giuseppe pignatone luca palamara alessandro sallusti

TOGHE ROTTE - ESTRATTO DA “LOBBY & LOGGE”, IL SECONDO LIBRO DI SALLUSTI E PALAMARA: “IL PRESTIGIOSO E POTENTE PROCURATORE DI ROMA, GIUSEPPE PIGNATONE, FREQUENTAVA COME ME CENTOFANTI, POI RIVELATOSI SOCIO DI AMARA, LO STESSO MONTANTE E ADDIRITTURA SENTIVA SPESSO SILVANA SAGUTO. UNA VOLTA PIGNATONE SCHERZANDO MI DISSE CHE…''- L'ELENCO COMPLETO DI GUARDIE PASSATE NELLE FILE DEI LADRI E DEI FACCENDIERI COME AMARA IN CAMBIO DI FAVORI E SOLDI

SALLUSTI PALAMARA COVER

Estratto dal capitolo “Gli uomini giusti al posto giusto - Come il Sistema previene gli scandali”, dal libro “Lobby & Logge”, di Alessandro Sallusti e Luca Palamara (ed. Rizzoli), pubblicato da “il Messaggero”

 

Usiamo una metafora, quella dei pacchi bomba, non al tritolo ma con dossier comunque devastanti per la democrazia, confezionati in Sicilia da Piero Amara e da Antonello Montante.

 

Pacchi che risalgono l'Italia facendo tappa prima alla procura di Trani, poi a Roma nel quartier generale della magistratura, il Csm, dove alcuni vengono disinnescati come abbiamo visto nella vicenda dei magistrati coinvolti nel caso Montante , altri innescati con cariche ancora più pesanti, altri ancora rimandati al mittente perché gli esplodano nelle mani, tipo cartone animato Willy il Coyote e Beep Beep.

 

SALLUSTI PALAMARA

Alcuni, i più pesanti, arrivano fino a Milano dove hanno il potere è cronaca recente di fare saltare in aria il fortino della procura più blindata del Paese.

 

Il tutto dentro una guerra tra guardie e ladri che ha però una caratteristica: entrambi i contendenti vestono la stessa casacca, quella dei magistrati e dei servitori dello Stato, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza e uomini dei servizi segreti.

 

I CASI

PIERO AMARA

Qualche esempio. A Siracusa il pm Giancarlo Longo viene arrestato per associazione a delinquere, corruzione e falso dopo essere stato immortalato mentre si issa sulla propria scrivania a caccia di telecamere e microspie, in effetti piazzate nel suo ufficio dai colleghi che lo braccavano.

 

Con lui sono finite in galera altre quattordici persone tra consulenti giudiziari, imprenditori e un giornalista, e l'ex presidente del Consiglio di Stato Riccardo Virgilio, accusato di corruzione in atti giudiziari.

 

pm Giancarlo Longo

Stessa fine per uno 007, Francesco Sarcina, corrotto con 30.000 euro. A Trani va ancora peggio, tanto che quella procura vince il titolo della «più fuori controllo e inquinata d'Italia».

 

Già, perché in questa città, che nel XIII secolo era la capitale giuridica del Regno delle Sicilie e chiamata l'Atene delle Puglie, viene prima architettato da Amara e magistrati compiacenti e muove poi i primi passi il complotto contro l'Eni, mamma di tutti gli intrighi più recenti.

 

carlo maria capristo

Qui il pm Antonio Savasta è stato arrestato insieme al gip Michele Nardi per tangenti. E il 20 maggio 2020 finisce ai domiciliari per corruzione un pezzo grosso, Carlo Maria Capristo, già capo della procura di Trani e poi di Taranto, e con lui un ispettore di Polizia. Il pm che prese il suo posto, Antonino Di Maio, se la caverà con un semplice abuso d'ufficio.

 

FACCENDIERI

Finiamola qui, l'elenco completo di guardie passate nelle file dei ladri e dei faccendieri come Amara o tipo Amara in cambio di favori e soldi sarebbe assai più lungo.

 

IL PUBBLICO MINISTERO MICHELE NARDI

Sono notizie che l'opinione pubblica per lo più non conosce, annegate come sono nel bailamme quotidiano, anche perché nella maggior parte dei casi riguardano persone sconosciute al grande pubblico.

 

Dottor Palamara, lei per anni è stato al centro di questo grande bordello. Alcuni di questi signori erano anche amici suoi, come immaginava di uscirne senza uno schizzo?

 

Esistono due livelli di potere. Uno è quello del Sistema, che abbiamo raccontato nel precedente libro, fondato sulla spartizione correntizia delle nomine e all'interno del quale la magistratura si muove in accordo con il mondo politico e con l'informazione. È vero che parliamo di un Sistema che agisce dietro le quinte, ma su binari di legalità formale e quasi sempre sostanziale.

 

fabrizio centofanti

Questo mondo, che era il mio mondo, è parallelo a quello che stiamo raccontando oggi. Il sistema delle correnti non avrebbe alcun tipo di vantaggio a mettersi allo stesso tavolo con le logge, anzi perderebbe solo potere e autonomia.

 

Vero è invece il contrario: le lobby hanno tutto l'interesse a infiltrarsi nel sistema per raggiungere i propri obiettivi economici o politici senza troppi problemi.

 

LA DOMANDA

Che lei sappia è mai successo?

Se la domanda ne sottintende un'altra, del tipo: «a lei è mai capitato di partecipare a questo gioco?», la mia risposta è no, e sono sicuro che riuscirò a dimostrarlo nel processo che mi riguarda. Che invece in generale sia accaduto, non sono io a dirlo, ma i fatti di cronaca, quelli che lei ha citato ma anche tanti altri.

LUCA PALAMARA ALESSANDRO SALLUSTI

 

Le faccio un esempio, il caso Capristo, il procuratore di Trani e Taranto che secondo le accuse che gli vengono mosse sarebbe finito nella gestione del caso Ilva al servizio di Amara.

 

All'interno della magistratura a me è stato introdotto e presentato come un uomo di Unicost, peraltro in rapporto di parentela con Francesco Mannino, storico esponente catanese della mia corrente.

 

Tanto che, come erano soliti fare tanti di questi colleghi, anche io andai da Capristo durante la mia campagna elettorale per essere eletto al Csm.

 

Potevo immaginare che facesse il doppio gioco dentro e fuori tra legalità e illegalità? Proprio no, nessuno ne aveva sentore.

 

antonello montante

Se è per questo il prestigioso e potente procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone, frequentava come me Centofanti, poi rivelatosi socio di Amara, lo stesso Montante e addirittura sentiva spesso (una volta Pignatone scherzando mi disse che se fossero uscite le loro intercettazioni sarebbe andato nei guai per il solo fatto che ci parlava) Silvana Saguto, presidente della sezione Misure di prevenzione del tribunale di Palermo, condannata in primo grado a otto anni e sei mesi di carcere per essere al centro di un ramificato sistema corruttivo.

giuseppe pignatone

 

Ecco, guardi, il problema non è chi conosce chi i magistrati, a un certo livello, si conoscono più o meno tutti tra di loro ma chi usa chi e con quale scopo.

 

Ma, fatti penali a parte, le correnti che governano la magistratura, di cui lei è stato uno dei capi, assistono inermi allo spettacolo delle logge che provano a spadroneggiare?

 

GIANCARLO LONGO

LE DUE FUNZIONI

Sa, un conto è gestire la politica giudiziaria, altro sono le inchieste, che per loro natura fino a un certo momento sono segrete. Parliamo di due mestieri, due funzioni diverse che però possono entrare in contatto perché nei fatti le inchieste, anche quelle che riguardano colleghi, sono sì segrete ma non proprio per tutti.

carlo maria capristo

 

E allora dentro il Sistema scattano degli alert, si drizzano le antenne e inizia il riposizionamento dei colleghi per mettersi al riparo dalla tempesta in arrivo. Guardi il mio caso: tanti hanno partecipato al «Sistema Palamara», ben sapendo che cosa si stava facendo, ma quando è cambiata l'aria, quando da Perugia sono trapelate voci sull'inchiesta che mi riguardava, è stato un fuggi fuggi al motto di «Palamara chi».

 

michele nardi

Anzi, le aggiungo che dopo aver scritto Il Sistema un mio amico magistrato mi ha mostrato un messaggio del seguente tenore: «Luca l'ha fatta grossa, non doveva raccontare queste cose, si è scavato la fossa da solo».

 

Ebbene, questo messaggio da cuor di leone è stato scritto da un collega appartenente alla corrente dei duri e puri esattamente il giorno dopo aver ottenuto quello per cui mi tampinava quando io ero al Csm, allorquando pur di ottenere l'incarico a cui aspirava era arrivato perfino a offrirmi le dimissioni della moglie con la quale era in una situazione di incompatibilità in quello stesso ufficio.

 

luca palamara picconato da cossiga nel 2008

IL VERTICE

Diciamola così: chi è al vertice del Sistema deve sapere ciò che avviene nelle segrete stanze delle procure, e in qualche modo ciò accade.

Mi dissocio dalla formulazione, ma apprezzo la sua chiarezza. Io dico che per conoscere cosa accade sul campo devi avere seminato bene, cioè piazzato nei punti strategici del sistema giudiziario persone amiche e fidate, in modo da creare una rete informale di comunicazione e avere così tutto sotto controllo: più sai più conti, più conti più hai potere.

giuseppe pignatone 1

 

 E uno che aveva tanto potere all'interno del Sistema era il procuratore della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone.

 

Questo nome torna in continuazione.

Non lo faccio a caso: io ero a capo del Sistema, e lui per me è stato un riferimento, o almeno io lo consideravo tale, e anche sulle vicende di cui stiamo parlando non si limitò a fare da spettatore (...)

Ultimi Dagoreport

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?

alfredo mantovano

DAGOREPORT - ALLA MALCONCIA MELONI NON BASTAVA L'''EMINENZA NERA'' FAZZOLARI: DIAMO IL BENVENUTO ALL'"EMINENZA BIANCA", ALFREDO MANTOVANO - IL PIO SOTTOSEGRETARIO DI PALAZZO CHIGI È STATO SILENTE PER DUE ANNI E MEZZO, POI IMPROVVISAMENTE HA APERTO LE VALVOLE: SABATO È ARRIVATO PERFINO A MINIMIZZARE IL VIAGGIO DI PAPA LEONE A LAMPEDUSA (MELONI CI E' ANDATA PRIMA!) – L'EX MAGISTRATO HA RITROVATO LA FAVELLA QUANDO E' FINITO SOTTO SCHIAFFO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI PER LA DISASTROSA GESTIONE DEL CASO ALMASRI, SEGUITA DALLA PRIMA E PESANTISSIMA BATOSTA SUL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DI CUI MANTOVANO ERA L’ARCHITETTO – IL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO È RIUSCITO A ENTRARE IN ROTTA DI COLLISIONE CON TUTTI: DAL VATICANO AL QUIRINALE, FINO AL  DEEP STATE (CORTE DEI CONTI) - E QUANDO ARRIVA IL MOMENTO DELLA REGIA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MANTOVANO RIESCE A SCAZZARSI CON CROSETTO, SALVINI, PIANTEDOSI, ABODI, GIULI...

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...