maitland jones new york university

LO STUDENTE HA SEMPRE RAGIONE, ANCHE SE SOMARO (BASTA CHE PAGA LA RETTA) – MAITLAND JONES, LUMINARE DELLA CHIMICA, È STATO LICENZIATO DALLA NEW YORK UNIVERSITY PERCHÉ TROPPO SEVERO – 82 STUDENTI BOCCIATI AL SUO ESAME HANNO CHIESTO LA RIMOZIONE DEL DOCENTE. E L'ATENEO HA UBBIDITO, AMMETTENDO: “ALLUNGHIAMO UNA MANO GENTILE VERSO GLI ALUNNI E COLORO CHE PAGANO LE LORO RETTE” – ORMAI NEL SISTEMA DELL'ISTRUZIONE USA LA MERITOCRAZIA È STATA UCCISA DAL “PROGRESSISMO” E DALLA DITTATURA DEL BILANCIO…

Federico Rampini per il “Corriere della Sera”

 

Maitland Jones

A 84 anni Maitland Jones è un luminare della chimica. Il suo manuale di chimica organica è adottato in molte università. Oltre che un illustre scienziato è considerato - dai suoi colleghi e da tanti allievi - un innovatore nella didattica. Ma dopo una brillante carriera a Princeton e più di recente alla prestigiosa New York University, Jones è stato licenziato in tronco. Non per raggiunti limiti di età. Al contrario, per troppa dedizione alla sua missione.

 

Il suo esame, da sempre uno dei più selettivi, non è piaciuto a 82 dei suoi studenti: quelli che hanno avuto brutti voti (su un totale di 350). Coloro che un tempo si sarebbero definiti i meno meritevoli - espressione oggi inaccettabile - hanno firmato una petizione. E la New York University ha licenziato il docente. Il direttore responsabile del reclutamento di nuove matricole, Marc Walters, non fa mistero della motivazione: «Allunghiamo una mano gentile verso gli studenti e coloro che pagano le loro rette». Cioè i genitori.

Maitland Jones

 

Se uno studente non ha borse di studio o altre agevolazioni, il costo dell'università può arrivare a 70.000 euro l'anno. Il cliente ha sempre ragione, se paga queste cifre ha ancora più ragione. A nulla è valso lo sdegno di altri docenti, né dei tanti studenti che difendono Jones. Il caso è finito in prima pagina sul New York Times.

 

Tra le righe s' invoca comprensione verso la Generazione Z, che ha subito la pandemia e la didattica a distanza. Lo stesso quotidiano però ricorda che Jones cominciò a notare un inquietante calo di apprendimento già da un decennio.

Tra le possibili cause andrebbe approfondito l'effetto distruttivo dei social media sui cervelli di una generazione - tema su cui si accumulano indagini dalle conclusioni drammatiche. Per adesso la tendenza dominante negli Stati Uniti è un'altra: assolvere sempre i giovani.

 

Lo scandalo della New York University è solo l'ultimo di una catena di episodi che investono l'intero sistema americano dell'istruzione. Nella scuola secondaria superiore un movimento che si definisce progressista ha preso d'assalto la meritocrazia. Nell'Oregon, poiché gli studenti afroamericani avevano i risultati peggiori negli esami di matematica, quelle prove sono state abolite.

 

new york university

Il provveditorato agli studi di San Francisco, per aiutare le minoranze etniche come i black e i latinos , ha abolito la selezione basata sul merito all'ingresso di alcuni licei pubblici. In quest' ultimo caso però la logica «etnica» si è ribaltata contro i suoi promotori. A San Francisco esiste una delle più antiche comunità cinesi degli Stati Uniti. Gli asiatici si piazzano in testa alle classifiche per l'apprendimento, fanno incetta di borse di studio, e alla fine sono la componente etnica con il reddito più alto, superiore ai bianchi.

 

il testo di chimica di Maitland Jones

La Chinatown di San Francisco fonde l'etica confuciana (spirito di sacrificio, senso del dovere, obbedienza alle gerarchie e valore dell'istruzione) con un'idea dell'America come terra delle opportunità per chi ha talento e voglia di lavorare. Da lì è partita una rivolta contro l'anti-meritocrazia. Un referendum popolare ha decapitato il provveditorato agli studi (i cui dirigenti sono eletti).

 

L'esempio di San Francisco è stato replicato più di recente a New York. Anche la Grande Mela aveva smantellato la selezione all'ingresso di licei pubblici e deve fare dietrofront. La controffensiva è partita anche qui dai genitori asiatici, decisi a difendere la qualità del sistema educativo americano. L'università è vulnerabile all'assalto contro la meritocrazia per la logica del business su cui si regge.

 

Pubblici o privati, gli atenei sono soggetti alla dittatura del bilancio. L'iperinflazione delle rette universitarie non ha eguali al mondo. Non a caso il debito degli studenti è uno dei temi che influirà sulle elezioni legislative di metà mandato, l'8 novembre. Joe Biden ha varato un controverso provvedimento che cancella i debiti bancari degli studenti fino a 20.000 dollari a testa, con un costo complessivo di 400 miliardi per le finanze pubbliche.

 

Maitland Jones

È considerata dai suoi strateghi elettorali come una mossa vincente per catturare i voti della Generazione Z. Ha suscitato anche tante critiche. È un trasferimento di risorse dalle classi lavoratrici che pagano le tasse ma non mandano i figli all'università, a favore dei ceti medi con laurea. È un condono implicito per l'avidità delle università, la cui corsa al rialzo delle rette viene assecondata da una pioggia di denaro pubblico. Il caso della New York University aggiunge un allarme: le rette stratosferiche non sono sinonimo di eccellenza accademica, in un mondo dell'istruzione dove «comandano i ragazzini», di preferenza i bocci

new york university NEW YORK UNIVERSITY new york university Maitland Jones

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…