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TROPPO VERDE PER ESSERE VERO - ROTOLA LA TESTA DELL'AD DI DWS, CONTROLLATA DI DEUTSCHE BANK, DOPO LE ACCUSE DI "GREENWASHING", CIOÈ AVER COMMERCIALIZZATO PRODOTTI FINANZIARI TAROCCATI (MENO "VERDI" DI QUANTO FOSSE MILLANTATO) - LA VICENDA NASCE DALLE DICHIARAZIONI DELLA PIÙ FAMOSA WHISTLEBLOWER DELLA FINANZA TEDESCA, DESIRÉ FIXLER, EX RESPONSABILE DELLA FINANZA SOSTENIBILE DI DWS...

1 - DEUTSCHE BANK: CEO DWS LASCIA DOPO ACCUSE GREENWASHING

(ANSA) - Si dimette l'amministratore delegato di Dws, Asoka Woehrmann, dopo le perquisizioni disposte ieri dalla procura di Francoforte, che sospetta pratiche di greenwashing da parte della controllata nell'asset management di Deutsche Bank.

 

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Il passo indietro di Woehrmann, si legge in una nota, è stato deciso "in accordo con la società". Il suo posto verrà preso, a partire dal 10 giugno da Stefan Hoops, capo del corporate bank di Db, che diventerà responsabile di tutto l'asset management del gruppo bancario tedesco. Intanto il titolo di Dws crolla del 7% alla Borsa di Francoforte.

 

2 - "FRODE SUI FONDI VERDI" IL MAXI-BLITZ DEI PM SCUOTE DEUTSCHE BANK

Uski Audino per “La Stampa

 

Troppo verde per essere vero. I prodotti della finanza sostenibile di Dws - società di gestione dei patrimoni controllata da Deutsche Bank - potrebbero essere meno verdi di quanto dichiarato.

 

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È questo il sospetto della procura di Francoforte sul Meno, che ieri ha avviato una perquisizione nei grattacieli gemelli di Deutsche Bank e nella poco lontana sede di Dws con 50 funzionari tra procura, polizia federale e autorità di vigilanza bancaria tedesca.

 

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L'accusa è di frode sugli investimenti finanziari e il sospetto è di "greenwashing". Secondo una portavoce dell'autorità giudiziaria «nel commercializzare i cosiddetti prodotti finanziari verdi (prodotti Esg, cioè Environment, social, governance), Dws li avrebbe venduti come «più verdi» o «più sostenibili» di quanto fossero in realtà.

 

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Ora «il procedimento è diretto contro dipendenti e responsabili ignoti di Dws», fa sapere l'ufficio del pubblico ministero.

 

La vicenda nasce dalle dichiarazioni della più famosa whistleblower della finanza tedesca, Desiré Fixler, ex responsabile della finanza sostenibile di Dws.

 

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La manager americana era stata licenziata dalla società tedesca nella primavera del 2021. La 49 enne aveva criticato il sistema di gestione del rischio Esg di Dws, un impianto che usava criteri - a suo parere - eccessivamente lacunosi.

 

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In un incontro in Usa con la testata Die Zeit lo scorso settembre, Fixler aveva messo in rilievo due aspetti critici. Il primo è che tra le aziende incluse negli investimenti Esg proposti dalla società di gestione c'erano anche imprese che facevano affari con il carbone, o con attività poco compatibili con l'ambiente.

 

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Il secondo è che Dws aveva investito in «portafogli con un'integrazione Esg» nel 2020 ben 459 miliardi di euro, cioè più della metà del totale degli investimenti dei clienti. All'epoca la testata tedesca aveva posto una serie di domande alla controllata di Deutsche Bank, molte delle quali erano rimaste senza risposta.

 

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Dws aveva comunque ammesso che «la strada verso un futuro sostenibile è lunga e impegnativa, per l'intero settore e anche per Dws». Dopo una revisione dei criteri dei suoi prodotti "verdi", fa notare il Financial Times, la quantità di asset allocati tra i prodotti Esg è diminuita drasticamente, passando dai 459 miliardi del 2020 ai 115 miliardi del 2021.

Segno di un rapido cambiamento di rotta.

 

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Ora le indagini della procura, cominciate lo scorso gennaio, stanno iniziando a dare frutti. «Dopo l'esame - dice l'autorità giudiziaria - sono emersi sufficienti elementi di fatto che dimostrano che, contrariamente alle informazioni contenute nei prospetti di vendita dei fondi Dws, i fattori Esg sono stati effettivamente presi in considerazione solo in una minoranza di investimenti, ma non in un gran numero di investimenti». Un altro modo per dire "frode".

 

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