san felice del benaco roberto balzaretti

UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA - IL PADRE DELLA RAGAZZA UCCISA ACCIDENTALMENTE DAL FRATELLO IN PROVINCIA DI BRESCIA AVEVA OTTO FUCILI E DUE PISTOLE INCUSTODITE IN CASA: SABATO POMERIGGIO STAVA MOSTRANDO LA SUA COLLEZIONE AL FIGLIO 13ENNE. È STATO LUI A FARGLI PROVARE IL FUCILE DA CUI È PARTITO IL COLPO - IN PAESE C’È CHI LO DEFINISCE “ACCANITO E UN PO’ FANATICO” DI CACCIA, E QUALCUNO RACCONTA DI UNA LUNGA LITE ANDATA AVANTI PER ORE TRA I DUE RAGAZZINI PRIMA DELLO SPARO

Monica Serra per "La Stampa"

 

roberto balzaretti

Nonna Ornella si trascina fuori dalla casa dai muri gialli a Portese, piccola frazione di villette, vigne e ulivi, attaccata a San Felice del Benaco, sulle colline della sponda bresciana del Garda. È già in lacrime quando arriva al cancello di ferro: «Mio figlio non c'è, non so spiegare come sia potuto succedere. Una tragedia enorme», si porta le mani al viso. Con gli occhi assenti, volge lo sguardo verso l'appartamento accanto al suo, quello del figlio Roberto, chiuso e sigillato dai carabinieri.

 

Meno di ventiquattr' ore fa, lì dentro, nella camera da letto, ha perso la vita la nipotina di soli 15 anni uccisa da un colpo al petto partito da uno dei fucili che papà Roberto B., 57 anni, stava mostrando all'altro figlio, di 13 anni. «Lasciateci in pace - implora la signora - siamo tutti disperati. È una tragedia».

 

san felice del benaco ragazzina uccisa dal fratello 2

Con i contorni che gli investigatori devono chiarire. È stato il padre, inizialmente arrestato dai carabinieri, e interrogato per tutta la notte dalla procura di Brescia diretta da Francesco Prete, a raccontare dell'incidente. Medico legale di professione e cacciatore per hobby, «accanito e un po' fanatico» sussurra qualcuno in paese, agli investigatori ha detto che sabato pomeriggio era in camera da letto col figlio.

 

san felice del benaco ragazzina uccisa dal fratello 3

Gli stava mostrando le sue armi, dieci in tutto, otto fucili e due pistole, alcune ereditate e regolarmente detenute: «Ero convinto fossero tutte disarmate», avrebbe giurato. Nell'ultimo fucile però era rimasta una cartuccia. Il ragazzino ce l'aveva in mano, lo provava - avrebbe spiegato papà Roberto - quando la sorellina è entrata nella stanza. Sarebbe così partito il colpo, secco, che l'ha raggiunta al petto. Al termine del lungo e sofferto interrogatorio, l'uomo è stato rilasciato dal pm.

 

san felice del benaco ragazzina uccisa dal fratello 2

È indagato a piede libero per omicidio colposo, e gli investigatori in queste ore cercano conferme alla sua versione. Anche perché restano diversi punti oscuri da chiarire. A partire dal fatto che in quella casa (già colpita otto anni fa dalla tragedia della morte del nonno che con una pistola si è tolto la vita) le armi - da quel che emerge - erano sparse e non ben custodite, nonostante la presenza di due adolescenti.

 

C'è poi qualcuno dei vicini, e anche in paese, che racconta di una lunga lite andata avanti per ore tra i due ragazzini prima dello sparo. Solo voci a cui la procura non ha trovato alcun riscontro. Erano le quattro e mezzo del pomeriggio quando i vicini hanno sentito uno sparo di quelli che in questo periodo sono abituati a riconoscere, in queste zone di caccia dove quasi tutti hanno un'arma in casa. Ma il colpo era vicino. Troppo vicino. Dopo solo le urla strazianti di papà Roberto.

san felice del benaco ragazzina uccisa dal fratello

 

«Eravamo in giardino e ci siamo precipitati qui fuori», racconta una giovane coppia a passeggio col cane. «Poco dopo è uscito il ragazzino. Piccolo, minuto, coi vestiti tutti sporchi di sangue. Piangeva e aspettava l'ambulanza accasciato per terra, qui all'angolo, per fargli strada. Neanche ai suoi amichetti è riuscito a dire cosa fosse successo».

 

la ragazzina uccisa dal fratello a san felice del benaco

I primi ad arrivare, anche in elicottero, sono stati i soccorsi del 118 che in ogni modo hanno provato, così come il papà medico, a salvare la vita della quindicenne. Ma invano: la ragazzina era già morta.

 

«La famiglia la conosco, vivono qui da quindici anni, Roberto per dieci anni ha fatto l'assessore al Welfare col vecchio sindaco, anche se sono molto riservati - spiega un altro vicino -. Ci incontravamo la sera al parco coi cani, loro hanno un levriero, ci salutavamo, niente di più». Sabato sera, nel trambusto, è arrivato pure il parroco, don Graziano, che ieri ha dedicato la sua omelia alla tragedia. «La nostra comunità è distrutta - dice il primo cittadino di San Felice, Simone Zuin -, conosco bene la famiglia, i nostri figli sono cresciuti assieme. Sono brave persone, tranquille. Ci stringiamo silenziosamente attorno a loro in questo momento di enorme sofferenza».

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…