vaccino vaccini vaccinazione terza dose

TERZA DOSE, SI' O NO? A QUATTRO GIORNI DALL'AVVIO DELLA CAMPAGNA, IL DIBATTITO INFURIA: PER ORA IL RICHIAMO E' DESTINATO SOLO AI SOGGETTI FRAGILI, MA GLI ESPERTI NON SONO D'ACCORDO SULLA PLATEA A CUI ESTENDERLO - SECONDO GLI STUDI IN USA E IN ISRAELE SI OSSERVA UN "SIGNIFICATIVO" CALO DELL'EFFICACIA DEI VACCINI DOPO 4 MESI DALLA COMPLETA IMMUNIZZAZIONE - LA FDA AMERICANA LO HA RACCOMANDATO SOLO AGLI OVER 65 E AI SOGGETTI FRAGILI - I DUBBI NASCONO ANCHE DAL FATTO CHE NEI PAESI PIU' POVERI NON CI SONO NEMMENO INIEZIONI SUFFICIENTI PER LA PRIMA DOSE...

Laura Cuppini per il "Corriere della Sera"

 

Terza dose in Israele

A quattro giorni dall'avvio della campagna per la terza dose (solo con vaccini a mRna) oltre 15 mila persone in Italia hanno ricevuto il richiamo. Per ora i destinatari sono i soggetti fragili (931 mila tra trapiantati, pazienti oncologici, immunocompromessi), poi probabilmente - quando arriverà il via libera del Comitato tecnico-scientifico - sarà la volta del personale sanitario, residenti nelle Rsa e ultra 80enni.

 

Si parla di una terza dose per tutti, ma su questo punto non c'è accordo tra gli esperti, nonostante alcuni studi indichino che il richiamo (booster) rafforza in modo significativo la risposta immunitaria. Negli Stati Uniti il dibattito è infuocato. Gli esperti dei Centers for disease control and prevention (Cdc) si sono riuniti per valutare l'opportunità di fornire la terza dose e a quali gruppi di persone, dopo che la Food and drug administration (Fda) ha raccomandato il booster solo per gli over 65 e i soggetti fragili.

 

Vaccini Usa

Secondo uno studio dei Cdc si osserva un «significativo» calo dell'efficacia dei vaccini, inducendo a ritenere necessaria una terza dose, come sostiene l'immunologo Anthony Fauci. Moderna risulta il vaccino più performante: dopo 4 mesi dalla completa immunizzazione, l'efficacia contro i ricoveri è al 92% rispetto al 93% iniziale, contro il 77% di Pfizer. Per il monodose Johnson & Johnson l'efficacia cala al 68% dopo 28 giorni.

 

I dubbi sul richiamo generalizzato nascono anche dal fatto che nei Paesi più poveri non ci sono nemmeno iniezioni sufficienti per la prima dose. Il primo ad avviare la somministrazione della terza dose è stato Israele, a luglio, e uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, sulla base dei dati del ministero della Salute di Gerusalemme, mostra che i casi di contagio e malattia grave calano «sostanzialmente» con il richiamo Pfizer. Il tasso di infezione è inferiore di 11,3 volte rispetto alle due dosi, mentre il tasso di malattia grave cala di 19,5 volte.

 

centro vaccini

Lo studio è stato condotto su 1,13 milioni di over 60 che avevano completato l'immunizzazione 5 mesi prima. Rispetto alla variante Delta, si legge nel lavoro, la terza dose Pfizer «porterebbe l'efficacia del vaccino a circa il 95%, un valore simile a quello che si aveva contro l'Alfa». Un lavoro prodotto dalla stessa Pfizer e inviato alla Fda mostra che, in 306 volontari che hanno ricevuto la terza dose, gli anticorpi sono triplicati rispetto a chi aveva ricevuto le due dosi.

 

vaccini

Un altro studio pubblicato nei giorni scorsi sul New England Journal of Medicine conferma che la terza dose di Pfizer, dopo 8/9 mesi dalla seconda, aumenta la protezione e l'immunità. Il gruppo di ricercatori europei e americani ha constatato come l'efficacia sia scesa all'84% dopo 4/6 mesi dalla seconda iniezione. Dopo un mese dalla terza dose, invece, la protezione è aumentata di 5 volte nella fascia di età 18-55 anni e di oltre 7 volte nei 65-85enni.

 

VACCINAZIONE ANZIANI5

Molti studi sono in corso per cercare di capire quanto dura la protezione offerta dai vaccini anti-Covid. In Italia Francesco Scaglione, docente di Farmacologia all'Università degli Studi di Milano e farmacologo clinico all'Ospedale Niguarda, sta analizzando da diversi mesi, insieme al suo team, una coorte di tremila persone (medici e dipendenti dell'ospedale) che è stata vaccinata a gennaio.

 

Vaccini

«Valutiamo il calo della risposta anticorpale tramite le IgG anti-Spike - spiega Scaglione, che è anche componente della Società italiana di farmacologia -: mentre a 3 mesi di distanza rimane alta, a 6 mesi si abbassa nel 40-50% dei soggetti. Invece i guariti, con una dose di vaccino, mantengono la risposta alta anche a 6 mesi. In ogni caso, anche con pochi anticorpi, è possibile che, a contatto con il virus, si attivi una reazione immunitaria rapida grazie ai linfociti. In questo momento non credo serva la corsa alla terza dose, ma proteggere i fragili è giusto, per un atto precauzionale».

Ultimi Dagoreport

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?