bryan ceotto

LA TRANSIZIONE SI CONDIVIDE SU TIKTOK – BRYAN CEOTTO, IL 22ENNE TRANSGENDER HA RACCONTATO AI SUOI FOLLOWER IL CAMBIO DI SESSO TRA TERAPIE, BUROCRAZIA E DIFFICOLTÀ SUL LAVORO – “AL PRIMO ANNO DI LETTERE CERCAVO UN IMPIEGO, LA MIA VOCE PERÒ MI TRADIVA, NON ERO ANCORA IN TERAPIA, E MOLTI DATORI MI HANNO SBATTUTO LA PORTA IN FACCIA” – I PROBLEMI ANCHE NELLO SPORT: “PER IL TESTOSTERONE ASSUNTO SONO UN UOMO, PER LO STATO SONO ANCORA UNA DONNA. POTREI SCENDERE IN CAMPO COI MASCHI, MA NON PER GIOCARE PARTITE UFFICIALI…"

Lorenzo Rotella per “la Stampa”

 

bryan ceotto 10

«Ho accettato il mio passato, ormai siamo grandi amici». Sfoglia le foto di un caschetto biondo e occhi azzurri di nome Daphne e scorre le immagini di una ragazza in un costume a due pezzi, in un abito bianco da sera, in shorts e maglietta fina. «Traspare un certo disagio», dice ridendo Bryan Ceotto. Il corpo che abitava prima della terapia ormonale è diverso, ma gli occhi e il carattere sono rimasti gli stessi. Ora vive felice nei panni di un ragazzo ventiduenne di Conegliano. 

 

Si racconta sui social, dando voce alla comunità transgender, macinando milioni di like e sostegno tra migliaia di followers su Instagram e TikTok. Studia Lettere alla Statale di Milano, vuole diventare un giornalista storico e adora il calcio. Che per la sua scelta non può più praticare.

«Non tutte le squadre ti permettono di giocare a livello agonistico quando si inizia una terapia ormonale», spiega. «Da un lato per il testosterone assunto sono un uomo, dall'altro per lo Stato sono ancora una donna. Potrei scendere in campo coi maschi, ma non per giocare partite ufficiali». 

 

bryan ceotto 7

Anche nel mondo del lavoro tutto è più complicato. «Al primo anno di Lettere cercavo un impiego e avevo un buon livello di "passing" (capacità di sembrare del sesso opposto a quello di nascita, ndr). La mia voce però mi tradiva, non ero ancora in terapia, e molti datori mi hanno sbattuto la porta in faccia. Però non capisco che differenza faccia essere uomo o donna per fare il barista o il cameriere».

 

Bryan, però, si è chiesto che differenza facesse per lui essere maschio o femmina già in tenera età: «Alle elementari avevo capito che non mi riconoscevo nei gruppi sociali "bimbo e bimba". Alle medie, vedendo i corpi cambiare, mi sono terrorizzato.Ho scoperto in quel momento la disforia di genere». Il Bryan adolescente si sentiva in trappola dentro il corpo di Daphne. 

 

bryan ceotto 6

«Però mi comportavo a forza da ragazzina, disprezzavo la transessualità e non accettavo di sentirmi diverso». Con un tema in terza liceo sulla musica lirica, sua grande valvola di sfogo per i momenti di crisi, è avvenuta la svolta: «Ero un fiume in piena e ho steso su carta ciò che sentivo. Il prof mi ha preso da parte, mi ha ascoltato e aiutato a trovare il coraggio di dire tutto ai miei compagni». Alcune reazioni a scuola non sono state positive: «Una professoressa mi ha detto che non ero una persona e non avevo diritto di voto». Poi è toccato dirlo ai genitori, che vivono separati. «Mamma mi ha accolto a braccia aperte», dice.

 

«Papà, invece, temeva tutto: la cura ormonale, il bullismo, che qualcuno mi picchiasse sotto casa. Ma ha rispettato la mia scelta, ne sono felice. Anche se a volte fa ancora "deadnaming" (riferirsi a una persona transgender col suo vecchio nome, ndr) e "misgendering" (indicare una persona con un pronome del sesso opposto, ndr)».

 

bryan ceotto 5

È un percorso pieno di ostacoli quello che Bryan ha deciso di intraprendere per essere felice nel dicembre del 2020. «Il primo step - spiega - è fare sedute da uno psicologo e farsi rilasciare un documento per eseguire la Tos (terapia ormonale sostitutiva, ndr). Il secondo l'ho cominciato lo scorso giugno: iniezioni di testosterone seguiti da un endocrinologo. Io le faccio ogni 11 settimane». Racconta entusiasta pregi e difetti della cura: «Mi è aumentata la forza, la peluria. Anche la voce è diversa, ormai è mascolina. Però a causa della botta ormonale ci sono sbalzi d'umore». 

 

bryan ceotto 3

A complicare le cose ci si mette la legge: «Il terzo step è farsi riconoscere come Bryan sui documenti con un giudice che decreta se sono un uomo. Se la richiesta viene respinta, si passa a un consulente legale che valuta a sua volta. Una burocrazia da incubo: in poche ore un esterno può decidere come devo sentirmi, a discapito di anni di terapia». A tutto questo si aggiungono le spese. 

 

«In Italia si può fare tutto gratis il problema sta nei tempi biblici della sanità pubblica. Io mi sono mosso tramite privati: fino a 70 euro per la psicologa, agli 80 per le visite dall'endocrinologa e 180 a iniezione. Ci sarebbero anche le operazioni chirurgiche da migliaia di euro, come la mastectomia e falloplastica, ma non le ho fatte». Per ora non sono importanti, dice. Quello che conta è il riconoscimento legale della sua identità. «Per dire tra qualche anno al vecchio Bryan di non mollare, perché ce la farà».

bryan ceotto 8bryan ceotto 1bryan ceotto 2bryan ceotto 4bryan ceotto 9

Ultimi Dagoreport

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…