joe biden benjamin netanyahu israele stati uniti armi

IL DECLINO DELL'IMPERO AMERICANO - ETTORE SEQUI: “BIDEN HA INCONTRATO DIFFICOLTÀ A FAR ACCETTARE A NETANYAHU I PROPRI CONSIGLI DI MODERAZIONE E IL PROPRIO PIANO DI PACE. TUTTO CIÒ HA FINITO PER INDEBOLIRE L'IMMAGINE DEGLI STATI UNITI E CREARE LA PERCEZIONE DI UN VUOTO DI POTERE NELLA REGIONE, SUSCETTIBILE DI CONSEGUENZE ANCHE IN ALTRI SCENARI. CINA E RUSSIA LO HANNO NOTATO - I PAESI ARABI SUNNITI CONDIVIDONO CON ISRAELE LA MINACCIA ESISTENZIALE DI UNA EGEMONIA REGIONALE IRANIANA E L'INTERESSE A EVITARLA…”

Estratto dell’articolo di Ettore Sequi per “la Stampa”

 

netanyahu biden

Le analisi sulla crisi in Medio Oriente si concentrano in queste ore sulla imminente risposta iraniana all'uccisione, a Teheran, del leader politico di Hamas, Haniyeh. L'Iran ha diverse opzioni per colpire Israele: la prima, una replica dell'attacco di aprile, con missili e droni. La seconda […] un attacco diretto dal territorio iraniano, coordinato con un massiccio attacco missilistico di Hezbollah.

 

In tal caso il Partito di Dio utilizzerebbe assetti missilistici ma non effettuerebbe incursioni di terra, per mancanza dell'effetto sorpresa e a causa del rafforzamento della presenza militare israeliana al confine con il Libano. A seconda del grado di coinvolgimento di Hezbollah, Israele potrebbe decidere di avviare una operazione in territorio libanese, per ridurne la minaccia in caso di scontro diretto con l'Iran.

ismail haniyeh con ali khamenei

 

 

[…] gli Stati Uniti hanno rafforzato la propria presenza nell'area con due obiettivi: deterrenza verso un attacco iraniano di vasta portata e difesa attiva per abbattere missili e droni prima che raggiungano i bersagli. Gli interessi dei soggetti coinvolti in questa crisi sono molteplici, contrastanti o coincidenti, e si intersecano a volte sovrapponendosi tra loro, come in un gioco di specchi deformanti.

 

ettore francesco sequi foto di bacco

La continuazione della guerra è, per Netanyahu, l'assicurazione della continuazione della sua vita politica. L'uccisione di Haniyeh ha la conseguenza […] di bloccare i negoziati per un cessate il fuoco e quella, certamente dolorosa ma calcolata, di impedire la liberazione degli ostaggi in tempi brevi. Netanyahu può aggiungere ora alla lista dei nemici eliminati dall'inizio delle operazioni il pregiatissimo scalpo di uno dei capi di Hamas.

 

 

DELEGAZIONE DI HAMAS IN VISITA AL LEADER DI HEZBOLLAH, HASSAN NASRALLAH

[…] Biden […] ha sperato che la guerra a Gaza potesse restare circoscritta. I fatti hanno mostrato il contrario, ampliando progressivamente il numero e la rilevanza degli attori direttamente coinvolti: Hezbollah, Houthi e ora Iran. […] L'Amministrazione americana […] ha […] incontrato serie difficoltà a far accettare a Netanyahu i propri consigli di moderazione e il proprio piano di pace. […] Tutto ciò ha finito per indebolire l'immagine degli Stati Uniti e creare la percezione di un vuoto di potere nella regione. Un danno reputazionale per Washington, suscettibile di conseguenze anche in altri scenari. Cina e Russia lo hanno notato.

ismail haniyeh

 

 

L'attentato ad Haniyeh, per le circostanze in cui ha avuto luogo, è stato un colpo durissimo per il regime iraniano. Una vera e propria umiliazione e il messaggio di Israele di poter colpire ovunque i propri nemici.

 

Teheran non può fare a meno di rispondere con durezza per non offrire una pericolosa immagine di debolezza, rischiando di compromettere i propri interessi strategici: scacciare gli Stati Uniti dal Medio Oriente; indebolire Israele; conseguire una leadership regionale a danno degli Stati sunniti dell'area; alimentare l'Asse della Resistenza, ovvero Hezbollah, Houthi, Hamas e milizie shi'ite come proprio presidio e braccio operativo. Ma il regime deve salvare la faccia anche all'interno del Paese, affetto da crescenti tensioni sociali e difficoltà economiche. È poi assai probabile che questa crisi dia l'impulso definitivo all'Iran per dotarsi dell'arma nucleare.

RIBELLI HOUTHI

 

I Paesi arabi sunniti condividono con Israele la minaccia esistenziale di una egemonia regionale iraniana e l'interesse a evitarla. Essi quindi si sono astenuti dal prendere posizioni estreme verso Israele, pur dovendo tener conto della indignazione delle proprie opinioni pubbliche per la catastrofica situazione umanitaria a Gaza […]

 

 

ALI KHAMENEI AI FUNERALI DI ISMAIL HANIYEH

Gli Stati arabi sunniti continueranno dunque a lavorare discretamente con gli Stati Uniti temendo gli effetti indiretti, politici, economici e in termini di stabilità regionale, dell'imminente attacco iraniano. In tempi di pace questi Paesi cercano una distensione con Teheran, mentre in tempi di crisi continuano a percepire le attività iraniane come destabilizzanti e contrarie ai loro interessi. […] L'attentato ad Haniyeh rischia di causare la radicalizzazione di Hamas, rafforzando l'ala militare, la più dura […]

Ismail Haniyeh - Masoud PezeshkianLA STRUTTURA DI HAMAS

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…