donald trump con allen weisselberg e il figlio don jr

TRUMP, IL CERCHIO SI STRINGE – ALLEN WEISSELBERG, IL DIRETTORE FINANZIARIO DELLA “TRUMP ORGANIZATION” ACCUSATO DI FRODE FISCALE (E ALTRI REATI) DALLA PROCURA DI MANHATTAN, HA LAVORATO PER 46 ANNI PER LA FAMIGLIA DI DONALD - TUTTE LE OPERAZIONI E LE FOLLI IDEE DELL’EX PUZZONE DELLA CASA BIANCA SONO PASSATI PER LA SUA SCRIVANIA. COSA RACCONTERÀ? RIMARRÀ FEDELE COME AL SOLITO O QUESTA VOLTA TRADIRÀ?

 

 

Giuseppe Sarcina per il "Corriere della Sera"

 

allen weisselberg si consegna 1

Allen Weisselberg, 73 anni, lavora per la famiglia Trump dal 1973. Per 46 anni il suo nome è circolato a malapena nel ristretto circolo degli affari newyorkesi. Ombra e potere fino al 27 febbraio del 2019. Quel giorno l' ex avvocato Michael Cohen, il «pitbull» di Donald Trump, viene chiamato a deporre nella Commissione Vigilanza della Camera. Le tv trasmettono in diretta l' evento che, si diceva allora, avrebbe potuto segnare «l' inizio della fine» per il presidente assediato da accuse di ogni tipo.

 

Cohen parlò molto del suo ex boss, ma soprattutto chiamò in causa una trentina di volte un certo Weisselberg. I deputati si scambiarono sguardi interrogativi: e chi è? È il direttore finanziario della holding, disse Cohen, spiegando che tutte le operazioni passavano dalla sua scrivania.

ALLEN WEISSENBERG E DONALD TRUMP

 

Da quelle più ambiziose e impegnative, come l' idea di costruire la Trump Tower di Mosca (poi mai realizzata) fino a quelle più imbarazzanti. Per esempio c' erano le firme di Weisselberg e di Donald Jr, primogenito di Trump, sull' assegno da 130 mila dollari versato alla ex pornostar Stormy Daniels, pochi giorni prima delle elezioni del 2016, perché tacesse sulla relazione sessuale con il capo clan, consumata nel 2005.

 

ALLEN WEISSENBERG E DONALD TRUMP

Davanti al televisore, nel suo ufficio di New York, un uomo prendeva appunti. Era Cyrus Vance, procuratore del distretto di Manhattan. Aveva cominciato a indagare sulla Trump Organization nel 2018 e, naturalmente, conosceva benissimo il ruolo di Weisselberg. Ma aveva sperimentato quanto la sua fedeltà al clan fosse rocciosa, impermeabile.

Allen è nato a Brooklyn a New York, in una famiglia di origine ebraica.

 

donald trump con allen weisselberg e il figlio don jr

Studia economia aziendale alla Pace University e si cerca subito un impiego. Lo trova nel 1973 in una rampante società di costruzioni, guidata da un disinvolto imprenditore del Queens, Fred Trump. Alla fine degli anni Ottanta, Donald, figlio di Fred, prende in mano l' attività e decide di sbarcare a Manhattan e poi nel New Jersey. Inizia la stagione delle Trump Tower, dei casino.

 

cyrus vance

L' ascesa di «The Donald» fra scommesse immobiliari, fallimenti e rapporti sempre più opachi con le banche e con il fisco. Il raggio di azione di Weisselberg si dilata in modo proporzionale alla crescita della holding. È quasi coetaneo del proprietario: ne diventa il riferimento naturale, una specie di Cassazione contabile.

michael cohen

 

Il New York Times ha raccolto una serie di testimonianze tra i suoi collaboratori. Ne viene fuori un ritratto che sembra uno stereotipo per questo tipo di personaggio: lavoratore maniacale, sempre un passo indietro, solitario. «Lui e Donald erano come Batman e Robin», ha dichiarato Jennifer, ex moglie di Barry Weisselberg, uno dei figli di Allen.

 

allen weisselberg

Il suo ruolo viene formalizzato nel 2000: Cfo, chief financial officer , direttore finanziario. Cambia anche il suo status personale. Lascia la casa in Staten Island e si trasferisce con la moglie e i due figli in una delle Trump Tower di Manhattan, nel West Side. Nel 2016 «The Donald» affida la gestione del gruppo a un «trust» guidato dai figli Donald ed Eric. Ma chiaramente c' è anche Allen. Da quel momento, però, la vita pubblica e privata del chief financial officer è sempre più esposta, fino ad attirare l' attenzione della magistratura.

Spuntano complicazioni da tutte le parti.

ufficio trump tower

 

Per esempio Jennifer, dopo aver divorziato da Barry, si presenta nell' ufficio di Vance e gli consegna numerosi documenti. Il procuratore sembra muoversi con grande prudenza. Weisselberg è la chiave per entrare nella zona rossa degli affari trumpiani. Ma «The Donald» dice di essere certo che Allen, anche questa volta, non lo tradirà.

WOODY ALLEN HARVEY WEINSTEINtrump tower allen weisselberg si consegna

Ultimi Dagoreport

matteo salvini tedofori milano cortina

A PROPOSITO DI… SALVINI – IL CAPOSTAZIONE DELLA LEGA È ARRIVATO PUNTUALE NEL DIRE LA SUA SUI TEDOFORI DI MILANO CORTINA. UN CASO CHE HA PRESO “A CUORE” - PER LA CARNEVALATA ORGANIZZATA DA MALAGÒ, LO SPONSOR HA REALIZZATO ALTRETTANTE TUTE TERMICHE, BEN PRESTO FINITE IN VENDITA PER MIGLIAIA DI EURO NEI SITI DI “SECONDA MANO”. SE LA MORALE SPESSO NON URTASSE LE COSCIENZE, VERREBBE DA CHIEDERE AL MINISTRO SALVINI CON IL “CUORE IN MANO” SE QUELLE TUTE TERMICHE DATE AI TEDOFORI NON AVREBBERO POTUTO SALVARE LA VITA DEL VIGILANTE MORTO DAL FREDDO IN UN CANTIERE OLIMPICO A CORTINA…

donald trump free iran

DAGOREPORT – CHE CE FAMO CON KHAMENEI? TRUMP MINACCIA TEHERAN MA L’INIZIATIVA MILITARE SI ALLONTANA: GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA (ARABIA SAUDITA E QATAR) SONO CONTRARI AL BOMBARDAMENTO E LE PORTAEREI AMERICANE SONO LONTANE DAL MEDIO ORIENTE – PIÙ PROBABILE, PER ORA, CHE GLI “AIUTI” PROMESSI DA WASHINGTON SIANO ATTACCHI CYBER E SABOTAGGI ENERGETICI, IN GRADO DI INDEBOLIRE IL REGIME DI KHAMENEI – IL PIANO “PSYOPS” DI GUERRA PSICOLOGICA, LE MOSSE SUL CAMPO DI CIA E MOSSAD E LA DURA REALTÀ: BUTTATO GIÙ KHAMENEI, NON C’È UN'OPPOSIZIONE PRONTA A PRENDERE IL POTERE O UNA FIGURA FANTOCCIO (COME IN VENEZUELA) PER LA SUCCESSIONE -RIMUOVERE L'AYATOLLAH PROVOCHEREBBE PIÙ INSTABILITÀ. E TANTI SALUTI AL FIGLIO DELLO SCIÀ, REZA PAHLAVI, E AI MANIFESTANTI CHE INVOCANO LIBERTÀ E VENGONO TRUCIDATI DAL REGIME - VIDEO

gio scotti

COME MAI LA BELLISSIMA GIO SCOTTI, MODELLA E INFLUENCER ITALIANA DI 19 ANNI, È DIVENTATA SUO MALGRADO UN’ICONA DELL’ALT-RIGHT AMERICANA? – LA RAGAZZA, CHE HA QUASI 3 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL E A QUANTO PARE NON HA MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE OPINIONI POLITICHE, GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, È STATA PRESA IN PRESTITO DA SUPREMATISTI, “INCEL” E “GROYPERS” COME SIMBOLO DELLA BELLEZZA “ARIANA” E OCCIDENTALE - A SUA INSAPUTA, LA RAGAZZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI UNA "GUERRA CULTURALE" CHE DIFFONDE IDEE ESTREMISTE E INQUINA IL DIBATTITO FOMENTANDO ODIO

elkann ferragni

CHIARA FERRAGNI E' FINITA SUL GOZZO A TUTTI - UN SONDAGGIO "YOUTREND" CERTIFICA CHE, DOPO IL PANDORO-GATE, L'80% DEGLI ITALIANI HA UN GIUDIZIO NEGATIVO DELL'INFLUENCER (SOLO L'8% SI FIDA DI LEI) - MALISSIMO ANCHE JOHN E LAPO ELKANN: IL 58% DEGLI ITALIANI HA UN'OPINIONE NEGATIVA DEL PRESIDENTE DI "STELLANTIS". PEGGIO SUO FRATELLO, MAL VISTO DAL 69% DEGLI INTERVISTATI - AVVISATE CUCINELLI: IL 64% DEGLI ITALIANI NON LO CONOSCE, NONOSTANTE IL SUO FILM DAL POMPOSO TITOLO "BRUNELLO, IL VISIONARIO GARBATO", COSTATO 4 MILIONI DI SOLDI PUBBLICI...

pier silvio marina berlusconi giudici toghe magistrati

FLASH! – E MARINA FINI' MARINATA DA PIER SILVIO - LA CAVALIERA AVREBBE CHIESTO UN IMPEGNO PIÙ INCISIVO DI MEDIASET PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, IN NOME DEL “CALVARIO” SUBITO DA PAPI SILVIO - MA “PIER DUDI”, CHE È MOLTO PIÙ AUTONOMO DALLA PRIMOGENITA DI QUANTO SI RACCONTI IN GIRO, IN NOME DEL PLURALISMO SI SAREBBE OPPOSTO – PERCHÉ SPINGERE CON UNA CAMPAGNA SPECIFICA, QUANDO BASTA MARTELLARE SUGLI ERRORI GIUDIZIARI (GARLASCO, TORTORA ECC.) SUI TALK SHOW E LE TRASMISSIONI CRIME?