mario draghi green pass

O TI FAI INOCULARE O VIENI INCULATO - IL GOVERNO STUDIA LE NUOVE RESTRIZIONI PER CHI NON È VACCINATO CHE SCATTERANNO SE LE REGIONI DIVENTERANNO GIALLE O ARANCIONI - SI PENSA A ELIMINARE IL TAMPONE PER OTTENERE IL GREEN PASS E A IMPEDIRE AI NO VAX DI ANDARE AL RISTORANTE, AL CINEMA, IN DISCOTECA O IN PALESTRA – AL VAGLIO L’OBBLIGO DELLA TERZA DOSE PER GLI INSEGNANTI MENTRE LA DURATA DEL CERTIFICATO VERDE POTREBBE PASSARE A 6 MESI. RESTA IN PIEDI L’IPOTESI DI OBBLIGO VACCINALE, MA…

Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini per il “Corriere della Sera”

 

GREEN PASS

I divieti per i no vax potranno essere applicati, in caso di peggioramento dei dati epidemiologici, se e quando alcune regioni entreranno nelle zone di rischio gialle e arancioni e scatteranno le restrizioni. Ma le limitazioni che il governo sta studiando riguarderanno soltanto la vita sociale. Per ora l'intenzione è lasciare fuori dal nuovo provvedimento il mondo del lavoro. È lo schema su cui lavora il governo in vista del decreto che sarà approvato la prossima settimana e che punta a varare una sorta di doppio green pass, per scongiurare chiusure delle attività produttive in vista del Natale.

 

TERZA DOSE VACCINI

I dettagli saranno discussi lunedì a Palazzo Chigi con le Regioni, giovedì sarà convocata la cabina di regia e poi si terrà il Consiglio dei ministri per il via libera. Salvini darà battaglia, ma i governatori leghisti sono schierati per la linea dura. Il certificato verde solo per vaccinati e guariti - escludendo quindi il tampone - non è l'unico strumento che il governo intende utilizzare per fermare la quarta ondata di Covid-19. Appena l'Ema darà il via libera, la terza dose si potrà fare dopo 5 mesi.

 

controllori di green pass 8

Per provare a convincere anche i più restii Palazzo Chigi ha messo a punto una campagna di comunicazione con volti noti, da Alberto Angela, a Giacomo Poretti. Sul tavolo resta anche l'ipotesi di imporre l'obbligo vaccinale per tutti. Mario Draghi non ha cambiato idea sulla necessità di valutare anche l'estrema ratio, se dovesse servire. Ma per fortuna i dati italiani non sono allarmanti come quelli austriaci e, per quanto Speranza sia pronto a stringere il più possibile per evitare lockdown, Draghi è molto cauto, anche per i nodi giuridici da sciogliere. L'ipotesi che si trovi l'accordo per l'obbligo generalizzato appare remota. Ma dal Cts arrivano pressioni almeno per alcune categorie di lavoratori del settore pubblico.

Vaccino

 

Insegnanti Una mediazione possibile riguarda i lavoratori della scuola - insegnanti e personale Ata - e le forze dell'ordine, due categorie alle quali il governo potrebbe imporre almeno l'obbligo di terza dose.

Medici e infermieri Il decreto obbligherà personale sanitario e lavoratori delle Rsa a effettuare la terza dose alla scadenza dei sei mesi dall'ultima inoculazione.

MARIO DRAGHI E IL GREEN PASS BY OSHO

I 5 mesi La copertura del vaccino dopo sei mesi dalla seconda dose «comincia a scemare», come hanno osservato gli esperti dell'Istituto superiore di sanità. È molto probabile che si decida di accelerare la dose booster, facendo partire i richiami a 5 mesi dalla seconda puntura. E se tanti italiani hanno paura, il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza, esclude «effetti negativi».

GREEN PASS SETTIMANA BIANCA

Green pass a 9 mesi Nel decreto sarà ridotta la validità del green pass, che passerà da un anno a 9 mesi. C'è chi vorrebbe portarlo addirittura a 6 mesi, ma si attende il parere del Cts.

 

I divieti La norma che si vuole inserire nel decreto impedisce a chi non è vaccinato di andare al ristorante, al cinema, a teatro, negli stadi, in discoteca, o in palestra. La lista completa sarà stilata durante il confronto con i governatori, tenendo conto che alcuni vorrebbero impedire a chi non è vaccinato anche di poter accedere agli impianti sciistici. L'obiettivo è evidente: lasciare le Regioni in bianco per tenere aperte le attività commerciali e i luoghi della socialità durante le festività natalizie.

TERZA DOSE VACCINI

 

I lavoratori e i tamponi Per adesso, a parte i sanitari, il governo non sembra intenzionato a imporre limitazioni ai lavoratori. Chi non è vaccinato o non è guarito dal Covid, dovrà continuare a seguire le attuali regole e dunque per entrare in ufficio, in azienda o negli altri luoghi di lavoro, dovrà presentare un tampone antigenico o molecolare negativo. La validità dei tamponi è uno dei temi che più interrogano Draghi e i ministri. Chi spinge per il rigore spera che il premier decida di togliere sia l'antigenico che il molecolare dalle modalità per ottenere il green pass. Ma c'è anche chi chiede di conservare i tamponi limitandone la durata: 48 ore per il molecolare e 24 per il rapido.

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