amuchina

TI CONOSCONO AMUCHINA – LA STORIA DEL DISINFETTANTE, DIVENTATO L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI MIGLIAIA DI ITALIANI CHE HANNO FATTO SCORTE DA FINE DEL MONDO: FU BREVETTATA NEL 1923 DALL’INGEGNERE ORONZIO DENORA CHE, DOPO AVERE SCOPERTO I “MIRACOLI” DELL’IPOCLORITO DI SODIO DILUITO IN ACQUA, VENDETTE IL BREVETTO – DA QUEL MOMENTO IL SUO SUCCESSO È LEGATO ALLE EPIDEMIE: PRIMA LA TUBERCOLOSI, POI IL COLERA E…

Carlotta Scozzari per "it.businessinsider.com"

 

amuchina

Tra gli effetti provocati dalla diffusione del coronavirus, c’è la corsa all’acquisto dell’Amuchina, preferibilmente in forma di gel disinfettante per le mani. A ben vedere, non è la prima volta che la propagazione di un’epidemia, come appunto quella del Covid 19, fa convergere i riflettori sul famoso prodotto a base di ipoclorito di sodio.

 

Era già successo negli anni Settanta, ai tempi della diffusione del colera in alcune regioni del Sud Italia. La conseguenza fu che già nei primi anni Ottanta l’Amuchina era diventato il prodotto più utilizzato per la disinfezione dell’acqua da bere e soprattutto di frutta e verdura. Per “ripulire” l’acqua, in realtà, l’Amuchina era già stata ampiamente impiegata negli anni Quaranta, in piena seconda guerra mondiale.

il bacio tvboy 2

 

La nascita stessa dell’Amuchina, che si fa risalire agli anni Trenta (si veda lo stesso sito internet del prodotto), è legata alla lotta contro una malattia che stava creando problemi sanitari e sociali sempre più gravi: la tubercolosi. Addirittura c’è chi sostiene che il nome del disinfettante derivi proprio dal nome del Bacillo di Koch, ossia il Mycobacterium tuberculosis, che provoca appunto la tubercolosi.

 

L’Amuchina, in realtà, era stata brevettata già nel 1923 dall’ingegnere elettrotecnico di origini pugliesi Oronzio Denora, che dopo avere scoperto i “miracoli” dell’ipoclorito di sodio diluito in acqua vendette il brevetto.

 

amuchina

La produzione cominciò a Genova negli anni Trenta. Correva l’anno 1948 quando Pietro Giavotto, genovese, rilevò il marchio da Eridania (azienda specializzata nella produzione di zucchero fondata alla fine dell’Ottocento proprio nel capoluogo ligure) per realizzare l’Amuchina nello stabilimento di Busalla (Genova).

 

È al lavoro di Pietro Giavotto e del figlio Giorgio, che si sono spesi per promuoverne l’uso come antisettico e disinfettante, che si deve il graduale aumento, a partire dagli anni Cinquanta, dell’utilizzo del prodotto a base di ipoclorito di sodio negli ospedali, per la disinfezione delle macchine per dialisi e per la dialisi peritoneale.

meme sull'amuchina e il coronavirus 2

 

È nel 2000 che l’Amuchina viene acquisita dalla società farmaceutica Acraf, che fa parte del gruppo con base a Roma, Angelini, la cui sola divisione farmaceutica nel 2019 ha realizzato un fatturato di poco superiore ai 900 milioni di euro. Dal bilancio del 2018 di Acraf (ultimo disponibile) si scopre che alla sola Amuchina sono imputabili quasi 42 milioni di fatturato, in progresso sull’anno prima anche grazie alla “crescita organica della linea gel mani” (+0,8 milioni), quella cioè che sta andando per la maggiore proprio in questi giorni.

 

meme sull'amuchina e il coronavirus 3

Al contrario, gli sterilizzatori Amuchina, tra l’altro molto utilizzati da donne incinte negative alla toxoplasmosi per disinfettare frutta e verdura, nel 2018 hanno rallentato (-3,9% a valore sul 2017) sia – come spiega il bilancio di Acraf – per il “calo costante di nascite in Italia” sia per un “incremento dei consumi di bicarbonato”. Ma c’è da scommettere che nel 2020, grazie all’exploit del gel per le mani in tempi di coronavirus, l’incremento del bicarbonato a scapito dell’Amuchina sarà solo un lontanissimo ricordo.

AMUCHINA E MASCHERINE TERMINATE IN UNA FARMACIA A PALERMOmeme sull'amuchina e il coronavirus 4amuchina e mascherine esauritememe sull'amuchina e il coronavirus l’amore ai tempi del co..vid 19 il murale di tvboy sul coronavirus 3l’amore ai tempi del co..vid 19 il murale di tvboy sul coronavirus 2MEME AMUCHINAmeme sull'amuchina e il coronavirus 5il bacio tvboy 4amuchina su amazon 2amuchina con candeggina no grazieamuchina 500 euroamuchina a 199 euro su amazonamuchina su amazon 4

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”

giuseppe del deo andrea pignataro spionaggio dossier

DAGOREPORT - IL MISTERO PIGNATARO S’INGROSSA - LO ZAR DEL GRUPPO ION, COLOSSO GLOBALE NEL SETTORE DEI SOFTWARE, DEI DATI FINANZIARI E DEL FINTECH, HA DATO L’ENNESIMA PROVA DI MANTENERE FEDE ALLA SUA OSSESSIONE PER LA RISERVATEZZA - RULLO DI TAMBURI, FIATO ALLE TROMBE: IL 30 APRILE SCORSO “IL MILIARDARIO OSCURO” HA LIQUIDATO L’EX SPIONE DI STATO, GIUSEPPE DEL DEO, DALLA CARICA DI PRESIDENTE ESECUTIVO DI CERVED SPA, CON UNA LETTERINA INVIATA AI “CLIENTI” (CHE PUBBLICHIAMO) - CERTO, LA SOCIETÀ NON È QUOTATA IN BORSA, COME DEL RESTO TUTTE LE AZIENDE DELL’INTRICATISSIMA RETE GLOBALE DI PIGNATARO, E QUINDI NON HA NESSUN OBBLIGO DI ‘’TRASPARENZA’’ - MA LE POLEMICHE POLITICHE E MEDIATICHE SEGUITE ALLO SBARCO DI DEL DEO ALLA CERVED, IL CUI CORE-BUSINESS È LA RACCOLTA, ELABORAZIONE E DISTRIBUZIONE DI INFORMAZIONI ECONOMICO-FINANZIARIE, UTILIZZATE DA BANCHE, AZIENDE E ISTITUZIONI, BEH, RIENTRAVA PER LO MENO NELLA SFERA DELL’OPPORTUNITÀ DARNE COMUNICAZIONE…