tribunale amanda knox bermuda infradito

TRIBUNALE BEACH PARTY – UN UOMO SI PRESENTA DAVANTI AL GIUDICE IN BERMUDA E INFRADITO PER SEPARARSI DALLA MOGLIE E IL MAGISTRATO LO CACCIA: È SUCCESSO A TRIESTE, MA QUELLO DELL’ABBIGLIAMENTO CONSONO NELLE AULE DI TRIBUNALE È UN PROBLEMA IN TUTTA ITALIA, SOPRATTUTTO D’ESTATE – DA CAROLA RACKETE ALLA T-SHIRT CON SCRITTO “ALL YOU NEED IS LOVE”: PRECEDENTI DI CATTIVO GUSTO

1 – VA IN TRIBUNALE PER SEPARARSI DALLA MOGLIE IN BERMUDA E INFRADITO, IL GIUDICE LO CACCIA

Da www.ilmessaggero.it

 

IN TRIBUNALE CON BERMUDA E INFRADITO

Si presenta in aula per separarsi dalla moglie in bermuda e infradito. Il giudice, però, lo manda via, invitandolo a ripresentarsi indossando abiti più adeguati. È accaduto a Trieste quando in udienza davanti al presidente della Sezione civile del Tribunale di Trieste, Arturo Picciotto, si sono presentati due coniugi con l'intenzione di dirsi addio. Constatato l'abbigliamento poco consono al luogo, il magistrato ha chiesto al marito di tornare con indosso vestiti più appropriati.

 

In una città che del mare ha fatto il suo punto di forza, ma anche la croce e la delizia delle autorità locali, non sembra fermarsi la battaglia per il decoro. Solo la scorsa settimana, infatti, era stato multato un turista austriaco che dormiva su di un'amaca appesa tra due pini sul lungomare di Barcola. Qualche giorno prima, invece, il Comune aveva invitato a mezzo di cartelli affissi sul lungomare, «i cittadini a indossare un abbigliamento adeguato» quando attraversano la strada. E ora il richiamo arriva dalle aule di giustizia.

 

profilo instagram anna delvey court looks gli outfit di anna delvey in tribunale 7

Già la scorsa estate - ricorda Il Piccolo - il Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Trieste aveva emesso una circolare rivolta a tutti i legali che frequentano il palazzo in Foro Ulpiano, a sollecitare «i propri assistiti a presentarsi alle udienze con abbigliamento consono al luogo». «Anche se non c'è una casistica specifica su ciò che si può o non si può indossare, è il Codice di procedura ad attribuire al giudice il compito di garantire il rispetto del decoro durante l'udienza pubblica», spiega al quotidiano lo stesso presidente della Sezione civile del Tribunale Picciotto.

belen nina moric tribunale 11

 

«In quell'udienza di divorzio il marito si è presentato con bermuda e calzature infradito. Ho parlato con gli avvocati e mi sono lamentato del fatto che non avessero dato indicazioni di vestirsi in modo adeguato. Mi hanno assicurato di averlo fatto, ma la raccomandazione non era stata recepita. L'ho quindi invitato a tornare vestito in modo adeguato», aggiunge il magistrato. Il messaggio, ci tiene a precisare il giudice, «è stato recepito di buon grado. Si è presentato infatti un'ora dopo vestito in modo più rispettoso, e così abbiamo potuto procedere con l'udienza». L'apparenza, conclude il magistrato, «è sostanza. È un modo per riconoscere il valore dell'istituzione e l'importanza della funzione che stiamo svolgendo nel nome del popolo italiano».

 

DAVANTI AL GIUDICE CON L’ABITO GIUSTO

Silvia Vacirca per “il Messaggero”

 

belen nina moric tribunale 27

Questa aula non è una spiaggia. Due giorni fa, durante un'udienza per divorzio di fronte al presidente della Sezione civile del Tribunale di Trieste Arturo Picciotto, un uomo si è presentato in aula in bermuda e infradito. Il giudice lo ha invitato a ripresentarsi in abiti più consoni. «L'apparenza - ha commentato il magistrato - è sostanza. È un modo per riconoscere il valore dell'istituzione e l'importanza della funzione che stiamo svolgendo nel nome del popolo italiano».

 

LE TOGHE

belen nina moric tribunale 1

Cesare Placanica, presidente della Camera Penale di Roma, dice di pretendere «che gli imputati e gli avvocati siano vestiti in modo sobrio, che non vuol dire elegante». Secondo Placanica più che il dress code, che dev'essere decoroso, in tribunale è la toga ad avere un alto valore simbolico: «L'avvocato ha l'obbligo della toga perché fa capire che è nell'esercizio della funzione a favore dei cittadini che assiste. A Roma abbiamo comprato delle toghe alla sartoria delle detenute di Rebibbia da tenere a disposizione. Poi i penalisti hanno comprato pure le borse porta toghe personalizzate».

belen nina moric tribunale 2

 

Qualche giorno prima, la questione del dress code in aula aveva già scatenato polemiche. Protagonista la capitana di Sea Watch Carola Rackete che si è presentata in Procura senza reggiseno. Quotidiani e social hanno commentato a lungo la scelta. A dimostrazione di quanto - nella società dello spettacolo - a contare in aula non sia solo il decoro. Soprattutto quando ci sono le donne di mezzo. L'ansia riguardo al dress code da processo è diffusa. Sul web ci sono post come Cinque regole d'oro per non farsi odiare dal proprio giudice dove si consiglia soprattutto nei mesi invernali, l'abbigliamento a cipolla poiché, all'interno dell'aula, la temperatura può essere alta.

tribunale

 

I GIOIELLI

Il problema si pone anche con gli avvocati. In un forum femminile on line un'avvocata rivela che per lei è stata una sofferenza. Venivo da un dottorato di ricerca, ambiente capellone e idealista, vestivamo come ci pareva. Questa incertezza raggiunge il suo acme negli Stati Uniti, dove la giuria è popolare. E così, decine di forum hanno titoli tipo Come vestirsi in tribunale oppure Che cosa indossare davanti alla corte. Lo studio Minick Law ha pubblicato un manuale di etichetta da scaricare gratis.

oj simpson in tribunale

 

Banditi colore, gioielli e abiti alla moda. Cesare Placanica spiega che «negli Stati Uniti gli studi hanno avvocati specializzati nel casting dei giurati. Prima di essere ammessi, i candidati sono interrogati dalle parti. Se difendo un uomo di colore e un candidato ha fatto parte del Ku Klux Klan posso ricusarlo».

profilo instagram anna delvey court looks gli outfit di anna delvey in tribunale 13

 

Come vestire per non sembrare colpevoli è di importanza vitale. Per questo le persone normali guardano le celebrity. Nel 2002, per esempio, Winona Ryder si è presentata al processo per furto a Los Angeles in abito nero Marc Jacobs che ricordava la sobrietà dello stile Peter Pan. Il New York Times ha definito l'outfit conservatore ma molto chic. Cardi B, quest'anno, è apparsa in un tribunale del Queens è accusata di essere coinvolta in una rissa in un sobrio Christian Siriano bianco, Hermès Birkin e coda bassa.

 

amanda knox in tribunale con la t shirt con scritto all you need is love

Ha anche postato il look su Instagram con la didascalia Court flow: tre milioni di cuori. Lo studio legale di Anna Delvey, stagista della rivista di moda Purple Magazine che, per un breve periodo, è riuscita a spacciarsi per un'ereditiera tedesca a New York, ha assunto Anastasia Walker - stylist di Courtney Love - per curare i look processuali. C'è un account Instagram - @Annadelveycourtlooks dedicato al suo stile che ha più di 8.000 follower. Lindsay Lohan, attrice americana, si presentò in tribunale più volte, anche con una sexy camicia bianca.

 

IL NARCISISMO

amanda knox in tribunale con la t shirt con scritto all you need is love 2

Può sembrare strano che qualcosa di frivolo come la moda possa avere conseguenze anche gravi su un caso. Ma nel giorno di San Valentino, assicuratevi di non andare in aula in una t-shirt con su stampato a letterone rosa: All you need is love, come ha fatto Amanda Knox nel 2009, nelle prime settimane del processo per l'omicidio di Meredith Kercher. Forse la t-shirt è la vostra coperta di Linus, ma sarà interpretata come odiosa, un segno del vostro narcisismo e mancanza di rispetto per il sistema giudiziario italiano. Nella stampa britannica, invece, sarà letta come il segno di una personalità psicopatica.

amanda knox in tribunale con la t shirt con scritto all you need is love 3

Nella biografia del 2013 Waiting to be heard: A Memoir, Amanda Knox ricorda questa scelta come la più dannosa in quelle prime settimane.

profilo instagram anna delvey court looks gli outfit di anna delvey in tribunale 9profilo instagram anna delvey court looks gli outfit di anna delvey in tribunale 13profilo instagram anna delvey court looks gli outfit di anna delvey in tribunale 6profilo instagram anna delvey court looks gli outfit di anna delvey in tribunale 9profilo instagram anna delvey court looks gli outfit di anna delvey in tribunale 12profilo instagram anna delvey court looks gli outfit di anna delvey in tribunale 7profilo instagram anna delvey court looks gli outfit di anna delvey in tribunale 10belen nina moric tribunale 30profilo instagram anna delvey court looks gli outfit di anna delvey in tribunale 4profilo instagram anna delvey court looks gli outfit di anna delvey in tribunale 5belen nina moric tribunale 31profilo instagram anna delvey court looks gli outfit di anna delvey in tribunale 11profilo instagram anna delvey court looks gli outfit di anna delvey in tribunale 1belen nina moric tribunale 3profilo instagram anna delvey court looks gli outfit di anna delvey in tribunale 2profilo instagram anna delvey court looks gli outfit di anna delvey in tribunale 3belen nina moric tribunale 29daniella hirst arriva in tribunaleprofilo instagram anna delvey court looks gli outfit di anna delvey in tribunale 8amanda knox in tribunale con la t shirt con scritto all you need is love 1

Ultimi Dagoreport

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - UNA VOLTA DIVENTATA “INAFFIDABILE”, AGLI OCCHI DI TRUMP A COSA PUÒ SERVIRE GIORGIA MELONI? A NIENTE, QUINDI PUÒ TORNARE A LEGGERE TOLKIEN AI GIARDINETTI DI COLLE OPPIO – PAOLINO MIELI A “OTTO E MEZZO” LANCIA LA BOMBA DOPO LO SCAZZO ROMA-WASHINGTON: “C’È UNA CERTEZZA DI VENDETTA. È QUALCOSA DI ANALOGO DEL SIGONELLA DI CRAXI. TRUMP SE LA LEGHERÀ AL DITO. A CRAXI LA FECERO PAGARE IN MANIERA DEFINITIVA. A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” – COSA E QUANTO RISCHIA DAVVERO LA  SORA GIORGIA? PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO, BEGONA, A CUI È STATO RITIRATO ANCHE IL PASSAPORTO…

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…