bomba nucleare b61-12

GLI STATI UNITI AGGIORNANO IL LORO ARSENALE ATOMICO E LE NUOVE ARMI FINIRANNO ANCHE IN ITALIA - SI TRATTA DI CENTO BOMBE PIAZZATE NEL NOSTRO PAESE POI IN OLANDA, GERMANIA E TURCHIA - L’AMMODERNAMENTO  AVVERRÀ CON ALMENO TRE MESI DI ANTICIPO DOPO LE MINACCE RUSSE DI UTILIZZARE TESTATE NUCLEARI: SARANNO INSTALLATE LE NUOVE B61-12 AL POSTO DEGLI ORDIGNI PIÙ DATATI. SONO TELEGUIDATE E POTRANNO ANCHE ESSERE MONTATE E SGANCIATE DA TORNADO OLTRE CHE DAI TRADIZIONALI BOMBARDIERI E CACCIA F-15 E F-16  

Alberto Simoni per “la Stampa”

 

PUTIN BIDEN

Washington alza il livello della deterrenza e tara il suo arsenale nucleare per rispondere anche ad attacchi convenzionali. Il segretario del Pentagono Lloyd Austin ha mandato in soffitta, presentando la National Defense Strategy, la proposta che Biden aveva avanzato in campagna elettorale quando aveva sostenuto il ricorso alla deterrenza atomica solo in caso di offensive nucleari.

 

Ieri mattina il segretario della Difesa ha convocato una conferenza stampa e ha illustrato le linee guida della politica americana in materia di sicurezza, nucleare e missilistica. Il cambio di rotta è evidente e arriva mentre i venti del ricorso al nucleare tattico o a bombe sporche incendiano ulteriormente il clima fra Ucraina e Russia; non c'è una correlazione diretta, spiegano fonti del Pentagono che hanno partecipato alla "review", ma è chiaro che il timing non è casuale.

testate nucleari

 

Come forse non è casuale che la sostituzione del dispositivo atomico - cento bombe piazzate in Italia, Olanda, Germania e Turchia - avverrà con almeno tre mesi di anticipo; entro fine anno anziché in primavera. Si tratta di installare le nuove B61-12 al posto degli ordigni più datati. Saranno più versatili, teleguidati e potranno anche essere montate e sganciate da Tornado oltre che dai tradizionali bombardieri e caccia F-15 e F-16 statunitensi.

 

putin zelensky biden

Il portavoce del Pentagono ha spiegato che questo "avvicendamento" affonda negli anni passati quando si era deciso di fare un ammodernamento. Ma fonti di Politico hanno riferito che durante l'ultima ministeriale Nato, Lloyd Austin ha spiegato la mossa agli alleati europei per rassicurarli del sostegno americano nei confronti delle azioni russe.

«Non possiamo cedere al ricatto nucleare di Putin», aveva detto - secondo quanto contenuto nei cablo diplomatici visti dal giornale Usa - un ministro europeo.

 

L'Alleanza atlantica su questo è compatta, così come sul continuare a sostenere Kiev. Ieri il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto un colloquio telefonico con Jens Stoltenberg, al quale ha ribadito il pieno sostegno dell'Italia all'Ucraina contro l'invasione russa e la necessità di rafforzare l'impegno della Nato nel contrasto alle minacce di diversa natura, comprese le sfide del Sud.

 

testata nucleare

Nella revisione strategica americana la Russia viene definita "minaccia acuta". Significa - e il senso lo ha spiegato lo stesso Austin - che pone un rischio alto nell'immediato, ma che è percepita in declino per il futuro. Ed è questo che la differenzia dalla Cina che resta la minaccia numero uno per gli Stati Uniti, visto il suo potere economico, tecnologico e una postura militare da potenza emergente dotata di un arsenale atomico in espansione.

 

Sul nucleare in particolare Mosca viene descritta nel documento di 80 pagine come una potenza da 2000 armi nucleari tattiche e non vincolata ad alcun trattato ne ne limiti il numero. È una cosa che accresce la possibilità «che usi queste forze per vincere una guerra nella sua periferia o evitare una sconfitta se è in pericolo di perdere una guerra convenzionale».

volodymyr zelensky

 

Ed è esattamente questo che minaccia Putin nonostante le rassicurazioni che Mosca - a ogni livello - sta facendo. La Casa Bianca ha detto di non aver segnali che la Russia sull'uso di bombe sporche. Ma c'è il timore che questi allarmi - l'accusa all'Ucraina di volere utilizzare - sia la classica "false flag", un bersaglio per distogliere l'attenzione e scaricare su altri la responsabilità delle proprie azioni.

 

La linea americana non cambia. John Kirky, portavoce del Consiglio per la Sicurezza nazionale, ieri in un briefing con alcuni giornalisti ha ribadito alcuni pilastri fermi. Il primo riguarda il conflitto che può «finire solo se Putin ritira le sue truppe». Il Cremlino l'ha iniziato, e tocca ai russi fermarlo. Washington, è la linea ufficiale, non vuole imporre una linea a Zelensky, «tocca a lui decidere quando e se sedere al tavolo».

 

F16

Nel frattempo, l'America continua a finanziare con armi e aiuti l'Ucraina. I timori americani sono legati all'Iran e al sostegno che Teheran sta fornendo a Mosca sul campo di battaglia. La Russia starebbe cercando di acquistare dalla Repubblica islamica altri armamenti più sofisticati oltre ai droni lanciati dalla Crimea grazie all'aiuto degli esperti iraniani.

 

L'Amministrazione Usa non chiude le porte comunque al dialogo, canali di comunicazione con Mosca ci sono e sono affollati negli ultimi giorni. Ci sono contatti a livello di ambasciate; il capo degli Stati maggiori Milley ha parlato con l'omologo Gerasimov e in meno di 72 ore Austin ha sentito Shoigu. L'obiettivo sembra più alto del limitare i rischi di incidenti. Biden non ha intenzione di vedere Putin al G20, ma Kirby ha anche spiegato che non c'è agenda chiara perché troppo prematura.

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?