d'alema dalema bonavita allen

SPUNTA ANCHE UN EX AGENTE SPECIALE DELLA DEA, L'AGENZIA FEDERALE ANTIDROGA DEGLI STATI UNITI, NELL'INTRECCIO DI PERSONAGGI DELL'AFFARE IN CUI MASSIMO D'ALEMA SI DAVA DA FARE PER LA VENDITA DI NAVI E AEREI MILITARI ALLA COLOMBIA – SI TRATTA DI JOHN COSTANZO, SUOCERO DI UMBERTO BONAVITA, L'AVVOCATO DELLO STUDIO LEGALE ROBERT ALLEN LAW DI MIAMI E UOMO CHIAVE DELLE TRATTATIVE – COSTANZO E’ NEL BOARD DI UN'ALTRA SOCIETÀ, LA COSTA GROUP INTERNATIONAL LLC, CHE HA SEDE ANCORA NELLO STUDIO ALLEN E DI CUI RISULTA AGENTE DI RIFERIMENTO PROPRIO BONAVITA – E POI QUEGLI AFFARI IN ITALIA…

MASSIMO DALEMA

Lodovica Bulian per “il Giornale”

 

Spunta anche un ex agente speciale della Dea l'agenzia federale antidroga degli Stati Uniti - nell'intreccio di personaggi dell'affare colombiano, quello in cui Massimo D'Alema si dava da fare per la vendita di navi e aerei militari delle partecipate Fincantieri e Leonardo. Per arrivarci però bisogna partire dalle relazioni di un uomo chiave dell'operazione: Umberto Bonavita, l'avvocato dello studio legale Robert Allen Law di Miami, studio segnalato da D'Alema per gestire il business colombiano.

 

I DALEMA BOYS CON I COLOMBIANI A BOGOTA IL 27 GENNAIO 2022

Nei piani dell'ex premier, era proprio da questo studio americano che sarebbero dovuti passare i contratti di Leonardo e Fincantieri e le relative mediazioni dei consulenti, il 2 per cento di un business da 4 miliardi: «Tutti i compensi che Robert Allen riceverà da Fincantieri e Leonardo saranno suddivisi al 50 per cento con la parte colombiana», diceva D'Alema nell'audio registrato a sua insaputa.

 

l atto che dimostra la conoscenza di gardo con dalema

Bonavita infatti è stato in prima linea nella gestione dell'operazione colombiana.

E, come già emerso, non è esattamente uno sconosciuto per l'entourage di D'Alema. Anzi, l'avvocato dello studio Allen studio che l'ex premier inizialmente aveva addirittura negato di aver segnalato - è vicinissimo a un altro uomo di fiducia di D'Alema, il commercialista bolognese Gherardo Gardo, che in questo potenziale affare lavorava fianco a fianco con l'ex premier e interloquiva direttamente con un dirigente di Leonardo.

 

umberto bonavita robert allen

Del resto Gardo e Bonavita si conoscono da tempo, tanto che hanno fondato insieme una società di consulenza con sede a Miami, la Wey Llc che ha il suo domicilio fiscale proprio nello studio Allen. È in questo intreccio e soprattutto nelle relazioni dell'avvocato Bonavita dello studio di Miami che spunta l'ex agente della Dea: è John Costanzo, padre della moglie di Bonavita, Danielle Bonavita. Insomma, il suocero. Costanzo, che sul web viene definito un «agente speciale» dell'agenzia antidroga di Miami, è anche presidente della Ebco International, una «società internazionale di investigazione specializzata nella raccolta di informazioni per le aziende».

UMBERTO BONAVITA

 

Compare anche nel board di un'altra società, la Costa Group International Llc, che ha sede ancora nello studio Allen e di cui risulta agente di riferimento proprio Bonavita. Ma gli affari di Costanzo sembrano allungarsi anche in Italia.

 

Sul suo profilo LinkedIn si dichiara anche vice presidente esecutivo dell'italiana Austech srl, società che, secondo la descrizione che ne fa l'agente speciale sul suo profilo, collaborerebbe anche col ministero dell'Interno italiano: «È una joint venture italo-americana con sede a Roma, con rappresentanza a Miami, che fornisce soluzioni di sicurezza a enti pubblici e privati, tra cui il Ministero dell'Interno italiano, le autorità portuali e i servizi di intelligence in Italia e altri nazioni europee».

 

gherardo gardo

Sul sito della società, che ha sede nel cuore di Roma, compare tra la squadra manageriale proprio il curriculum di Costanzo: «Agente speciale per la Us Drug enforcement administration, ha culminato la sua carriera alla Dea di Miami, come responsabile della divisione che dirige le attività di 300 agenti speciali e personale di supporto». Secondo un articolo dell'AP del marzo 2020, l'uomo sarebbe anche stato coinvolto in un'indagine interna alla Dea sulla presunta divulgazione di informazioni sensibili ad alcuni avvocati di uomini sospettati di traffico di droga in Colombia. Per questo, in quell'occasione, secondo quanto riportato dall'Ap, gli sarebbe stato perquisito il telefono.

Ultimi Dagoreport

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO