vladimir putin gas

STIAMO ALLA CANNA DEL GAS! L’ITALIA HA FATTO DI TUTTO PER RIDURRE LA PROPRIA DIPENDENZA ENERGETICA DA MOSCA. MA IL 10% DEL GAS DOVRÀ ANCORA ARRIVARE DALLA RUSSIA - "DIFFICILE ESSERE FIDUCIOSI PER L’INVERNO” - LA DECISIONE DI GAZPROM DI FERMARE I FLUSSI, SE DOVESSE ESSERE CONFERMATA ANCHE NEI PROSSIMI GIORNI, RENDE ANCORA PIÙ URGENTE LA NECESSITÀ DI INSTALLARE I NUOVI RIGASSIFICATORI, IN PARTICOLARE LA NAVE GALLEGGIANTE A PIOMBINO...

Valentina Iorio per corriere.it

 

MEME SU PUTIN E IL GAS

L’Italia ha fatto di tutto per ridurre la propria dipendenza energetica da Mosca. Ma il gas russo è fondamentale perché rappresenta il 9-10% del nostro «supply». A dirlo è l’ad di Eni, Claudio Descalzi, a margine degli Eni Awards. «Difficile essere fiduciosi per l’inverno, abbiamo fatto tutto il possibile per essere in una posizione positiva ma il contributo addizionale del gas russo di 20 milioni di metri cubi al giorno è fondamentale», ha sottolineato Descalzi. Eni spera che entro la prossima settimana le forniture di gas russo in arrivo da Tarvisio attraverso l’Austria possano riprendere.

 

«Il problema - ha spiegato - non è di ordine geopolitico ma è dovuto al fatto che per il gas portato si dovrebbe dare una garanzia in funzione del passaggio di questo gas al trasportatore che porta il gas dall’Austria all’Italia». «Diventa difficile pensare - ha osservato l’ad di Eni - che una società che vuole pagare in rubli possa mettere delle garanzie in euro per il passaggio. Noi stiamo vedendo come e se è possibile subentrare o al trasportatore o a Gazprom. Si parla di 20 milioni di euro di garanzie su miliardi di euro che passano quindi adesso vediamo se riusciamo a subentrare e facciamo questo sforzo».

PUTIN E IL GAS - BY EMILIANO CARLI

 

Servono rigassificatori

La decisione di Gazprom di fermare i flussi, se dovesse essere confermata anche nei prossimi giorni, rende ancora più urgente la necessità di installare i nuovi rigassificatori, in particolare la nave galleggiante Fsru a Piombino che consentirà di aumentare la capacità di rigassificazione del nostro Paese. Di quelli già in funzione, il primo si trova a Panigaglia, in provincia della Spezia, e ha una capacità massima di 3,5 miliardi di metri cubi all’anno. Il secondo in mare, a Porto Vigo, in provincia di Rovigo, e ha appena aumentato la portata da 8 a 9 miliardi di metri cubi. Il terzo è al largo di Livorno, ha 3,75 miliardi di metri cubi di produzione ed è stata fatta domanda per salire a 5.

 

 

 

Il gas in Italia costa meno che al Ttf

PUTIN E IL GAS - BY EMILIANO CARLI

«L’Italia oggi ha gas e si capisce dal fatto che l’hub italiano ha un costo del gas a 140-150 euro per megawattora e il Ttf è a 180-200 euro, c’è una differenza dovuta al fatto che lo sforzo di aver portato più gas ha abbassato i prezzi e l’offerta adesso supera la domanda e anche gli stoccaggi sono pieni. Certo questi metri cubi in più che stiamo portando stanno anche andando verso mercati che hanno prezzi più attraenti e questo è un problema che dobbiamo risolvere», ha spiegato l’ad di Eni. «Come risolverlo? Andiamo, come ha detto il ministro Cingolani, anche al 100% degli stoccaggi che deve essere preso e comprato, in modo tale che il nostro sforzo non diventi un bellissimo sforzo di solidarietà perché avendo gli stoccaggi pieni e saturi meglio riusciamo a mantenere dei picchi e coprire un periodo più lungo».

 

Descalzi: ci sono delle variabili imprevedibili

Malgrado l’Italia abbia fatto tutto il possibile per arrivare preparata all’inverno, ci sono delle variabili del sistema che non sono sotto controllo di nessuno. «Puoi chiudere le frontiere, ma non si può, e puoi essere più deterministico nella positività. Il contributo addizionale del gas russo che speriamo ritorni è fondamentale, 20 milioni di metri cubi al giorno che sono tra il 9-10% del supply che sta arrivando in Italia. È importante che i rigassificatori funzionino, è importante che non ci siano problemi tecnici alle produzioni in Algeria o Egitto o interruzioni dalla Libia», ha continuato Descalzi.

PUTIN E IL GAS - BY EDOARDOBARALDI

 

 

Domanda di gas: -40 miliardi di metri cubi

Secondo Gazprom la domanda globale di gas è scesa di 40 miliardi di metri cubi negli ultimi 9 mesi. In questa riduzione il 75%, pari a 30 miliardi di metri cubi, è la quota dei 27 Paesi dell’Ue. «La diminuzione del consumo di gas nell’Unione Europea è diventata un fattore chiave nella riduzione della domanda mondiale di gas», scrive il colosso russo sul suo canale Telegram. «Il consumo di gas è diminuito anche nel Regno Unito - si legge ancora nel testo - nel periodo in questione di circa 5 miliardi di metri cubi- La quota totale dell’Ue e del Regno Unito nella riduzione della domanda globale è quasi del 90%».

GAS N ROSES - MEME BY CARLI claudio descalzi con il presidente di sonatrach, toufik hakkar 2CLAUDIO DESCALZI IN QATARluigi di maio claudio descalzi in congo MARIO DRAGHI CLAUDIO DESCALZI vladimir putin

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"?