mattia santori sardine

TREMATE, TREMATE, LE SARDINE SON TORNATE (E RISCHIANO DI DIVENTARE UN VEICOLO DI CONTAGIO) – GRAMELLINI: "APPENA MATTIA SANTORI HA OSATO RICHIAMARLE IN PIAZZA A DISTANZA DI SICUREZZA, È STATO SOMMERSO DI CRITICHE COME UN SOVRANISTA QUALSIASI. ADDIO SARDINE, SIAMO DIVENTATI PESCI SOLITARI CHE NUOTANO IN UNA BOLLA, NELL'ATTESA DI UN VACCINO O DI UN RISTORO"

Massimo Gramellini per il “Corriere della Sera”

 

mattia santori

Se qualcuno avesse dei dubbi sulla rapidità sconvolgente con cui in un anno è cambiato il nostro modo di guardare il mondo, basterebbe pensare alla parabola delle Sardine. Ricordate? Era il 14 novembre, un giovedì come oggi.

 

A Bologna quattro ragazzi si appellarono alla Rete per raccogliere in piazza Maggiore seimila persone «strette come sardine». Il loro obiettivo era superare la capienza del Palasport cittadino (5750 posti) dove quella sera si sarebbe tenuto il comizio di un politico che all' epoca finiva spesso in prima pagina, mi pare si chiamasse Matteo Salvini.

vincenzo petrone mattia santori

 

Furono in diecimila a pigiarsi, e lo spettacolo democratico dell' andare in piazza, che adesso è punito come assembramento, venne celebrato come partecipazione.

Le Sardine divennero un marchio, la sinistra si innamorò della novità (le capita spesso) e, di piazza in piazza, sotto Natale si arrivò a Roma con il Global Sardina Day, nientemeno. Gomito a gomito e fiato su fiato, quando le mascherine erano ancora considerate una bizzarria da orientali.

 

SARDINE AD AMICI

Mai movimento di massa è stato così rapidamente osannato e ancor più rapidamente trasformato in un movimento di reduci. Appena il portavoce delle Sardine, mi pare si chiamasse Mattia Santori, ha osato richiamarle in piazza a distanza di sicurezza per festeggiare l' anniversario, è stato sommerso di critiche come un sovranista qualsiasi. Addio Sardine, siamo diventati pesci solitari che nuotano in una bolla, nell' attesa di un vaccino o di un ristoro.

 

2 - TREMATE, TREMATE, LE SARDINE SON TORNATE

Alessandro Giuli per “Libero quotidiano”

 

SARDINE AD AMICI

Come una seconda ondata virale, sabato prossimo le Sardine torneranno sul luogo del delitto antisalvinista in Piazza Maggiore a Bologna. Lì dove un anno fa sfidarono il capo della Lega alla vigilia delle elezioni che avrebbero riconfermato Stefano Bonaccini alla guida dell' Emilia-Romagna.

 

Il motivo di questo nuovo sciamare del banco è poco comprensibile: «Percepiamo che c' è grande sofferenza, vediamo la rabbia nelle strade e la delusione di tante parti della nostra società» e quindi «ci siamo chiesti come essere utili», ha detto la sardina in chief Mattia Santori in una diretta Facebook.

MATTIA SANTORI E LE ALTRE SARDINE A ROMA PER INCONTRARE PROVENZANO

 

Per poi precisare così la modalità del rendersi utili: siccome i pesciolini goscisti credono di essere lontani anni luce dai no-mask e da coloro che con candida ferocia definiscono «negazionisti», hanno deciso di radunarsi per «lanciare un nuovo esperimento» che, in un clima da imminente lockdown pandemico, si pretende Covid-free.

 

santori sardine benetton toscani

 Nome in codice: «6.000 caratteri»; svolgimento: «Se non possiamo stare insieme fisicamente non dobbiamo accontentarci di stare insieme digitalmente», sicché chiunque abbia «una storia da condividere, una paura, una perplessità, una speranza per il futuro, un racconto individuale, un racconto politico, una richiesta alla politica, il racconto di un lavoro che non c' è più o appena trovato» è chiamato a scriverci su una letterina da 6.000 battute e dimostrare in tal modo che si può «uscire dagli schermi e dalla bolla che ci porta a pensare che siamo da soli».

santori sardine

 

Secondo le Sardine questo è «il gesto più semplice del mondo», cioè «prendere un foglio, una penna, una busta», vergare in esergo "caro amico ti scrivo", espettorare i propri pensierini e poi trasmetterli alla banda di Santori che s' incaricherà di portare il messaggio nella grande piazza bolognese e consegnarlo al primo che capita...«rispettando ovviamente tutte le distanze e quello che sappiamo non dobbiamo fare».

 

L' evento, rigorosamente analogico dato che non è previsto l' uso di caselle postali digitali, viene corredato dal consueto palinsesto di dolciastre banalità: «La comunità è l' antidoto. Costituisce l' alternativa più credibile all' odio, al conflitto sociale. Ecco perché l' urgenza di continuare a "fare banco", ora più che mai.

 

Ricucire dove altri vorrebbero cogliere l' occasione per strappare, una volta di più.

6.000 caratteri sono due fogli di carta. Due fogli di carta sono mille parole. Mille parole sono un pensiero da condividere, una rabbia da sfogare, una speranza per il futuro. Sono una lettera da regalare a una comunità che si ritrova attraverso le parole».

MATTIA SANTORI

 

Ma proprio qui, nel bel mezzo delle più fumose banalità, casca l' asino di mare. Perché lo pseudo filantropo Santori e il suo banco di veri censori ittici - a suo tempo hanno invocato «un organo di polizia che garantisca un livello di sostenibilità democratica all' interno dei social network» - s' illudono di poter «rispettare il distanziamento e le norme sanitarie» mentre in realtà si predispongono a diventare uno straordinario veicolo di infezione.

 

mattia santori

Immaginatevi la scena: centinaia di fogli imbustati, maneggiati a casa da altrettanti anonimi potenziali contagiati asintomatici, che prendono a circolare di mano in mano nella piazza più grande di Bologna con destinazione ignota e alla faccia del famigerato Rt0. Roba da zona rossa immediata, stando ai canoni della Giunta di virologi riunita nel Comitato tecnico scientifico. A meno d' immaginare la più plateale sanificazione di massa, come un rituale bagno collettivo nell' amuchina, ci troviamo di fronte a un focolaio annunciato.

 

mattia santori

E a goderne non è certo il virus dell' intelligenza critica contrabbandato dai pescetti emiliani. Altro che 6.000 caratteri, dunque, piuttosto lo si chiami «6.000 sfumature di Covid-19» propagate col ditino alzato dagli ambiziosi ragazzotti che predicano il verbo della neutralità pacifista mentre invadono con spregio del ridicolo ogni aspetto della vita pubblica e privata degli italiani.

 

Da ultimo - e non è nemmeno la cosa più discutibile - l' operazione di fiancheggiamento nei confronti di Gino Strada affinché diventi il prescelto di Giuseppe Conte per commissariare la sanità calabrese (o forse qualcosa di più). Da sabato prossimo, peggio di una Sardina bolognese ci sarà soltanto la Sardina untrice alla cinese.

LE SARDINE A PIAZZA SAN GIOVANNI sardine a bologna MANIFESTAZIONE DELLE SARDINE A PIAZZA SAN GIOVANNI A ROMALE SARDINE A PIAZZA SAN GIOVANNI sardine a. bologna

Ultimi Dagoreport

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH – COME SI È ARRIVATI AL LICENZIAMENTO DI BEATRICE VENEZI? ‘C’È UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA PER LE ELEZIONI COMUNALI A VENEZIA, E LA “BACCHETTA NERA” PERDERÀ IL SUO PRINCIPALE SPONSOR LOCALE, IL SINDACO LUIGI BRUGNARO (ANCHE L’EX “DOGE” ZAIA STRAVEDEVA PER LA BELLA 36ENNE). IL CENTRODESTRA, CHE ERA CONVINTO DI AVERE UN FORTINO IN LAGUNA, SI È RESO CONTO CHE I SONDAGGI RISERVATI SONO PESSIMI (IL CENTROSINISTRA È AVANTI) E CHE IL CASO VENEZI, VISTO L’ORGOGLIO DELLA SERENISSIMA PER IL SUO GLORIOSO TEATRO, AVREBBE PESATO PER IL 4-5% DEI CONSENSI. DAVANTI A QUESTO SCENARIO, GLI OTOLITI DI GIORGIA MELONI SONO ANDATI IN TILT, IN SUO SOCCORSO SONO ARRIVATE LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, ED È STATO DECISO DI SACRIFICARE LA DIRETTRICE. LO STESSO NON SI PUÒ DIRE DELLO SCALTRO PIETRANGELO BUTTAFUOCO, CHE NON OFFRE IL FIANCO - E SE VENISSE CACCIATO, GODREBBE PURE DEL PLAUSO DI UNA CERTA “INTELLIGHENZIA” DE’ SINISTRA, CHE LO LODA COME UN SINCERO LIBERALE, CHE S'ILLUDE CHE LA BIENNALE SIA L'ONU…

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...