTA DISTANZA CON I PADRONI DELLA F1…

Daniele Sparisci e Flavio Vannetti per il “Corriere della sera”

 

binotto

In questa Formula 1 tutto è sotto investigazione, anche il televoto. L' elezione di Robert Kubica, ultimo a tre giri dal vincitore Max Verstappen, a «driver of day» del Gp d' Austria ha fatto scattare un' indagine interna. La Fom parla di «disguido tecnico», altri di uno scherzo architettato in Inghilterra con il tam-tam online fra i tifosi.

 

Qualunque sia la verità in Ferrari non ridono. Bruciano l' ennesima beffa subìta al Red Bull Ring con Charles Leclerc e la casella zero vittorie in una stagione che ricorda tristemente quella del 2016, nonostante la macchina di adesso sia molto più forte. Tre pole e altrettante occasioni sfumate.

 

Una per un guasto (in Bahrein) e due a tavolino, su decisione dei giudici. Michael Masi, il direttore di corsa, ha difeso la scelta degli steward di non punire Verstappen e ha rifiutato di paragonare l' episodio a quello del Canada (Hamilton-Vettel) e alla penalità di Ricciardo in Francia.

 

jean todt

«Casi diversi, qui era una manovra di sorpasso ed è stata solo dura e buona competizione». Già, e allora perché a Montreal non lo era? E perché non ricordarlo al presidente della Fia Jean Todt, che ieri ha voluto celebrare con un tweet il «memorabile» duello di Digione fra Arnoux e Villeneuve(cadevano i 40 anni)?

 

La Ferrari, oltre alle battute d' arresto in pista, conta quelle politiche che fanno anche più male. Il ricorso presentato dopo il Quebec per restituire il successo a Sebastian: nelle «prove schiaccianti» raccolte dal ds Laurent Mekies, ex numero due della Federazione, c' era pure il video-commento dell' ex pilota indiano Karun Chandhok, un particolare che ha fatto sorridere tanti.

 

La questione è stata liquidata in fretta, e anche sul fronte gomme la proposta di tornare alle specifiche di battistrada 2018 si è arenata davanti alla colazione del no messa in piedi dalla Mercedes. Toto Wolff è abile e spregiudicato nelle stanze del potere, non è un normale team principal: detiene il 30% delle quote del team e a ogni Mondiale vinto riceve bonus milionari. La sua influenza spazia ovunque, dalle questioni tecniche al mercato piloti (pare si stia muovendo per il dopo Hamilton puntando su Verstappen).

BINOTTO

 

A Maranello si sente la mancanza del carisma di Sergio Marchionne: l' ex top manager di Fca, fra progetti di fusione e piani industriali, trovava anche il tempo di partecipare ai vertici strategici della F1. Ribaltando i tavoli quando non gli andavano giù certe cose. Adesso molto, probabilmente troppo, è sulle spalle di Mattia Binotto.

 

«Non è nel nostro stile - ha detto - battere i pugni sul tavolo» commentando il verdetto «sbagliato» dell' Austria. L' ingegnere di Losanna è in prima linea nella battaglia sui regolamenti 2021, rivendica come un successo l' aver fatto slittare l' approvazione a ottobre: «Dietro le quinte stiamo facendo tanto e bene». Per i dietrologi il trattamento riservato alla Rossa in pista sarebbe il frutto di questa distanza con i padroni della F1. Fantasie? Forse.

 

verstappen leclerc

Binotto nel frattempo dovrà impegnarsi per proseguire gli sviluppi, utili per questo campionato, ma soprattutto per «validare» le soluzioni della prossima monoposto. In Inghilterra, a Silverstone, dovremmo vedere un pacchetto importante di novità. Ma bisogna migliorare anche nella gestione del box e l' organizzazione, non passa un week end senza piccoli problemi dalle grandi conseguenze. Vettel in garage nelle fasi decisive delle qualifiche con il motore spento, all' origine ci sarebbe un errore umano. E ancora il pit-stop eterno del tedesco (oltre 6 secondi) per un malfunzionamento della radio che lascia impreparati i meccanici.Cose che l' ingiustizia di certe decisioni non cancellano.

vettel 3verstappen leclerc 4vettelMATTIA BINOTTOLouis Camillerielkann marchionneleclercleclercMATTIA BINOTTO

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...