donne afghanistan

I TALEBANI VOGLIONO RIFARSI IL LOOK: VIETATE LE NOZZE FORZATE - IL GRUPPO ISLAMISTA AL POTERE IN AFGHANISTAN HA EMANATO UN DECRETO SUI DIRITTI DELLA DONNA: "NON E' UNA PROPRIETA', MA UN ESSERE UMANO NOBILE E LIBERO" - TRA LE NUOVE DIRETTIVE IL DIRITTO DELLE VEDOVE DI RISPOSARSI, IL DIRITTO ALL'EREDITA' E A UNA QUOTA FISSA DELLA PROPRIETA' DEL MARITO - D'ALTRA PARTE LA COMUNITA' INTERNAZIONALE NON RIPRISTINERA' GLI AIUTI FINCHE' NON SARANNO GARANTITI I DIRITTI DELLE AFGHANE...

Chiara Clausi per il Giornale

 

Donna in Afghanistan

Beirut. Se le donne afghane potessero parlare come fa la protagonista del film di Atiq Rahimi, Come pietra paziente, davanti il corpo del marito mujaheddin ridotto a vegetale, capiremmo un mondo che può sembrare lontano e incomprensibile. Con il ritorno dei talebani, in Afghanistan le donne continuano a essere oltraggiate e segregate.

 

Ma ora il gruppo islamista al potere ha emanato un nuovo decreto sui diritti delle afghane che sembra una piccola luce nel buio di una notte sempre più cupa, anche se i dubbi e le contraddizioni restano. Già molte promesse degli studenti coranici sono cadute nel vuoto, ma in base a questa nuova decisione il consenso delle donne sarà necessario per contrarre matrimonio.

 

Afghanistan

I talebani sono sotto pressione da parte della comunità internazionale affinché siano garantiti i diritti delle donne. Una precondizione per riconoscere il loro governo e ripristinare gli aiuti.

 

«Una donna non è una proprietà, ma un essere umano nobile e libero; nessuno può darla a nessuno in cambio della pace o per porre fine alle animosità», afferma il decreto diffuso dal portavoce Zabihillah Muhajid. Tra le nuove direttive anche «il diritto delle vedove di sposarsi», il diritto all'eredità e a una quota fissa della proprietà di marito, figli, padre e parenti. E coloro che hanno più di una moglie sono obbligati a riconoscere loro i diritti e mantenere la giustizia tra le mogli. Tuttavia, non è menzionata la possibilità per le donne di lavorare, studiare o accedere a strutture al di fuori della casa.

 

Bambine spose in Afghanistan

La condizione delle donne era notevolmente migliorata negli ultimi due decenni di presenza internazionale in Afghanistan, ma ora è considerata minacciata dal ritorno dei talebani. Durante il loro precedente governo dal 1996 al 2001, hanno vietato alle donne di uscire di casa senza un parente maschio e alle ragazze di ricevere un'istruzione e hanno obbligato tutte le afghane a coprire il viso e il capo indossando il burqa.

 

Bambine spose in Afghanistan 4

I talebani però sostengono di essere cambiati e che in alcune province è stato permesso di aprire le scuole superiori per le ragazze. Ma molte donne e difensori dei diritti umani rimangono scettici. I matrimoni forzati sono diventati più comuni nel Paese sempre più povero e conservatore, poiché gli sfollati interni sposano le loro giovani figlie in cambio di denaro che può essere utilizzato per pagare i debiti e sfamare le loro famiglie.

 

Le donne in Afghanistan per decenni sono state trattate come proprietà per ottenere denaro, merce di scambio per porre fine a controversie o faide tribali. I talebani ora si dichiarano contrari. Hanno anche detto che una vedova potrà risposarsi 17 settimane dopo la morte del marito, e scegliere liberamente il nuovo consorte. Tradizioni tribali volevano che una vedova sposasse uno dei fratelli o dei parenti del marito in caso di morte. Ma i dubbi restano. Migliaia di ragazze non possono ancora frequentare la scuola e alla maggior parte delle donne è vietato tornare al lavoro.

 

Bambine spose in Afghanistan 3

La comunità internazionale è stata chiara e ha fatto dei diritti delle donne un elemento chiave di qualsiasi impegno futuro. Il Paese, che soffre anche di una crisi di liquidità a causa delle sanzioni, rischia il collasso economico e la povertà è in aumento da quando a metà agosto si è concluso il ritiro delle truppe degli Stati Uniti e della Nato. Il sogno è che le afghane come la protagonista del film possano un giorno liberare la parola, pregare, gridare, ma al mondo questa volta, e infine ritrovare loro stesse.

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