vicini di casa

STAMMI LONTANO, OH VICINO! - IN ITALIA, I CASI DI LITI TRA CONDOMINI SONO ALL'ORDINE DEL GIORNO: DELLE CINQUE MILIONI DI CAUSE CIVILI PENDENTI, CIRCA UN MILIONE RIGUARDA LE LITI CONDOMINIALI - PER NON INTASARE I TRIBUNALI, IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA VORREBBE PERMETTERE ALL'AMMINISTRATORE DI PARTECIPARE ALLA MEDIAZIONE TRA I LITIGANTI - BASTARA' AD EVITARE RISSE, ICTUS ED OMICIDI?...

omicidio di treviglio il video girato dalla vicina di casa 4

Monica Serra per “la Stampa”

 

L'ultimo tragico epilogo di liti tra condomini trascinate per anni è andato in scena nella periferia di Treviglio, in provincia di Bergamo. Qui, la scorsa settimana, la settantunenne Silvana Erzembergher ha scaricato il suo revolver su una coppia di vicini, uccidendo Luigi Casati e ferendo gravemente la moglie Monica Leoni. Ma, se guardiamo alla storia d'Italia, i precedenti non sono pochi. Quello più noto è la strage di Erba dove, nel dicembre del 2006, i coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi hanno sterminato un'intera famiglia che viveva nella stessa corte.

vicini di casa rumorosi 15

 

IN TRIBUNALE PER ANNI

Senza arrivare a casi così drammatici, non si può negare che le controversie tra vicini siano una piaga, che impegna gli amministratori e intasa le aule dei Tribunali con processi che durano anni, se è vero che dei cinque milioni di cause civili pendenti attualmente in Italia, secondo il ministero della Giustizia più di un milione riguarda proprio le temutissime liti condominiali. E sarebbero circa 500 mila l'anno le controversie.

 

vicini di casa rumorosi 7

 Tanto che, nella sua riforma, anche la ministra Marta Cartabia ha provato a occuparsene, snellendo la procedura che permette (nei casi che interessano spazi e servizi comuni del condominio) all'amministratore di partecipare alla mediazione, un tentativo di risoluzione della controversia davanti a un soggetto terzo e imparziale. Che, per di più, è stata resa obbligatoria per un numero più ampio di materie, prima di arrivare al processo.

 

vicini di casa rumorosi 6

«Sono di ogni tipo i motivi che fanno nascere questi screzi che vanno avanti per anni, addirittura qualche volta si tramandano di generazione in generazione, con i nipoti che si odiano perché lo facevano i padri e prima ancora i nonni, senza neppure ricordare il perché», racconta il presidente di Anaci Milano, l'Associazione nazionale amministratori condominiali, Leonardo Caruso, che nella sua trentennale esperienza ne ha viste di ogni tipo.

 

«C'è quello che ogni giorno sposta il letto alle 3 del mattino svegliando l'inquilino del piano di sotto - prosegue -, quello che ogni sera si ubriaca per le scale del palazzo, quell'altro che puntualmente butta cenere e cicca di sigaretta sul balcone sottostante... Si possono fare decine di esempi». Nella classifica delle motivazioni stilata dall'associazione europea Anammi, prima dei bambini che giocano e urlano in cortile, dei rifiuti, di acqua o panni stesi che finiscono nel balcone di sotto, dei cani che abbaiano o in ascensore con i padroni, in pole position ci sono le tanto odiate «immissioni».

vicini di casa rumorosi 14

 

Ovvero odori o suoni che penetrano negli altri appartamenti, come gli aromi intensi delle cucine etniche, oppure il rumore di tacchi, trapani, martelli, o mobili trascinati per casa, magari sempre alla stessa ora, notturna e improbabile. Tutta materia della sezione civile del giudice di pace.

 

alberto genovese

Nelle situazioni più gravi, invece, si configura un reato: il disturbo della quiete pubblica, come nel caso di «Terrazza sentimento», il superattico con vista sul Duomo di Milano dell'imprenditore delle start up Alberto Maria Genovese, finito in carcere e ora in clinica con l'accusa di violenza sessuale, ma trascinato in Tribunale anche dai vicini che non tolleravano più i suoi esclusivi party fino all'alba. «Nelle liti tra privati noi amministratori non possiamo fare nulla - spiega ancora il presidente Caruso -, devono vedersela i singoli condomini coinvolti. Anche perché in genere gli altri abitanti del palazzo preferiscono assumere un atteggiamento neutrale ed evitare le grane».

 

DAL GIUDICE DI PACE

GIUDICI DI PACE3

Detto che «una sentenza non sempre risolve il problema. Il più delle volte i litigi terminano davvero solo quando uno degli inquilini decide di andar via, di trasferirsi. Oppure muore», riflette il presidente della sezione penale dei giudici di pace di Milano, Tommaso Cataldi, che si occupa dei reati meno gravi, tra diffamazioni e minacce nel corso di assemblee infuocate, percosse e addirittura lesioni con una prognosi fino a venti giorni. «Nell'hinterland di Milano, i centri più colpiti da discussioni di questo tipo che sfociano in aggressioni verbali o fisiche - spiega - sono Rozzano e Buccinasco. In città, le periferie, soprattutto la lunghissima via Costantino Baroni al Gratosoglio».

 

fedez dopo la lite con il vicino

Il caso più noto finito sulla scrivania del giudice Cataldi è stato quello di Fedez, che nel marzo 2016 ha ingaggiato una lite a pugni e schiaffi con un vicino della sua vecchia casa in via Tortona. «Ma ogni settimana il nostro ufficio (tre giudici di pace in tutto) ha almeno una decina di udienze di processi che riguardano liti tra condomini. Spesso persone stremate, che arrivano a denunciare quando la misura è colma. E vivono la loro casa, che dovrebbe essere un luogo sereno, con un carico di stress e di ansia insostenibili per chiunque».

Ultimi Dagoreport

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)